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Scritto Lunedì 23 agosto 2010 alle 18:28

Cernusco L.: c’era una volta una graziosa stazione ferroviaria. Ora RFI regala al pendolare sporcizia, abbandono e vetri rotti. Ecco alla faccia dei proclami politici la Brianza ricca e cogliona


E' davvero difficile ricordarsi un periodo in cui la stazione ferroviaria di Cernusco giaceva in uno stato così degradato e sporco. L'abbandono, per causa di forza maggiore, del presidio di ferrovieri e personale Fs almeno durante l'orario lavorativo ha di certo agevolato l'azione di vandali e incivili che, non trovando nessun controllo, a cadenza praticamente settimanale imbrattano muri, spaccano sedie e vetri, abbandonano rifiuti un po' ovunque.

Se a questo si aggiungono difficoltà strutturali quali la carenza di cestini per l'immondizia, i bagni il più delle volte inagibili, il rubinetto della fontana che perde creando un lago, si comprende come la vita del pendolare sia tutt'altro che un piacere. Ad accogliere l'utente sul piazzale della stazione è un'aiuola, curata da un privato. Una piccola rientranza agevola il carico-scarico delle persone proprio davanti all'ingresso. Varcare la soglia dello stabile è deprimente.

Un enorme scatolone impacchetta una probabile macchina per la distribuzione dei biglietti (da mesi inutilizzata), sui muri sia all'ingresso che nelle sale di attesa scritte, numeri di telefono, frasi oscene. La biglietteria, aperta solamente al mattino presto, è chiusa da una vecchia veneziana verde. Sul vetro, qua e là, segni con il pennarello, biglietti con offerte di lavoro, la foto di un cane smarrito. Smarrito un po' come il pendolare che si trova ad usufruire della stazione di Cernusco. Nella "hall" delle sale di attesa c'è una cupola in plexiglass, spaccata e bruciacchiata sui lati, che copre uno dei pochi esemplari rimasti di telefono pubblico. Afferrare la cornetta e digitare il numero è un segno di coraggio. Qualche sedia e una vecchia panca in legno offrono l'appoggio per chi deve fare i conti con l'attesa sul primo binari. All'angolo un tabellone luminoso avverte delle partenze-arrivi dei convogli.

L'aiuola e il sacchetto che funge da cestino



Appeso ad un tubolare in ferro un sacco trasparente adibito a cestino per i rifiuti, al centro della sala un tavolo in legno ormai smunto e pasticciato dove gruppi e associazioni lasciano volantini e alla parete la bacheca del Cai con le prossime uscite. Due finestre hanno i vetri rotti, idem la porta che conduce alla banchina. Un sasso o forse un corpo contundente ha infranto il vetro che, ora, fa bella mostra di sé con un evidente pericolo per chi apre lo sportello.

L'ex scalo merci

Sui binari è lo sconforto più totale, complice anche l'enorme muraglione verde, ormai pennellato qua e là da graffittari e vandali, che si chiama barriera fonoassorbente. L'aiuola vicino alle panchine esterne (lunghe lastre in granito) è una giungla, con erba alta fino alla cintola. Appesi alla ringhiera i sacchi trasparenti per l'immondizia. Al termine della banchina l'ex scalo merci ormai fatiscente: qua e là bottiglie di birra, un tappeto di sterco di piccioni e la saracinesca arrugginita e pasticciata ormai divelta.

Il sottopasso che porta al secondo binario

Il sottopassaggio che porta al secondo binario è una lavagna di scritte naziste e antifasciste, razziste e pacifiste. Poi l'irta scala che conduce alla banchina si apre nel desolante spettacolo di un lungo marciapiede spoglio, soffocato a ovest dalla barriera fonoassorbente e con davanti i binari colmi di fazzoletti di carta, mozziconi di sigaretta, resti di giornale.
Pendolari benvenuti. Siamo alla stazione FS di Cernusco, nella ricca Brianza, nella zona più produttiva d'Italia e in quella più.... cogliona!

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S.V.
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