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Scritto Giovedì 22 marzo 2012 alle 12:54

Malgrate: coniugi nella rete della Gdf per ricettazione marchi contraffatti,  truffa ai danni dell’INPS e materiale pedo-pornografico

Il capitano di Compagnia Andrea Crisari
Prima sono stati denunciati entrambi per i reati di ricettazione e di smercio di prodotti con marchi contraffatti, poi rispettivamente la moglie per avere continuato a percepire indebitamente la pensione della madre defunta e il marito per detenzione di filmati pedo-pornografici trovati sul pc.
E' quanto i finanzieri della Compagnia di Lecco, coordinati dal capitano Andrea Crisari, hanno contestato a una coppia di Malgrate, B.P. e P.C. le iniziali, notificando loro gli avvisi di conclusione delle indagini relativi all'operazione "Shopping in Hong Kong" che li vede imputati unitamente ad altri 4 soggetti
L'attività investigativa, svolta su delega della Procura della Repubblica di Lecco e conclusasi proprio in questi giorni, ha infatti permesso di far emergere nuove gravi ipotesi di reato a carico dei soggetti indagati.
Nel mese di dicembre 2010, le indagini condotte dalla guardia di finanza hanno portato alla denuncia a piede libero di sei soggetti che, in concorso fra loro, si sono resi responsabili dei reati di ricettazione ed introduzione nel territorio nazionale di prodotti con segni falsi.
Le complesse attività investigative hanno ricostruito la reale dimensione del fenomeno della vendita di capi d'abbigliamento contraffatti recanti i prestigiosi marchi Louis Vuitton, Gucci, Tiffany & Co., Chanel, Prada, Fendi, Miu Miu, Burberry ed Hermes, articoli provenienti da Hong Kong. Tale attività illecita non era limitata al lecchese ma si era estesa anche alle province di Milano, Monza, Como Bergamo, fino ad interessare il Veneto, il Piemonte ed il Lazio.
L'operazione delle fiamme gialle aveva suscitato un  apprezzamento da parte di tutti i marchi risultati danneggiati dal commercio illecito, considerando soprattutto, a  differenza di altre volte, l'elevato livello sociale dei soggetti coinvolti. In tale ambito, alcuni dei predetti marchi si sono costituiti parte lesa nel procedimento, potendo legittimamente rifarsi del rilevante danno subito sia a livello d'immagine sia sotto il profilo economico.
Nel luglio 2011, la Seconda Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione di Roma, composta tra gli altri dal Dottor Pier Camillo Davigo, magistrato di spicco del pool "Mani Pulite" all'epoca di Tangentopoli, con una sentenza senza precedenti, nello specifico caso del sequestro di un immobile per un valore di circa 600 mila Euro di proprietà dei coniugi B.P. e P.C., utilizzato come deposito e "punto vendita" di prodotti con marchi contraffatti, ha confermato pienamente la legittimità del sequestro preventivo, ai fini della confisca obbligatoria.
Con tale sentenza quindi si è venuto a creare, in tale settore, un importantissimo precedente giurisprudenziale utilissimo per il contrasto degli illeciti in materia di contraffazione di marchi e segni distintivi. In questo modo, infatti, si potrà disporre per il futuro di una nuova arma per aggredire i beni mobili ed immobili di proprietà  delle organizzazioni criminali ed utilizzati strumentalmente per il sempre più diffuso fenomeno della contraffazione dei marchi.
Agli indagati B.P. e P.C., coniugi di Malgrate, sono state contestate altre nuove ipotesi di reato. Infatti mediante un'attenta analisi dei conti correnti bancari e con specifici accertamenti svolti presso la Direzione Provinciale dell'Inps di Lecco, i finanzieri hanno scoperto che i due coniugi continuavano a percepire indebitamente dal dicembre 2008, due pensioni intestate alla defunta madre dell'indagata B.P.
La truffa messa in atto, statisticamente inconsueta per il territorio lecchese, oltre a creare un danno al bilancio dell'Inps di Lecco per più di € 20.000, ha sottratto risorse a soggetti che ne avrebbero legittimamente diritto.
Come se non bastasse, P.C. è stato anche denunciato a piede libero per il reato di pedo-pornografia; infatti un'accurata perizia tecnica ha permesso di rinvenire nel computer a lui in uso (sottoposto a sequestro), quattro filmati ritraenti soggetti adulti in atteggiamenti sessuali con dei minori.
L'operazione conclusa dalle fiamme gialle lecchesi, conferma ancora una volta la costante attenzione che il Corpo della Guardia di Finanza dedica alla lotta alla contraffazione ed ai rilevanti effetti negativi che tale fenomeno produce sia sotto l'aspetto economico per quanto concerne il calo del fatturato delle società proprietarie dei marchi e l'impoverimento dell'offerta di nuovi brevetti, sia sotto il profilo finanziario per quanto riguarda la riduzione del gettito fiscale e sociale nonché per quanto attiene  lo sfruttamento della mano d'opera ed il pericolo per la salute dei cittadini.
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