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Scritto Giovedì 22 dicembre 2011 alle 08:55

Malgrate: l’aula decide il rinvio del bilancio previsionale 2012

“È con rammarico che annuncio la decisione presa dalla giunta di rinviare l’approvazione del bilancio di previsione 2012”. Queste le parole con cui il sindaco di Malgrate, Giovanni Codega,  ha informato l’assise consiliare, riunita nella serata di lunedì 19, sulla scelta di non presentare al consiglio il bilancio per l’anno prossimo.

“La decisione
– ha illustrato - è stata presa a causa delle novità previste nel Decreto Monti, ancora in fase di approvazione, che modificano alcune normative riguardanti gli enti locali. Da quanto si apprende dal testo della manovra “Salva Italia”,– ha continuato il sindaco – oltre ai tagli effettuati sul fronte previdenziale e all’inasprimento del prelievo fiscale diretto a carico dei cittadini, sono stati effettuati ulteriori e consistenti tagli ai bilanci comunali, che mettono in difficoltà le amministrazioni nel garantire i servizi ai cittadini. Altro punto critico – ha proseguito – è la nuova imposta IMU, che prevede per le seconde case il trasferimento del cinquanta per cento del gettito fiscale allo stato. Una modifica, questa, che per il comune di Malgrate porterà a una perdita di entrate che si aggira attorno ai 118.000 euro”.


Proprio per far fronte a queste modifiche normative e per evitare che le nuove tasse pesino eccessivamente sui cittadini meno abbienti, la giunta comunale ha presentato al consiglio la proposta di modifica dell’aliquota comunale IRPEF, sempre nell’ottica di “rispettare– ha spiegato Codega - i principi di equità e di salvaguardia delle fasce più deboli , penalizzate dalla manovra”. La modifica è quella di attuare un sistema progressivo basato sugli stessi scaglioni di reddito stabiliti per l’IRPEF, prevedendo una soglia di esenzione per i redditi più bassi. Entrando nel particolare l’aliquota, prima fissata allo 0,30 %, diventerà dello 0,80 per i redditi sopra i 55.000 euro, 0,50 dai 28.000 ai 55.000, 0,30 dai 15.000 fino ai 28.000, mentre coloro che possiedono un reddito inferiore ai 15.000 saranno esentati dal pagamento dell’addizionale comunale.
 La presentazione della modifica delle aliquote comunali è stata accompagnata da una relazione in cui sono stati espressi alcuni obiettivi per il bilancio 2012. “L’intento – ha ripreso il sindaco – è quello di mettere in atto tutte le iniziative possibili per individuare interventi di equità sociale ed economica, in grado di ridurre i disagi e gli effetti negativi della manovra, sempre nel vincolo del pareggio di bilancio”.


La dichiarazione di intenti presentata dal sindaco ha toccato più punti, tra cui la diminuzione (da 0,40 a 0,35) dell’aliquota IMU sulla prima casa, accompagnata dall’aumento di un punto (da 0,76 a 0,86) sugli immobili diversi dall’abitazione principale; il potenziamento del trasporto degli anziani, con il fine di estendere la fascia di utenti del servizio; il sostegno al lavoro e all’occupazione, per supportare i soggetti economicamente deboli e che non godono di ammortizzatori sociali, fornendo loro opportunità di lavoro part-timenell’ambito dei servizi comunali tra cui, ad esempio, la cura del verde pubblico e la pulizia delle strade. Si è, infine, dichiarato di voler intervenire estendendo i contributi sia nel campo sociale che nel campo dell’istruzione, con iniziative quali il già sperimentato “buono libro”. Tuttavia i beneficiari degli aiuti dovranno rispettare un codice etico fondato sul rispetto delle regole civili e di comportamento come il rispetto e la tutela dell’ambiente, il rispetto dei beni pubblici e la corretta gestione dei rifiuti, pena la decadenza delle agevolazioni concesse.
Sia la modifica dell’addizionale IRPEF che la maggior parte dei provvedimenti che si intende adottare e che saranno meglio specificati nel bilancio di previsione hanno avuto l’approvazione anche della minoranza, che ha però preferito astenersi a causa del riferimento ai buoni libro, “più di una volta contestati - ha dichiarato il consigliere Marilena Todeschini - in quanto prerogativa dei soli alunni di scuole pubbliche”.
Daniele Frisco
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