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Scritto Mercoledì 04 agosto 2010 alle 15:19

Airuno: il gruppo alpini festeggia 20 anni di attività. Il 28 - 29 agosto le celebrazioni

 L’attuale capogruppo Tavola Raffale e a destra,
 il fondatore e primo capogruppo Eugenio Manzocchi.
Hanno da poco terminato la quindici giorni di costine, salamelle, musica e danze che puntualmente anima l’estate di chi rimane in paese e gli instancabili alpini airunesi sono già pronti a far di nuovo festa. L’occasione è data dal raggiungimento del ventesimo anno di attività. Il 28 e 29 agosto verrà infatti festeggiato il compleanno del gruppo nato, per la precisione, il 22 ottobre 1990 e riconosciuto ufficialmente dal Consiglio Sezionale Lecchese nella seduta del 10 gennaio 1991. Dalla fondazione ad oggi, le penne nere airunesi non si sono mai fermate: lunghissima la lista delle iniziative e delle opere compiute sotto la direzione dello storico fondatore e capogruppo Eugenio Manzocchi (alla guida del gruppo dal 1990 al 2003) e dei suoi successori: Federico Gandolfi e Raffaele Tavola (attualmente in carica).
Prima opera realizzata, la costruzione della baita alpina, sede del gruppo, pronta già sul finire del 1991 e inaugurata con un’indimenticabile festa a cui parteciparono il senatore Cesare Golfari e Padre Gherardo Guberti, reduce della campagna di Russia. Il taglio del nastro fu affidato alla madrina dell’evento, Natalina Canziani.

I primi iscritti al gruppo

Seguono le due “imprese” compiute dal gruppo a favore della comunità di Airuno: il restauro delle cappellette sulla strada che porta al santuario della Rocca, di cui le penne nere sono gli “angeli custodi” e l’immenso lavoro per la realizzazione dell’Hospice “Il Nespolo” in collaborazione con l’Associazione Fabio Sassi.

Una delle cappellette risistemate dal gruppo

Quasi interminabile la trafila burocratica intrapresa per poter metter mano alle edicole votive che valorizzano la salita alla “Rocchetta”. Senza perdersi d’animo il gruppo riesce comunque a ottenere i permessi necessari e, impegnando circa 30 dei suoi uomini per ben due anni, viene donata una nuova vita alle cappellette, riportando anche alla luce un disegno autentico rimasto coperto per secoli da un secondo strato di intonaco di valore decisamente minore. Le penne nere, negli anni successivi si sono prese cura dei cipressi e della scalinata che sale al santuario e hanno realizzato i servizi igienici per i disabili, resi necessari delle nuove normative in materia.
Inscindibile poi il legame tra il gruppo e l’Hospice “Il Nespolo”, rafforzato della stretta intesa tra il capogruppo Manzocchi, membro per anni anche del consiglio di amministrazione della struttura per malati terminali, e la presidentessa Daina Petracchi. Gli alpini sono stati infatti i primi a cominciare i lavori di riqualificazione dell’area per facilitare il lavoro dell’impresa appaltatrice dei lavori.

Gli alpini con i bambini di Chernobyl in oratorio

Gli alpini collaborano poi con l’Unione sportiva (destinataria di un sostanzioso contributo per la realizzazione del campetto da calcio in erba sintetica e “spalla destra” per la festa estiva annuale), con l’amministrazione comunale, con Telethon e la scuola dell’infanzia (le caldarroste in autunno e la festa con i “babbi natale alpini” sono ormai appuntamenti fissi). L’amore per i bambini è poi incarnato in due gesti semplici ma carichi di significato: il pomeriggio all’insegna della spensieratezza trascorso in oratorio con i bimbi provenienti da Chernobyl e l’adozione a distanza di Jesoa e Regina Vittoria di cui tutti gli 88 membri del gruppo e i 22 “amici degli alpini” sono diventati idealmente i genitori.

 I bambini adottati

Accanto a tanto lavoro e ai gesti di solidarietà non sono mancati nei due decenni di storia momenti di puro divertimento: le feste, le adunate in giro per l’Italia, le grandi celebrazioni del 2007 per il gemellaggio con il gruppo di Monbarazzo in provincia di Asti, le sfilate, le gite sociali, le cerimonie e le premiazioni.

 Foto ricordo dell’ultima adunata nazionale a Bergamo con il sindaco Adele Gatti

Pronti a tagliare il traguardo del ventesimo anno, gli alpini airunesi non dimenticano però le “penne mozze”, i compagni già arrivati in quello che, indicano come “il Paradiso di Cantore”. A loro, nel 2003 è stato dedicato il cippo posto nei pressi del Municipio e a loro sono state dedicate intere pagine nel libretto celebrativo che verrà distribuito nei giorni della festa. Nell’introduzione dell’opuscolo si legge infatti “… l’iniziativa vuole essere innanzitutto un ricordo e un ringraziamento per tutte le penne nere del Paese che hanno sempre lavorato sodo al servizio della comunità, senza mai nulla chiedere, interpretando in tal modo lo “spirito alpino” nel significato più autentico…”.

Il cippo commemorativo posato nel 2001 e la targa con i nomi dei caduti al fronte

Nel ricordo dunque di chi è già avanti nel cammino della vita e, consapevoli di aver realizzato tanto con fatica e umiltà, gli apini airunesi nell’ultimo fine settimana di agosto organizzeranno una due giorni di festeggiamenti con tanto di sfilata per le vie del paese e pranzo in compagnia.
Per visualizzare il programma della manifestazione clicca qui.
A.M.
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