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Scritto Sabato 04 febbraio 2012 alle 19:00

Tutte le fasi della maxi emergenza nel tunnel. Al “Mandic” in atto le procedure per 4 feriti


In gergo viene definita "maxi emergenza" e quando accade il dispiegamento di mezzi, uomini e risorse è imponente e mette in moto una serie di procedure che devono essere precise, veloci ed efficaci affinché tutto scorra nella direzione giusta. Quando giovedì, poco dopo le 14, la centrale operativa di Monza ha ricevuto la richiesta di intervento per un maxi tamponamento nel tunnel di Vimercate, la macchina dei soccorsi si è messa subito in azione applicando tutte le disposizioni previste in questi casi. Ma vediamo come funziona questa procedura.

La scheda della maxi emergenza

Se la centrale operativa ha le dimensioni dell'evento può procedere con l'invio dei mezzi e con la richiesta di supporto ai presidi vicini. Se invece le informazioni sono frammentarie sul posto viene mandata una prima squadra per verificare la portata del sinistro. Ricevuti tutti i ragguagli la centrale dichiara aperto lo stato di "maxi emergenza" e allerta gli ospedali limitrofi. Sul posto, nel frattempo, l'équipe è chiamata a operare parte con la classificazione del paziente, l'individuazione del codice e la stabilizzazione in loco. Viene individuato il medico, generalmente il primo arrivato sul fatto, che coordina le operazioni di soccorso nel PMA (Punto Medico Avanzato). A lui è affidato l'incarico di stabilizzare anzitutto i pazienti e poi, con il gestore dei trasferimenti, in genere un infermiere, procedere con le partenze in ambulanza. Questo è quanto avviene sul posto.

Nei presidi allertati, invece, il personale si prepara a ricevere i feriti. Così è stato a Merate quando il pronto soccorso del Mandic ha ricevuto la chiamata dalla centrale operativa di Monza. Come prima cosa viene effettuato un check dei posti letto dell'area chirurgica. Poi si procede con l'attivazione della radiologia e della sala operatoria. Una volta preparati i "reparti", nelle corsie di emergenza si cerca di velocizzare le procedure di visita e accettazione delle persone presenti, con un medico che si aggiunge in supporto e la lista di attesa che viene ridotta il più possibile.

VIDEO


Da quel momento in poi si attendono i pazienti.
A Merate ne sono giunti 4, residenti in zona e probabilmente persone che stavano facendo ritorno dal lavoro o da una commissione nel milanese. Ognuno di loro presentava la scheda apposita di triage per la maxi emergenza: un cartoncino abbastanza grande, caratterizzato dai colori dei codici di gravità del paziente e sulla quale il medico sul posto del sinistro ha indicato sintomi e caratteristiche delle ferite riportate. I 4 pazienti trasportati al Mandic figuravano tutti, fortunatamente, in buone condizioni, tanto da essere poi dimessi.


Così come gli altri feriti (45 di cui 32 trasportati negli ospedali di Vimercate, Monza, Melzo, Cernusco sul Naviglio) che a parte fratture e un grosso spavento non sono mai stati in pericolo di vita.
Quella di giovedì è stata l'unica maxi emergenza affrontata dal presidio meratese negli ultimi tre anni. La macchina del pronto soccorso ha funzionato efficacemente, gestendo i presenti secondo procedura e preparandosi ad accogliere i feriti annunciati da Monza.
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S.V.
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