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Scritto Venerdì 06 agosto 2010 alle 15:09

Merate: c’è qualcosa che non torna nella dura critica ai piani formativi scolastici. Qualcosa che, come in passato, sa un po’ di ideologico

C'è qualcosa che non torna in questa polemica estiva tra l'assessore Emilio Vulmaro Zanmarchi e l'istituto comprensivo di Merate. Qualcosa che sa  di ideologico, qualcosa che ricorda quel no al contributo ai ragazzi in gita a Locri. Un'aria che in città mai si era respirata in passato, neppure quando a guidare l'assessorato all'Istruzione era Paolo Diana, ciellino doc. La stessa "uscita" della dottoressa Rita Gaeni, solitamente prudente e ferma al proprio posto, non quadra. E' inimmaginabile che una persona accorta come l'assessore del Pdl non avesse previsto le reazioni alle critiche mosse, con eccessiva virulenza, ai progetti formativi presentati dalle scuole statali cittadine. Dunque, se l'accusa di sciatteria è stata portata pur intuendo la dura e comprensibile risposta degli organismi scolastici, qual è l'obiettivo vero, talmente importante da giustificare uno scontro istituzionale di questa portata e senza precedenti? E ancora, se i progetti presentati fossero davvero una fotocopia del passato, perché per anni hanno raccolto i consensi degli assessori alla partita e solo ora, con l'arrivo di Zanmarchi, sono diventati tanto risibili da essere pubblicamente e reiteratamente sbertucciati?
Brutti segnali. Che qualche cambiamento, di natura esclusivamente ideologica, fosse in atto lo si era appreso lo scorso anno, durante la seduta della Commissione di metà settembre. Il presidente, Francesco Sangiorgio aveva affermato senza mezze misure che i contributi comunali avrebbero dovuto essere equamente ripartiti tra scuola pubblica e scuola paritaria. L'immediata replica di Pinuccia Maternini sull'evidente difformità di entrate tra i due enti gestori aveva indotto la maggioranza a mitigare la posizione, concedendo comunque qualcosa in più all'istituto Dame inglesi, a danno dell'istituto comprensivo. I soggetti attori, anche se non brillano come contribuenti sono tuttavia ferocemente impostati sotto il profilo ideologico. E certamente tenteranno di portare avanti la politica dell'equa ripartizione dei fondi, un po' come avviene nella sanità dove la concorrenza pubblico-privato è un'evidente inganno ai danni del primo che si muove con mille vincoli e deve obbligatoriamente erogare servizi in qualunque ora del giorno e in qualsiasi giorno dell'anno. Ecco, non si vorrebbe che tutta questa polemica, alimentata da un caposervizio solitamente rigoroso e invece stavolta sopra le righe, fosse null'altro che il pretesto per portare l'affondo. In tal caso, peraltro, la Lega Nord, partito di tradizioni popolari, difficilmente avallerà una manovra tesa a privilegiare il privato a danno del pubblico. Ma in un'alleanza dove tutto si deve negoziare ci sta anche questo scambio. Staremo a vedere. A settembre le carte andranno mostrate. Molto dipenderà anche dall'atteggiamento del gruppo di Cesare Perego, sempre in bilico tra il richiamo clericale e una sana laica opposizione.
Claudio Brambilla
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