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Scritto Lunedì 09 agosto 2010 alle 09:13

Preferisco un grande Parco con piccoli sfregi che una piccola area di tutela assoluta. Ma ormai si ragiona in B/N

Marco Molgora
Scrivo queste poche righe di getto, senza rileggerle, dopo aver letto gli ultimi interventi sul Parco del Curone.
Ancora una volta si è partiti da una critica ad alcuni interventi di edificazione e si è giunti alla conclusione che "allora è meglio chiuderlo" o limitarlo ad un'area di purezza tipo parco urbano.
Io sono veramente incazzato, non è possibile che ogni volta che si parla di interventi discutibili, invasivi, criticabili sin che si vuole, si finisca col dire che il Parco non serve a niente e che piuttosto che l'intervento di uno solo è meglio lasciare costruire tutti.
Provate a partire da Milano e risalire verso Lecco, dove sono le uniche aree che non fanno parte della città diffusa ? Nei pochi Parchi esistenti e non è un caso.
Comunque io sono ormai giunto alla conclusione che questo Paese ha imboccato la strada del suicidio, se anche le persone dotate di intelligenza preferiscono ragionare col sistema binario, bianco-nero, piuttosto che sforzarsi di cogliere le differenze che esistono tra un impatto generale ed uno localizzato, allora non c'è più speranza; se nessuno riesce più a capire che un'area piccola di tutela assoluta non è meglio di un'area vasta con vincoli e mitigazioni, allora è proprio finita.
Sarà il frutto di 30 anni di rincoglionimento televisivo, ci sono riusciti, hanno fatto la loro rivoluzione; ragionare sulle situazioni intermedie è troppo faticoso, richiede sforzi e tempi che non concordano con gli spot, sono incompatibili con la società dello slogan.
Spianiamo il Parco, risparmiamo poche migliaia di euro all'anno di consulenze (con quei soldi quante opere utili saprà fare Bertolaso !), finiamo di urbanizzare il tutto e poi mangiamoci e respiriamoci il cemento.
Alle tante persone serie che continuano a lavorare gratis per il parco dico una cosa sola, CHI VE LO FA FARE ? Lasciate stare, tanto non Vi capiranno.


Caro Marco, si può comprendere il Tuo sfogo ma non certo la Tua resa. Ci sono errori, è vero ma anche noi detestiamo gli estremi. E con noi le migliaia di persone che, all’occorrenza, sono pronte (lo hanno già dimostrato) a stendere un cordone di sicurezza attorno al Parco. Incazzati pure, ma non mollare mai. Guai se uno come Te dovesse “lasciar perdere”.

C.B.

Marco Molgora
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