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Scritto Giovedì 22 dicembre 2011 alle 10:07

Acqua, l’A.Ato si è sciolto e adesso Paolo Strina, collezionista di poltrone 'sfida' il suo maestro Marco Molgora

Paolo Strina
Virginio Brivio "indica" quale presidente della Conferenza dei Comuni (di fatto l'ex A.Ato) Paolo Strina di Osnago che, infatti, ottiene la carica. Questi "indica" Alessandro Salvioni, molto gradito a Virginio Brivio, alla presidenza di Retesalute. Che, infatti, otterrà la carica - nove su dieci - questa sera, giovedì 22 dicembre. Marco Molgora, "maestro" e mentore di Paolo Strina si scaglia contro la decisione di sciogliere l'Ambito Territoriale ottimale - stiamo parlando ancora del ciclo integrato dell'acqua - e Alessandro Pozzi, anche lui di Osnago come Molgora e Strina, assessore e ora consigliere provinciale, si astiene sulla delibera che organizza e regola la nuova Azienda speciale, il "direttorio" - l'ex comitato ristretto A.Ato - che si riunirà e deciderà a porte chiuse. Nella migliore tradizione consociativa che vede i partiti barricarsi nel bunker escludendo stampa e cittadini da decisioni che riguardano tutti, ma proprio tutti.
Domandarsi a questo punto che cosa stia succedendo non solo a Osnago - assurto improvvisamente e ombelico della provincia - ma all'intero centrosinistra è quasi automatico. Paolo Strina si difende rivestendo le vesti del Cireneo: dovevamo rispettare la Legge (ma quella regionale è stata cassata in due punti) ed evitare il commissariamento (stessa motivazione messa in campo all'epoca della nascita di Lario reti Holding) per cui abbiamo scelto il rischio minore, essere direttamente inseriti nella gestione del servizio idrico. Molgora, al contrario, sollecitava i sindaci a un atteggiamento più coraggioso, mantenere l'A.Ato e sfidare la Regione a commissariare il servizio, ritenendo assai difficile che la minaccia si sarebbe davvero verificata. Alessandro Pozzi teme che i sindaci perderanno progressivamente potere anche perché il ruolo della Provincia, per ora circoscritto a un esponente su cinque del "direttorio" in prospettiva, in base alle decisioni del governo Monti, andrà riducendosi sempre più e determinate competenze finiranno per passare alle Regioni. Ed ecco il rischio - gravissimo inutile negarlo - palesato da Marco Molgora: l'acqua farà la fine della sanità, altro che sussidiarietà e governo del territorio, la sanità è totalmente in mano dal Presidente della Giunta Regionale - Roberto Formigoni da 16 anni - che la controlla fino all'ultimo infermiere attraverso i proconsoli nelle aziende ospedaliere e sanitarie, i direttori generali.
Capirci qualcosa - anche per noi che ci sforziamo di seguire la materia - è davvero un'impresa. Sorprende tuttavia il comportamento di Paolo Strina che, tra l'altro, sta collezionando cariche su cariche essendo, oltre che sindaco di Osnago al secondo mandato, anche presidente del circondario dei 17 comuni del meratese. La posizione di Strina, oltretutto, è in netto contrasto con quella espressa da Krassowski in rappresentanza di Cernusco. Ed è curioso che i due comuni molto collaborativi fra loro e da sempre uniti nelle decisioni sui temi sovra locali marcino così divisi.
Ora c'è attesa per l'eventuale "spin off" di Idrolario proposto dal presidente di Lario Reti Holding, Vittorio Proserpio, finalizzato a dare vita a Idroservice, società che dovrebbe occuparsi della manutenzione ordinaria delle reti idriche e della bollettazione dell'acqua. Strina si è sempre dichiarato contrario così come Andrea Robbiani di Merate che siede nel "direttorio". Ci si dovrebbe quindi aspettare che il personale ancora in carico a Lrh passi a Idrolario e che l'operazione finisca qui. Ma visto come si è sviluppato il caso A.Ato ora ci si può attendere di tutto. La "manina" dei partiti è sicuramente in movimento. Difficile dire ora quanti amministratori ha già "accarezzato".
Claudio Brambilla
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