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Scritto Mercoledì 25 gennaio 2012 alle 17:49

Presunta evasione fiscale: sfilano i primi tre testi. L’indagine ricostruita dal capopattuglia

Folla di testimoni per la prima udienza del processo che vede imputati Valentino Martini, 72 anni di Rovereto, amministratore unico della Libra Srl e Dario Meschi, 62 anni di Merate per presunta evasione fiscale. L'udienza è iniziata con due ore di ritardo rispetto all'orario, le 11, previsto.
Davanti al giudice Gianmarco De Vincenzi, pubblico ministero il Vpo, Mattia Mascaro, sono stati chiamati a deporre tre testimoni. Per la difesa presente l'avvocato Alessandro Patti di Merate. Il primo teste a rendere testimonianza è stato il maresciallo aiutante della Guardia di Finanza Mauro Quadri che guidò la pattuglia di Fiamme gialle nelle operazioni di accertamento e verifica. Il militare rispondendo alle domande ha brevemente raccontato come si è svolta l'inchiesta.
Sulla compravendita i militari sono giunti indagando su altre operazioni sospette. Ritenendo che vi fossero elementi su cui approfondire sono stati effettuati rilievi sulle unità immobiliari compravendute nel complesso di Via Monsignor Colombo a Merate con riscontri sia sulle metrature e volumetrie sia sulla qualità costruttiva dei manufatti. I riscontri hanno evidenziato prezzi a base rogito ritenuti nettamente inferiori ai parametri vigenti e alle valutazioni correnti di mercato. Uno scarto del 10% - ha spiegato il sottufficiale - viene ritenuto accettabile in funzione del momento di mercato e delle circostanze complessive ma oltre l'operazione viene posta sotto la lente d'ingrandimento. Così gli operatori in giubba grigia hanno setacciato tutte le 41 compravendite effettuate nell'arco temporale tra il 2006 e il 2007 ritenendo, induttivamente, che vi sia stata una complessiva sottostima del venduto, e quindi un'evasione fiscale per quasi 2 milioni di euro. Terminata la ricostruzione da parte del M.A. Quadri il Giudice ha chiamato a deporre un acquirente di uno degli appartamenti, una persona anziana in evidente difficoltà anche motoria, proprio per non doverlo far tornare nell'udienza successiva. Il signor Vergani - a precisa domanda del dottor De Vincenzi che l'ha richiamato a rispettare l'impegno di dire tutta la verità - ha confermato il prezzo iscritto a rogito.
La difesa ha posto domande atte a ribadire questa affermazione a sostegno della tesi di inesistenza della contestazione che ha generato il procedimento penale. Pochi minuti poi anche il secondo teste è stato congedato. A chiudere è stata chiamata al banco dei testimoni l'architetto Paola Zanier che lavora nello studio Meschi da moltissimi anni.
La professionista ha risposto di essere a conoscenza della vicenda ma ha anche precisato di aver sempre svolto un'attività prevalentemente tecnica per sé e per conto del geometra Meschi ma non commerciale per cui di non essere informata sulle compravendite. Nel volgere di mezz'ora l'udienza è stata tolta con la fissazione della prossima seduta per le ore 10.30 del 13 marzo prossimo.
Simone Bonfanti
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