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Scritto Mercoledì 25 gennaio 2012 alle 17:03

Ancora lievi scosse nel meratese, boom di chiamate al numero di emergenza. Ma tutta la provincia è nella fascia a basso rischio


  
La scossa di terremoto avvertita questa mattina ha causato un picco di chiamate al Numero Unico dell'Emergenza 112. Oltre 130  chiamate in un'ora rispetto alle 50 del giorno precedente. La paura, dunque, si è subito diffusa e le scosse, avvertite in tutta la pianura padana e nelle province lombarde, hanno proseguito a fasi alterne per tutta la mattinata. Quella più forte è stata certamente alle 9.06.36: il sisma ha avuto magnitudo 4.9 ed è stato individuato a una profondità di 33.2 km. L'epicentro è stato nel distretto della pianura emiliana ma le onde si sono propagate per chilometri e chilometri tanto che, come dicevamo, anche nel lecchese sono state avvertite con chiarezza. Se la scossa della notte, attorno all'una, complice l'ora, non sono state particolarmente sentite, quella delle 9.06 ha fatto sobbalzare migliaia di persone. Chi si trovava in un luogo chiuso (casa, ufficio, negozio) ha visto chiaramente i lampadari ondeggiare, le finestre sbattere e le parenti "muoversi" come spostate da questa spinta invisibile. In molti sono usciti in strada e sui balconi per capire cosa stesse succedendo. Le scuole, come già raccontato, hanno messo in atto il piano di evacuazione portando all'esterno gli studenti e attendendo il nulla osta da parte degli uffici tecnici e dei vigili del fuoco prima di riprendere le lezioni. Attorno alle 10 solamente in alcune zone del meratese una lieve scossa si è nuovamente avvertita così come un'altra attorno alle 13.30.    

Classificazione sismica

Il territorio italiano è stato mappato e classificato in base all'intensità e alla frequenza dei terremoti avvenuti in passato. L'adozione di tale classificazione sismica è stata delegata dallo Stato alle Regioni che hanno così compilato l'elenco dei comuni con relativa attribuzione di una delle quattro zone (1-2-3-4) in base alle quali è stato suddiviso il territorio.  

  
Per la provincia di Lecco, tutti i 90 comuni, compreso quelli della Valsassina sono stati classificati in zona 4, quella con il rischio più basso che tale eventi si verifichino con una pericolosità elevata. Lo Stato ha assunto due provvedimenti nel corso dei questi ultimi anni: il primo è del 20 marzo 2003 con i " primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica". Il secondo è datato 28 aprile 2006 e presenta i "criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle stesse zone".
Per visualizzare la CLASSIFICAZIONE SISMICA DEI COMUNI clicca qui     

Il comunicato della Protezione civile

Il 25 gennaio 2012, alle 00:54, una scossa sismica di magnitudo (Ml) 4.2 ha interessato il territorio delle Prealpi Venete, nella provincia di Verona. Alle 09:06 una scossa di magnitudo (Ml) 4.9 ha invece interessato la pianura padana nel territorio della provincia di Reggio Emilia, al confine con la provincia di Parma. Si tratta di due eventi distinti, che non hanno alcun legame tra loro. In Italia la Rete sismica nazionale registra 10.000 terremoti ogni anno, mediamente trenta al giorno, che non è possibile prevedere. Per questo è importante essere consapevoli del livello di pericolo del territorio e informarsi su come sono costruiti gli edifici in cui viviamo, studiamo e lavoriamo, e sulla loro conseguente vulnerabilità sismica. La mappa di pericolosità e la classificazione sismica indicano quali sono le aree del nostro Paese interessate da un'elevata sismicità, e quindi dove è più probabile che si verifichi un terremoto di forte intensità, ma non possono stabilirne il momento esatto. Lo studio delle sequenze sismiche, come quelle in atto nel Nord Italia, non consente di fare ipotesi sulla loro evoluzione e sulla possibilità che si verifichi o meno una scossa più forte. Ad oggi, infatti, non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza per prevedere il tempo ed il luogo esatti in cui avverrà un terremoto. La mappa di pericolosità sismica è tuttora lo strumento più efficace che la comunità scientifica mette a disposizione per le politiche di prevenzione. La prevenzione, che si realizza principalmente attraverso la riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni, ovvero il rafforzamento delle costruzioni meno resistenti al sisma, resta la migliore difesa dai terremoti e l'unico modo per ridurne le conseguenze. Sulla base dei dati forniti dall'Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dall'Ufficio Rischio sismico e vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, pubblichiamo alcuni approfondimenti sui fenomeni. Con l'occasione riproponiamo il test sulla prevenzione del rischio sismico e ricordiamo ai nostri lettori alcune regole di comportamento.  

