• Sei il visitatore n° 474.912.143
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 17 dicembre 2011 alle 16:36

Conferenza su ''salute mentale''. In provincia sei persone su 100 assumono antidepressivi

'Servizi di salute mentale e medicina generale' questo il titolo della conferenza territoriale per la salute mentale che si è tenuta sabato 17 dicembre nell'aula magna dell'ospedale A. Manzoni di Lecco.
Il convegno, promosso annualmente dall'Asl, ha avuto come obiettivo la presentazione degli interventi per la cura dei pazienti con patologie mentali.

Da sinistra Marilanda Failla, responsabile servizio disabili e anziani dell'Asl di Lecco, Gianlorenzo Scaccabarozzi( coordinatore OCMS), Antonio Lora, direttore del dipartimento di salute mentale dell'azienda ospedaliera della provincia di Lecco

Tema centrale delle relazioni dei medici la fondamentale collaborazione tra la medicina generale e i servizi di salute mentale, per ottimizzare gli interventi e la guarigione dei pazienti.
La mattinata si è aperta con i saluti delle autorità: Antonio Gattinoni, direttore sanitario dell'Asl di Lecco ha così esordito: “Almeno il 20% della popolazione adulta ha un problema di salute mentale che non deve essere affrontato dal solo specialista, ma avvalendosi dell'interfaccia della medicina generale ai fini della prevenzione, del riconoscimento e del trattamento delle patologie”.
In rappresentanza dell'azienda ospedaliera ha portato i suoi saluti il direttore medico dell'ospedale Mandic di Merate, Gedeone Baraldo.
Rappresentante della provincia di Lecco e del suo presidente, Daniele Nava, è intervenuto sul palco l'assessore Antonio Conrater, che ha confermato la disponibilità a finanziare i progetti che l' organismo per il coordinamento di salute mentale metterà in atto, dato il positivo lavoro svolto finora. Ultimo saluto quello di Guido Agostoni, presidente del consiglio di rappresentanza dei sindaci della provincia di Lecco.

Il dottor Lora e Gedeone Baraldo, direttore medico ospedale Mandic di Merate

Breve sintesi di quanto svolto dal dipartimento di salute mentale, è stata affidata al suo direttore Antonio Lora: “Il dipartimento di salute mentale è stato diviso in aree di competenza, non più in aree territoriali, questo si è tradotto in un' omogeneizzazione delle cure nella direzione di un'equità geografica che ad oggi non sempre era garantita. E' stata arricchita d'interventi l'area del bellanese ed è stata migliorata l'accessibilità al sistema di cure. Sono state messe a punto modalità innovative nel trattamento e nella presa in cura del paziente, cioè il modello della collaborative care e si concluderà a breve la ricerca di un mese per capire le difficoltà di accesso di pazienti e familiari ai CPS ( centri psico sociali)”.
E nel quadro delle patologie mentali, non trascurabile è l'impatto della depressione, definita dal dottor Lora “la prima patologia mentale nei paesi con alto reddito e la prima causa di disabilità tra uomini e donne”.
I dati sulla depressione italiana provengono da un'indagine ESEMeD del 2005 e indicano affetti da depressione grave il 3% della popolazione, anche se ai medici le stime sono parse ottimistiche.

Antonio Gattinoni, direttore sanitario dell'Asl di Lecco - l'assessore provinciale Antonio Conrater -
Valter Valsecchi, direttore del dipartimento cure primarie dell'Asl di Lecco

“Nella provincia di Lecco 6 persone su 100 assumono antidepressivi” ha aggiunto Lora. “E nel 90% dei casi l'agenzia di cura della malattia è il medico di base, solo il 10% è in rapporto con il dipartimento di salute mentale. Da questo dato si spiega il perchè dell'incontro di oggi. Solo migliorando la collaborazione tra i medici generali e gli psichiatri e aumentando la consapevolezza della popolazione e degli altri operatori sanitari, è possibile sconfiggere la depressione”.
Collaborazione tra medici e infermieri che è ben rappresentata dal recente modello di trattamento , la 'collaborative care', nel quale il paziente è costantemente monitorato grazie alla figura del case manager, un infermiere, in contatto con il medico di base e lo specialista. Tale modello di cure è il più costoso, ma quello per cui sono previste le più efficaci risposte al trattamento.
“I medici di medicina generale” ha agginto Fabrizio Asioli (ex direttore del dipartimento di salute mentale, ora professore a contratto dell'università di Bologna) ”vedono la sofferenza di molte persone, ancor prima che sia malattia quando è solo disagio. L'intervento in fase iniziale cambia il destino del paziente, per questo è necessario che i medici generici siano supportati a gestire in proprio le fasi precoci delle malattie”.
V.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco