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Scritto Lunedì 26 marzo 2012 alle 18:40

Cernusco: in aula per minacce e insulti su un presunto incesto

Ha querelato la cognata che il 18 giugno 2008 l 'aveva insultata e minacciata con un ombrello. 
Una storia di gelosia quella al centro dell'udienza celebrata lunedì mattina presso la sede del giudice di pace di Missaglia e relativa alla denuncia presentata da D.M.S. residente in provincia di Brescia, nei confronti di I.G.D.G., l'ex cognata  che vive a Cernusco.
L'episodio come dicevamo, si riferisce al 2008 quando D.M.S. si trovava a casa nel fratello. La donna ha raccontato di essersi recata a Cernusco per aiutarlo nella pulizia della sua abitazione. Si trovava in una delle stanze della villa, intenta a spolverare una libreria, quando nello stesso locale ha fatto il suo ingresso la cognata, che in quel periodo viveva al piano di sopra. Secondo il racconto della parte civile la donna avrebbe iniziato ad urlare a gran voce, inveendo contro di lei. Dopo averla insultata, dandole della poco di buono e insinuando che avrebbe avuto una storia con il proprio fratello, l'ex moglie l'avrebbe minacciata con l'ausilio di un ombrello; colpi ''parati'' con il braccio dalla vittima che a seguito della colluttazione, ha riferito di aver riportato alcuni graffi sul braccio.
Durante l'udienza il pubblico ministero ha evidenziato la presenza di fotografie che mostrano le fasi dell'accesa discussione tra le due donne, tratte dal sistema di videosorveglianza installato all'interno della villa. 
A seguito delle domande poste dal legale dell'imputata, D.M.S. ha spiegato di avere sempre avuto un rapporto civile con l'ex cognata e di non essere mai stata invadente rispetto alla relazione tra il fratello e la moglie. Ha spiegato di essersi fermata qualche giorno nella villa di Cernusco soltanto per aiutare il fratello nelle pulizie domestiche. Non c'era alcun motivo, secondo lei, per sospettare l'esistenza di una relazione tra i due parenti. Un presunto ''incesto'' della cui esistenza l'ex moglie avrebbe oltretutto riferito a più persone.
L'udienza, in mancanza del maresciallo Edonio Pecoraro, che avrebbe dovuto deporre come teste, è stata rinviata al 29 aprile 2013.
G.C.
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