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Scritto Mercoledì 25 gennaio 2012 alle 17:55

Malgrate: ''tavola rotonda'' sul legame tra educazione e sport

"Tiro alla fune tra adulti e bambini per un pallone che va a rotoli... quale direzione?". Questo il titolo dell'incontro che si è tenuto nella serata di martedì 24 gennaio presso la Quadreria di Malgrate.


La tavola rotonda, organizzata dall'Accademia Calcio Malgrate con il patrocinio del comune di Malgrate, della Lega nazionale Dilettanti (delegazione di Lecco) e del CSI Lecco, ha avuto come tematica il rapporto che si crea tra un genitore e un figlio che pratica attività sportiva. Davanti a una platea composta da allenatori e dirigenti di diverse società sportive del territorio sono, quindi, intervenuti Daniele Tacchini, allenatore professionista Uefa A , e don Alessio Albertini, responsabile della Commissione Diocesana sport di Milano e fratello del celebre calciatore.


Dopo i saluti iniziali del presidente dell'Accademia Michela Cantoni, la parola è passata a Daniele Tacchini, il quale ha illustrato attraverso l'ausilio di filmati e immagini quali comportamenti degli adulti possano avere un'influenza negativa sui giovani sportivi.


"Sono molti - ha spiegato Tacchini - gli atteggiamenti degli allenatori e dei genitori che condizionano la crescita sia sportiva che caratteriale dei bambini. Per quanto riguarda i primi, questi devono comprendere come sia importante mettersi al livello dei ragazzi senza pretendere da loro l'impossibile. È fondamentale ricordare il significato della parola "coach", in italiano carrozza, così da tenere sempre a mente quale sia il ruolo di ogni allenatore: accompagnare i ragazzi nella crescita e non pensare solamente al risultato. Ai genitori - ha continuato - chiedo tre regali: prima di tutto non si deve pensare che un bambino, anche se di talento, possa essere un investimento economico per la famiglia. Secondariamente bisogna mettersi nei panni del bambino durante le partite e pensare come quest'ultimo possa sentirsi nel riconoscere nel padre sugli spalti una sorta di ultrà. Il terzo regalo che chiedo agli adulti è quello di non riversare sui figli le aspettative che avevano per se stessi da giovani".


All'intervento di Tacchini è seguita la relazione di don Alessio Albertini. Il sacerdote ha iniziato rivolgendo un'ipotetica domanda a quel tipo di genitore che, durante le partite del figlio, grida in modo eccessivo e insulta avversari e arbitro: "ma tu che uomo vorresti che diventasse tuo figlio? In base alla risposta che ognuno si darà - ha spiegato -  sceglierà i maestri e la scuola per i propri figli". Don Albertini ha poi sottolineato come "l'attività sportiva sia un dono per i più piccoli: il genitore non può entrare in campo con loro e deve lasciarli autonomi. Rimasto solo, il giovane impara che gli eventuali errori commessi sono di sua responsabilità. La grandezza di un genitore - ha proseguito - è quella di accompagnare il ragazzo alle soglie della vita e non di proteggerlo".

Dopo i due interventi si è aperto un dibattito, in cui allenatori e dirigenti del territorio hanno espresso le loro opinioni e raccontato le loro esperienze riguardanti le tematiche trattate.

Hanno assistito all'incontro anche alcuni rappresentanti dell'amministrazione malgratese quali il sindaco Giovanni Codega, il vicesindaco Daniela Borraccetti, l'assessore allo Sport Carmine De Lillo, l'assessore ai Servizi Sociali Floro Rauti e quello al Bilancio Aldo Maggi.


Daniele Frisco
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