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Scritto Martedì 03 agosto 2010 alle 17:32

Lecco: visita al carcere dell'onorevole Codurelli

Anche quest'anno il PD aderisce con convinzione alla campagna di visite negli istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale. Lo scorso anno l'iniziativa "Ferragosto in carcere" ha avuto una giusta risonanza grazie ai 165 parlamentari di tutti gli schieramenti politici, che hanno visitato le oltre 200 strutture penitenziarie, realizzando così la più massiccia e importante visita di sindacato ispettivo mai effettuata in Italia. L'on. Codurelli che già aveva aderito lanno scorso, anche quest'anno parteciperà all'iniziativa e visiterà il carcere di Lecco venerdì 6 agosto di pomeriggio e con il consigliere regionale Angelo Costanzo del Pd a Sondrio lunedì 9 agosto sempre di pomeriggio. "Le carceri nazionali" dichiara la parlamentare lecchese - stanno attraversando un momento difficile e le problematiche sono analoghe sia nei grandi Istituti che in quelli di ridotte dimensioni come Lecco e Sondrio: carenza di fondi, sovraffollamento, carenza di organico nel corpo di Polizia Penitenziaria. Purtroppo la manovra economica in discussione in questi giorni non ci tranquillizza, anzi ci preoccupa perché può determinare un peggioramento delle condizioni di vita nelle carceri e ostacolare il lavoro di chi, ogni giorno si spende per garantire, con le poche risorse disponibile, livelli di vita decenti. La recente evasione dal carcere di Lecco non ha fatto altro che mettere ancor più in evidenza i problemi più volte denunciati. Per far fronte in modo strutturale ed organico al problema del sovraffollamento penitenziario" continua l'on. Codurelli - è necessario rivedere le norme sulla custodia pre-cautelare e sulla custodia cautelare in carcere (limitandola con criteri più stringenti per il suo utilizzo, anche al fine di eliminare quei meccanismi distorsivi che maggiormente concorrono al fenomeno), la legge ex-Cirielli sulla recidiva, la legge sull'immigrazione e quella sui tossicodipendenti (che producono tassi di incarcerazione elevati e non rispondenti alle reali esigenze di sicurezza dei cittadini). Ogni intervento" conclude la deputata Pd - non può prescindere però dall'adeguare le piante organiche del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, che garantiscano le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie. Infine, vanno ripristinati i fondi tagliati all'Amministrazione penitenziaria dalle ultime manovre economiche che ammontano a 100 milioni di euro, di cui 50 milioni riferiti alle sole spese di mantenimento, assistenza e rieducazione dei detenuti".
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