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Scritto Sabato 28 gennaio 2012 alle 16:11

Merate: via libera al primo ''Piano di Governo del Territorio''. Robbiani, è conservativo. Castelli, si edifica in zone di pregio

Sette ore di confronto con un solo intervallo di dieci minuti; 118 osservazioni esaminate una per una col seguente esito: 63 respinte all'unanimità, 34 accolte in tutto o in parte sempre all'unanimità, 12 respinte col voto contrario delle minoranze, 9 approvate col solo parere favorevole della maggioranza.
Poco dopo l'una, terminate le analisi con le spiegazioni sempre chiare e comprensibili dell'architetto Peraboni, portavoce del pool degli estensori del documento urbanistico e alcuni chiarimenti, precisi come sempre, del segretario generale avvocato Blandino, Aldo Castelli capogruppo di Merate Futura ha preso la parola per la dichiarazione finale: sei minuti per bocciare il primo Piano di Governo del territorio di Merate. Cesare Perego, capogruppo di Insieme per Merate ne ha impiegati almeno 30 per leggere 7 cartelle relative a ciò che andava fatto e non è stato fatto inzuppando poi la coda dell'intervento nel brodo trito della retorica antisindacale (cui ha risposto duramente il sindaco Andrea Robbiani, a fine seduta).
A pochi minuti dalle 2 la votazione: il Pgt è stato approvato con i voti di Pdl e Lega "Robbiani sindaco". Contro si sono espressi i 7 consiglieri di minoranza. Fulminante la tesi di Castelli: "E' mancata nella fase iniziale la condivisione di questo piano; io sono per la democrazia partecipata, non per il populismo; non mi interessano molto le assemblee quanto il lavoro congiunto tra tutti i rappresentanti dei cittadini".
Ma al di là di questo sono tre i punti che hanno indotto il fondatore della lista civica a votare contro il Piano: 1) Troppo contenuta l'edilizia convenzionata, il rischio è che la città invecchi e le giovani coppie vadano altrove alla ricerca di prezzi più bassi; 2) gli indici di ampliamento finiscono per rendere edificabili zone di pregio come le aree sotto il Convento e attorno all'ex villa Bosisio; 3) il costo e il metodo di calcolo degli oneri dei permessi di costruire convenzionati sono eccessivi e in parte discrezionali. Castelli ha insistito anche sulla mancanza di una strategia guida. E, come per il bilancio che lo ha visto contrario su un paio di punti, ha bocciato l'intero Pgt.


Molto più articolato l'intervento di Cesare Perego, 7 cartelle dattiloscritte che hanno spaziato dall'edilizia convenzionata (bassa, anche per "Insieme") alla viabilità, dalle piste ciclopedonali, al produttivo con l'ipotesi di una strada di collegamento a sud di Via Bergamo tra via XXV Aprile e il Novarino a Robbiate. Contrarissima la minoranza di centrosinistra all'Ambito di trasformazione nr. 2, quello di Cassina - proposta avanzata in parte dalla Curia e già respinta nella variante di Prg di Albani e Passoni - e al Pcc 18 che consente alla famiglia Comotti di ampliare di circa 600 mq. la villa, in adiacenza, posta all'interno della proprietà.

I gruppi di minoranza. In prima fila da sinistra Giovanni Battista Albani, Gabriella Mauri, Achille Panzeri e Roberto Riva (Insieme per Merate). Dietro da sinistra Cesare Perego (capogruppo di Insieme per Merate), accanto Aldo Castelli e Paolo Omassi di Merate futura


Nelle repliche, come nella presentazione d'inizio seduta, l'assessore all'urbanistica Andrea Valli, ha posto l'accento su alcuni punti fondamentali di questo Piano. La premessa è la seguente: il costruito ereditato dai vecchi piani regolatori è sovradimensionato rispetto alle reali esigenze della città.
L'obiettivo del Pgt è altrettanto chiaro: contenere il consumo di suolo agricolo limitando il più possibile la nuova edificazione. Il parametro degli abitanti teorici è quanto di più approssimativo si possa utilizzare ma in qualche modo dà un'idea quantitativa. Il residuo del Prg vigente in termini di volumetria è di 44mila mc. sui 300mila circa previsti dalla Giunta Albani pari a 259 abitanti teorici in più mentre il Pgt ragiona su 309 nuovi abitanti. In linea puramente teorica nei prossimi cinque anni - la validità del Pgt - Merate dovrebbe crescere di 568 unità. In realtà il Prg ne prevedeva oltre 16mila invece a fine 2011 gli abitanti sono calati e mai si è sfondata la soglia di 15mila residenti.
Il Piano delle regole - documento sempre modificabile non soggetto al parere provinciale - introduce un sistema di perequazione diffusa; l'obiettivo è massimizzare la ristrutturazione urbanistica mentre sul versante conservativo identifica ambiti di assoluto pregio paesaggistico quali la piana di Vizzago, l'ambito di Cascina Bagolino e Cascina San Paolo. La tutela principale è riservata alla fascia a nord della città e in effetti l'unico vero intervento invasivo è quello di Via San Marcellino.