Sequenza sismica nel veronese

Nelle Prealpi venete è in atto una sequenza sismica localizzata una decina di chilometri a Nord della città di Verona. Al momento sono state registrate una decina di scosse, con valori di magnitudo Ml compresi tra 1.6 e 4.2, le più forti Ml 2.7 (20:41 del 24 gennaio), Ml 2.5 (07:15 del 25 gennaio) e Ml 2.9 (08:26 del 25 gennaio). Le profondità degli ipocentri si concentrano intorno ai 10 km. La scossa principale è stata avvertita in una vasta area del Veneto e della Lombardia orientale ed in particolare nei comuni di Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano, Sant'Anna d'Alfaedo, tutti in provincia di Verona. Il Veneto rappresenta una regione sismicamente attiva, sia perché sede di diverse zone sismogenetiche generatrici di forti terremoti, sia perché risente della sismicità delle regioni vicine. Nel Veneto sono diverse le aree dove si concentra la sismicità, tutte lungo la fascia prealpina: il veronese (al passaggio tra i Monti Lessini e la pianura, lungo le Valli d'Illasi e di Chiampo), il trevigiano (in particolare la zona di Asolo) ed il bellunese (soprattutto nella zona dell'Alpago-Cansiglio). Il territorio interessato dalla sequenza in atto presenta una pericolosità sismica medio - bassa, in base alla mappa di pericolosità sismica del nostro Paese realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Storicamente, l'area è stata colpita da pochi terremoti, ma di magnitudo rilevante: nel 1891 il terremoto della Valle d'Illasi di magnitudo fra 5.7 e 5.9 e nel 1117 il grande terremoto del Veronese di magnitudo probabilmente superiore a 6.5. Una descrizione degli effetti dei principali terremoti storici è contenuta nella scheda tecnica sulla sismicità del Veneto. Negli ultimi 10 anni l'area e' stata caratterizzata da un'attivita' sismica strumentale molto bassa. I Comuni interessati dalla sequenza sono classificati sulla base della Deliberazione Consiglio Regionale Veneto n. 67 del 3 dicembre 2003, in zona 3 (bassa pericolosità) ed in misura minore in zona 2 (media pericolosità). Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni.  


   Sequenza sismica nel reggiano e parmense Nel territorio a cavallo tra le province di Reggio Emilia e Parma, nella pianura padana lombardo - emiliana è in corso una sequenza sismica localizzata tra i comuni di Brescello, Gattico, Poviglio, Castelnuovo di Sotto, tutti in provincia di Reggio Emilia. Al momento sono state registrate tre scosse, con valori di magnitudo Ml compresi tra 2.3 e 4.9, in particolare Ml 4.9 alle ore 09:06, Ml 2.3 alle ore 09.24, Ml 2.3 alle ore 10:02. Le profondità degli ipocentri si concentrano intorno ai 25-30 km. La scossa principale è stata avvertita in una vasta area del nord Italia comprendente Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria. Non sono stati segnalati danni significativi. E' stata osservata la caduta di oggetti all'interno delle case e di qualche calcinaccio e pezzo d'intonaco dalle facciate di alcuni vecchi edifici. Il territorio emiliano interessato dalla sequenza in atto presenta una pericolosità sismica medio - bassa, in base alla mappa di pericolosità sismica del nostro Paese realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I Comuni interessati dalla sequenza sono classificati, sulla base della Deliberazione Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna n. 1435 del 21 luglio 2003, in zona 3 (bassa pericolosità). Si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni. Il territorio emiliano è interessato da terremoti frequenti che, tuttavia, raramente superano magnitudo 6. Le aree del parmense e del reggiano, in particolare, sono state storicamente interessate da eventi sismici che hanno prodotto effetti non superiori al VIII grado Mercalli. Un approfondimento sui principali terremoti del passato è contenuto nella scheda tecnica sulla sismicità del reggiano e parmense

Le scuole

Oltre a Merate e Brivio, dove gli alunni sono stati evacuati all'esterno dell'istituto, questa la situazione nel resto del territorio. "I ragazzi si sono comportati in modo encomiabile, meglio di quando fanno le esercitazioni. Qualcuno si è spaventato leggermente, ma hanno seguito alla lettera le istruzioni di proteggersi prima sotto il banco, e poi di uscire in maniera ordinata dalla scuola". Il vice presidente della Protezione civile di Imbersago Luciano Ferraglio ha coordinato le operazioni di evacuazione della scuola secondaria di primo grado di Robbiate nella mattinata di mercoledì 25 gennaio, a seguito della scossa di terremoto avvertita nel meratese poco dopo le ore 9.00. "Abbiamo effettuato un sopralluogo con il responsabile dell'ufficio tecnico comunale e il dirigente scolastico Claudio Rosato mentre i ragazzi erano fuori dall'edificio, ma fortunatamente non si sono verificati danni di tipo strutturale nella scuola robbiatese né in quelle dei comuni convenzionati. La Provincia di Lecco ha dato istruzione perché ogni dirigente scolastico decidesse sulla evacuazione o meno della scuola, una volta ricevuto l'ok dalla sezione provinciale di Protezione civile abbiamo fatto rientrare i ragazzi ricordando loro le regole da rispettare in caso di emergenza. I ragazzi della scuola media si sono comportati davvero bene". I circa 800 tra studenti e insegnanti hanno atteso nel cortile della scuola di poter rientrare in classe, e hanno lasciato le loro aule anche gli alunni della scuola primaria e dell'infanzia, quelli della primaria a Paderno d'Adda. Ad Airuno invece tutti sono rimasti in classe, e saranno verificatenel pomeriggio alcune crepe già presenti nella palestra della scuola primaria. "Le strutture di Airuno non hanno subito danni e gli studenti non si sono praticamente resi conto di ciò che è accaduto" ha spiegato il vice sindaco Enrico Acquati. "Quando li ho raggiunti solo gli studenti al secondo piano della scuola media avevano sentito la scossa, gli altri non se ne sono accorti. Per scrupolo verificheremo la situazione della palestra della primaria, che presenta alcune crepe, ma erano preesistenti e le terremo monitorate". Evacuate per un breve periodo anche la scuola primaria di Valgreghentino e la secondaria di primo grado di Olginate, mentre a Pescate la scossa è stata avvertita in modo molto lieve e tutti sono rimasti ai loro posti. Per tanti alunni del meratese si è trattato di una mattinata "diversa", in cui hanno imparato una volta di più le buone regole per affrontare una situazione di emergenza.

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