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Scritto Giovedì 05 aprile 2012 alle 17:14

Imposta Municipale: ecco che cosa hanno deciso i 90 comuni lecchesi. L’acconto al 18 giugno in base alle aliquote standard

Salvo modifiche da parte della Commissione Bilancio e Finanze della Camera l'Imposta Municipale dovrà essere corrisposta in acconto al 18 giugno nella misura del 50% calcolata sulla base delle aliquote standard, quelle indicate dal decreto "Salvaitalia", ossia lo 0.04% per la 1° casa, lo 0.76% per tutti gli altri immobili e lo 0.20% per gli edifici strumentali all'attività agricola. Il saldo lo si verserà poi il 17 dicembre tenendo conto delle reali aliquote deliberate dai singoli comuni. Ad esempio, i meratesi dovranno versare al saldo di dicembre oltre al 50% dell'aliquota base la differenza rispetto al deliberato di lunedì sera che, come noto, fissa allo 0,48% l'imposta per l'abitazione principale e allo 0,91% l'imposta per tutti gli altri immobili. In realtà qualcosa potrebbe anche cambiare perché i comuni hanno tempo fino al 30 settembre per definire le aliquote e lo Stato, cui va "girata" la metà del gettito riveniente da tutti gli altri immobili (lo 0,38%), si è concesso fino al 10 dicembre per ulteriori interventi attraverso un decreto del presidente del consiglio dei ministri. Tutto starà nella verifica dell'entità del gettito di giugno, se in linea o meno con le aspettative del Governo. La situazione di incertezza, quindi, è totale, tanto che numerosi comuni non hanno neppure approvato il bilancio preventivo 2012, i cui termini di deliberazione sono stati spostati al 30 giugno. Abbiamo cercato, non senza difficoltà a causa soprattutto della scarsa chiarezza di navigazione dei siti comunali, di ricostruire la mappatura delle aliquote, aggiungendo per un necessario confronto l'aliquota Ici sulla 1° casa (in vigore fino al 2007) e l'aliquota dell'addizionale Irpef, un'imposta spesso dimenticata ma che va a incidere anche pesantemente sui bilanci famigliari.

Chi desiderasse ricevere la tabella in formato excel può mandare una mail a redazione@merateonline.it

ND=non dichiarato
hp= ipotesi


Tornando ai 90 comuni lecchesi, sino ad ora hanno definito le aliquote IMU le amministrazioni di Abbadia Lariana, Cassina Valsassina, Cremeno, Ello, Esino Lario, Malgrate, Merate, Missaglia, Pagnona, Perledo, Premana, Robbiate e Verderio Superiore.
''Apripista'' della provincia è stato il comune missagliese che già a gennaio ha approvato le nuove aliquote a seguito del passaggio in consiglio comunale. La giunta Casiraghi ha deciso di optare per una politica di contenimento, con il 4 per mille (0,04%) sull'abitazione principale (prevista anche una detrazione d'imposta pari a 200 euro, che il comune ha deciso di incrementare di 50 euro, portandola dunque a 250 euro) e 7,6 per mille (0,76%) per le seconde case e gli altri fabbricati (ad esclusione dei beni strumentali per i quali l'imposta è stata fissata al 2 per mille). Da sottolineare inoltre che l'amministrazione missagliese non ha mai applicato l'addizionale Irpef sul reddito, scelta confermata anche per il 2012.
Stessa politica di contenimento quella intrapresa dal comune di Robbiate che proprio nel corso dell'ultimo consiglio comunale ha manifestato la volontà di proporre alla cittadinanza le aliquote base (4 per mille e 7,6 per mille), non apportando aumenti nemmeno sull'addizionale Irpef. La medesima situazione caratterizza i comuni di Abbadia Lariana e Pagnona.
Merate ha deciso invece di incrementare entrambe le aliquote, ''ritoccando'' in maniera pù significativa quella relativa alle seconde case (9,1 per mille), mentre è 4,8 per mille quella fissata per l'abitazione principale. Inalterata rispetto allo scorso anno l'addizionale Irpef.
Lieve incremento anche a Verderio Superiore, dove si è preferito contenere l'aliquota delle seconde case all'8 per mille, apportando l'aumento di un punto alla prima casa rispetto all'aliquota base. Verderio Inferiore ha recentemente deliberato con un'aliquota dello 0.48 per la prima casa e dello 0.78 per gli altri immobili mentre si è trovato costretto ad introdurre l'Irpef che prima non c'era, assegnando uno 0.30% per i redditi superiori a 26.000 euro.
Da segnalare il caso di Malgrate dove l'amministrazione ha effettuato una politica di estremo contenimento dell'aliquota sull'abitazione principale, ridotta al 3,5 per mille, portando invece a 8,6 per mille la tariffa sulle seconde case.
Gli altri comuni come dicevamo, hanno effettuando sino a questo momento delle proiezioni per capire in quale misura intervenire. Dal quadro provvisorio emerge una situazione di grande incertezza, legata a doppio filo ai trasferimenti statali in arrivo, attesi per le prossime ore. Sembra tuttavia che la maggioranza degli amministratori siano più intenzionati ad agire sull'IMU senza aumenti dell'addizionale Irpef. Sono ancora numerosi infatti i comuni che sino ad ora hanno pututo fare a meno di applicare la tassa sul reddito: alcuni sindaci però, stanno valutando un'introduzione, come nel caso di Barzanò. A Ello invece, il commissario prefettizio ha recentemente optato per un aumento dell'addizionale, dallo 0,7% allo 0,8%.
In generale si può dire che la tendenza dei comuni, laddove non sia possibile contenere ai minimi previsti entrambe le aliquote, è quella di ''lavorare'' sulle seconde case, mantenendo più lieve possibile il carico fiscale sulle abitazioni principali.
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