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Scritto Mercoledì 07 marzo 2012 alle 09:13

Quelli che…abitare  a Campsirago e’ un vezzo

Chi ci conosce lo sa. Siamo tutti diversi e spesso ci accapigliamo per inezie. Sappiamo tutto, o quasi, gli uni degli altri e non sopportiamo di non sapere, a volte. Ma, in fondo in fondo, siamo simili.
Siamo quelli che, prima o poi,Campsirago  l'hanno scelta e amata.
Col sorriso arguto e un po' sornione, qualcuno recentemente mi ha detto che abitare qui è un vezzo. Subito ho pensato  alla neve, al gelo, alla spesa da scaricare, a tutto quanto trasportato in fase di trasloco.  Poi ai problemi  e alle polemiche che, di stagione in stagione, tornano a riproporsi. E mi son detta  'Forse questo signore ha ragione. Nessuno mi dice di far fatica e alla fine forse un profondo senso di compiacimento  ripaga ogni sforzo, ogni illusione e disillusione.
Tanti sono stati i problemi in cinque anni e alcuni sono ancora lì. Non sempre noi abitanti abbiamo fatto bella figura, come non sempre siamo stati ascoltati a dovere.
Eppure esiste un'energia nuova.
La voglia di tanti di partecipare alla rinascita e tanti punti all'attivo anche per l'Amministrazione Comunale e gli Enti di tutela del territorio: una  strada salvata dalla minaccia di sradicamenti, una frana riparata e, a sorpresa, un cartello di inizio lavori per il recupero della 'mulattiera' ( ovvero l'antico tracciato romano ) che scende fino a Mondonico.
Qualcosa sta cambiando.
E' una rinascita annunciata per il borgo, una rinascita che parte dall'interno, dalle persone, dalle idee ,dagli intenti, diversi, come noi, ma che tendono verso un obiettivo comune.
Non importa se spesso appare il disaccordo e qualche tensione.
Come in un laboratorio di restauro, stiamo assistendo ad un'operazione di recupero prima  di tutto di contenuti , cui deve  seguire anche quello delle 'pietre'.
Campsirago adesso è una signora, ricca di bellezza e di cultura, di arte e magia.
Una signora che si deve sporcare anche le mani.
E' il momento di restituirla alla vita' vera', dando spazio anche alle attività legate al 'fare', così tanto vicino  all'essere, che riportino un ritmo nella quotidianità e accendano il desiderio di vivere qui. Credo che le idee non manchino e nemmeno le risorse, ma bisogna riflettere su questo aspetto insieme, perché, in realtà, questo  è ciò che manca alla completa rinascita.
Da ultimo ma, non per ultimo, gli interventi tecnici.
Alcuni mostrano carattere di urgenza perché legati alla sicurezza, altri sono auspicabili perché migliorano le condizioni di vita di tutti.
Si tratta davvero di poco: la messa in sicurezza del tetto di Palazzo Gambassi , il parapetto mancante lungo la strada e una revisione dell'illuminazione dei vicoli. E poi la pavimentazione della piazzetta, che costantemente si allaga, e la chiesetta di S. Bernardo che attende restauri da tempo.
Oggi ancora diversi immobili risultano invenduti e sfitti anche perché non è semplice immaginare la vita quassù.
Non mancano risorse e volontà. Attiviamole.
Perché abitare qui non sia solo un vezzo, ma una scelta. Una scelta felice.
Lettera firmata
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