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Scritto Lunedì 12 marzo 2012 alle 16:29

Colico: il parroco lo sorprende a rubare le offerte. Preso dai cc

Ennesima operazione conclusa nelle ultime ore dai carabinieri della compagnia di Lecco, agli ordini del capitano Francesco Motta i quali hanno arrestatoun cittadino romeno per tentato furto pluriaggravat.  L’uomo, N.D. le iniziali del suo nome, classe ‘76, senza fissa dimora, gravato da precedenti di polizia specifici, insieme ad un complice rimasto sconosciuto, munito di un arnese da scasso, ha tentato di forzare le cassette delle elemosine della chiesa San Giorgio di Colico (lc), che custodivano i soldi donati dai fedeli pari a circa 300 euro in contanti. Inoltre, il malvivente e’ anche accusato di porto illegale di arnesi da scasso.
Verso le ore 14,00 di sabato 10 marzo 2012, l’arrestato, insieme ad un altro complice che faceva da palo dislocato nei pressi della porta laterale di ingresso alla chiesa, è stato infatti sorpreso dal parroco, che nel frattempo sopraggiungeva, in atteggiamento sospetto. Avvicinatosi ai due soggetti, il sacerdote ha così dapprima l’oggetto da scasso nelle mani di N.D. e subito dopo, le cassette delle offerte forzate. I due malviventi, beccati sul fatto, hanno quindi tentato la fuga, rincorsi dal prete. Per loro, sfortuna, appena usciti dalla parrocchiale si sono imbattuti in una pattuglia dei Carabinieri di Colico che, vista la scena, hanno subito fermato uno di loro. Il complice, invece, abilmente è riuscito a far perdere le proprie tracce.
Una volta accompagnato in caserma, il rumeno fermato, privo di documenti di identità, è stato identificato mediante le impronte digitali e, a seguito dei riscontri in “afis” emergeva che aveva fornito diversi “falsi nomi” e che sotto le false generalità annoverava anche diversi precedenti di polizia per fatti reato del tutto simili a quello contestato. Pertanto, una volta espletati gli accertamenti, i militari dell’Arma hanno proceduto all’arresto obbligatorio in flagranza di reato per tentato furto pluriaggravato, sequestrando anche l’arnese da scasso appositamente predisposto che dimostra la “specializzazione” del soggetto nel commettere reati di tale natura.
L’arrestato, quindi, è stato rinchiuso nelle camere di sicurezza di questa caserma in attesa del processo con rito direttissimo: oggi, quindi, l’uomo – su disposizione della magistratura – è stato rimesso il libertà e l’azione penale verrà esercitata con le forme ordinarie.
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