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Scritto Sabato 03 marzo 2012 alle 10:41

Pagnano, i genitori di Don Mario: ''Trattato senza rispetto né umanità per avere espresso con coraggio le proprie idee''

Don Mario con il papà

Dopo la decisione di rottura dell'accordo tra la Curia milanese e quella sarda che prevedeva la presenza di Don Mario Bonfanti (nativo di Pagnano) nella comunità di Perego, è stato convocato venerdì sera un consiglio pastorale straordinario e ora la popolazione sarà informata ufficialmente tramite un comunicato che sarà letto al termine di ogni Messa prefestiva o festiva celebrata nella Comunità della Valletta. Nulla trapela circa le motivazioni reali di questa decisione da parte dei vertici ecclesiastici anche se si suppone, con buone probabilità di colpire nel segno, che le prese di posizione del sacerdote su temi quali l'accoglienza dei divorziati, l'apertura verso le coppie di fatto e l'abbraccio universale a tutti i cristiani, gay e lesbiche compresi, possano essere state le vere ragioni di questa frattura.
Alle lettere di solidarietà dei parrocchiani si aggiunge ora anche l'intervento dei genitori che, con fermezza e coraggio, denunciano senza mezzi termini i metodi disumani con i quali sarebbe stato trattato il figlio.
Siamo i familiari di don Mario. Non possiamo tacere davanti a questa ingiustizia subita da nostro figlio! Neanche il peggior criminale viene condannato negandogli il diritto di difendersi e voi uomini di Chiesa dovreste essere ben lungi da questi comportamenti. Avete, invece, tramato alle sue spalle; lo avete trattato come un cane senza rispetto e dignità.
Don Mario è una persona ben consapevole del suo ruolo di prete e come tale si è sempre comportato. I suoi parrocchiani gli vogliono bene e lo stimano perché è coerente nelle opere e nei fatti al Vangelo. La domanda che ci facciamo è: perché non avete parlato con lui? Le persone civili parlano dei loro problemi a 4 occhi e insieme cercano la soluzione migliore.
Non capite che agendo così seminate solo astio, malumore e odio, anche tra i parrocchiani, che da un giorno all'altro si trovano davanti un'altra persona, senza avere la possibilità di capire il motivo di tutti questi cambiamenti? Le persone non hanno più le fette di salame sugli occhi.
Si interrogano; si fanno idee e opinioni e traggono le loro conclusioni e, così, voi uomini di potere ne restate screditati. Se il vostro comportamento si rifà al Vangelo - come voi dite, spiegateci voi cosa vuol dire amare il prossimo, praticare la fratellanza, l'umanità, la giustizia, la carità e la tolleranza? Dimostrate di non avere neanche un briciolo di rispetto e coscienza umana!
Don Mario si è sempre adoperato con serietà, professionalità, amore e dedizione, cercando di coinvolgere i parrocchiani in attività di crescita spirituale e comportamentale e ora voi calpestate senza rispetto la dignità di un vostro simile solo perché ha avuto il coraggio di esprimere le sue idee. Sono queste motivazioni sufficienti per un trattamento così ingiusto e doloroso?

I familiari di don Mario

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