L'ATR2 di San Marcellino

Ma è stata attenzionata anche la zona semicentrale con il consolidamento di un grande polmone verde tra Via De Gasperi e l'Auchan, definito in origine Parco Agricolo Urbano, una sorta di lascito alle future generazioni che purtroppo è stato in parte ridimensionato non come superficie ma come obiettivi di sviluppo.

L'area del parco agricolo urbano tra Via de Gasperi a nord e l'Auchan a sud

Rispetto alle fasi iniziali sono venuti meno gli insediamenti previsti all'interno del cannocchiale, lato ovest della famiglia Brivio-Sforza, l'intervento di parziale cambio d'uso dell'area ex Salumificio Nava (su espressa richiesta della proprietà) e la trasformazione in residenziale del terreno comunale di Via Pertini contro cui si era formato un Comitato di cittadini. Respinta anche la richiesta di Growermetal (nr.103), che chiedeva un ampliamento, col voto contrario delle minoranze che invece avrebbero acconsentito; non senza qualche contraddizione con la posizione opposta rispetto alla richiesta dell'azienda Ferrario marmista che avrebbe voluto realizzare il nuovo fabbricato sul lato est dell'ex "36". Il no è determinato dall'esistenza del corridoio ecologico.


Scorrendo rapidamente le osservazioni ve ne sono alcune interessanti: intanto non sono stati risparmiati i no a richiedenti, diciamo così, "amici": Bechis, ex Diana che tramite Freccia Srl intendeva ridurre la superficie a standard; Dario Perego (coordinatore provinciale PdL) che ha riproposto con l'osservazione 95 di rendere parzialmente edificabili i 10mila mq. alle spalle dell'oratorio di Sartirana; lo stesso Andrea Massironi, assessore, contrario all'ampliamento sia pure in adiacenza della proprietà Comotti con la rinuncia ad acquisire il terreno al Bagolino.
E' caduto anche l'intervento commerciale ipotizzato su Via Laghetto, l'ex Atr 5 che prevedeva quasi 3.000 mq. di superficie lorda di pavimento a destinazione commerciale.

In prima fila Francesco Sangiorgio, John  Patrick Tomalino e il capogruppo di maggioranza Ernesto Sellitto.
Dietro Luciano Marsoni, Gianbattista De Gaspari e Massimo Adobati

Respinte le istanze provenienti da Sartirana, ben 17, tutte (salvo quella interessante per Cascina Lomeda) finalizzate a cambiare d'uso i terreni da agricolo a residenziale. Nomi noti in città anche qui, che però hanno ricevuto risposta negativa. Come Giorgio Rughetto che ha riproposto la parziale edificazione del terreno di Via de Gasperi, nei pressi di Via Montello.
Accolta invece la richiesta del Convento di realizzare all'interno un piccolo cimitero. Restano confermati la riqualificazione con parziale cambio d'uso dell'area florovivaistica di Via F.lli Cernuschi, il cambio d'uso da produttivo a residenziale dell'ex Diana (ca. 5.000 mq. di Slp), gli interventi di Via Fontane a Sartirana (trasformazioni di volumetria esistente), l'ex Piano attuativo di via XXV Aprile (1.400 mq. di slp), il tanto contestato ambito di trasformazione di Cassina (2.300 mq. di slp su area di oltre 11mila mq.), il blocco già previsto dal Prg e confermato in parte dalla variante Albani di produttivo a sud di Via Bergamo di oltre 34mila mq., l'ampliamento della palazzina direzione del gruppo Netweek di Via campi, e l'ampliamento dell'impianto Auchan di 960 mq. di slp per punto vendita florovivaistico e 940 mq. per il magazzino.

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