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Scritto Giovedì 15 marzo 2012 alle 19:14

Lecco: prevenire il tumore del Colon. Un giorno per ''sapere''

Mercoledì 21 marzo, dalle 8.00 alle 16.00, presso la hall del Manzoni sarà allestita una grande struttura gonfiabile e articolata che riproduce un colon. Sarà possibile intraprendere una sorta di percorso guidato tra le patologie che colpiscono maggiormente l’ultima parte del nostro apparato digerente (in particolare polipi, carcinoma colo rettale, colite ulcerosa, morbo di Crohn e diverticoli).
La manifestazione è finalizzata ad informare e a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione primaria e sulle finalità dello screening mediante la ricerca del sangue occulto fecale del tumore colo-rettale.
L’allestimento del colon gigante gonfiabile (unico nel suo genere e appositamente costruito in Inghilterra, alto 2,10 metri e lungo 15) sarà presidiato da personale medico-infermieristico e operatori dell’ASL lecchese, con la collaborazione dei volontari che operano all’interno del Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico, che accompagneranno tutti i visitatori interessati per tutto il percorso predisposto.
“Il tumore al colon-retto – spiega Antonina Ilardo dell’ASL – è una malattia importante in termini di salute pubblica, in quanto è la seconda neoplasia più frequente nelle donne e la terza negli uomini. In entrambi i sessi rappresenta la seconda causa di morte per tumore, preceduto dal cancro del polmone negli uomini e da quello alla mammella nelle donne. E’ importante sapere che il 90% delle persone si ammala dopo i 50 anni”.
“Lo sviluppo di questo genere di tumore è quasi sempre preceduto – spiega, per parte sua, Fabrizio Parente, Direttore dell’Endoscopia Digestiva del Manzoni – dalla comparsa di lesioni benigne, come ad esempio i polipi, che, nel tempo, si trasformano poi in cancro. Molto spesso i polipi non danno alcun disturbo per anni. Uno dei segni più precoci, sintomo che qualcosa non va, è il sanguinamento non visibile ad occhio nudo (sangue occulto). L’asportazione, mediante colonscopia, dei polipi benigni o già in fase di degenerazione maligna, previene lo sviluppo del cancro”.
Come prevenire il tumore? Iniziando, intanto, a partire dai 50 anni, a sottoporsi a screening che utilizza la ricerca del sangue occulto nelle feci. “I soggetti destinati allo screening – spiega l’ASL – vengono invitati nelle nostre strutture ad aderire, tramite lettera inviata a domicilio, ad un esame preventivo. Esso consiste innanzitutto nella esecuzione di un test semplice, finalizzato alla ricerca di minime tracce di sangue nelle feci. Tale esame aiuta ad identificare i casi di malattia nella fase asintomatica e tutte le alterazioni che predispongono alla malattia. Nei casi di tumori maligni, la diagnosi fatta in uno stato precoce di avanzamento della patologia, consente un miglior approccio chirurgico”.
“Si calcola – aggiunge Parente – che se tutti gli ultracinquantenni si sottoponessero regolarmente a screening, almeno il 60% delle morti per tumore colo-rettale potrebbe essere evitata”.
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