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Scritto Martedì 20 dicembre 2011 alle 16:57

Garlate: spara alla fidanzata con una pistola modificata. 33enne arrestato, lei è ricoverata

Ha utilizzato una pistola modificata artigianalmente, probabilmente derivata da una vecchia scacciacani, sparando un colpo alla fronte della fidanzata che ora si trova ricoverata in prognosi riservata presso l'ospedale Manzoni di Lecco, fortunatamente senza correre pericolo di vita. B. N., 33enne albanese pregiudicato residente a Garlate, è stato arrestato nella prima mattinata di martedì 20 dicembre dai Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Merate unitamente ai militari della stazione di Olginate con le accuse di detenzione di arma alterata, detenzione illegale di munizioni e lesioni personali aggravate. Ad allertare le forze dell'ordine, intorno alle 3.30 della notte fra lunedì 19 e martedì 20 dicembre, è stato il 118 lecchese chiamato a soccorrere una ragazza colpita alla testa con arma da fuoco. Raggiunto l'appartamento in cui vive la coppia, i militari hanno trovato una pistola a tamburo alterata in maniera "artigianale" in modo da sparare, composta da un castello e manico privo di guanciole e canna, probabilmente derivata da una scacciacani e con il bossolo esploso calibro 7.65 all'interno del tamburo. Nell'abitazione dell'albanese sono stati inoltre ritrovate due scatole contenenti 23 cartucce a salve di calibro 8 e 37 calibro 380 marca Fiocchi, un caricatore per pistola semiautomatica a salve e una molla per asta guida molla, oltre a due guanciole in plastica per il calcio di una pistola a tamburo.
Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, insieme all'intero appartamento, su disposizione del Pubblico ministero dottor Del Grosso. Al termine dei rilievi tecnici eseguiti dai Carabinieri del nucleo operativo di Merate e del nucleo investigativo di Lecco, il cittadino albanese è stato tradotto presso il carcere cittadino a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sono ancora in corso gli accertamenti volti a chiarire il movente e l'esatta dinamica dell'accaduto, nonchè stabilire la provenienza dell'armamento sequestrato. La donna è stata sottoposta ad intervento per la rimozione dell'ogiva dalla regione frontale, dove fortunatamente si è fermata senza comprometterne la vita. Si trova ricoverata in prognosi riservata.
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