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Scritto Domenica 01 agosto 2010 alle 18:03

Valsecchi: in memoria di Elena Gandolfi

Sono trascorsi ormai 7 anni dalla prematura scomparsa di Elena Gandolfi in Negrini.
Quel giorno stavo andando a Varese per lavoro, mi ricordo, come fosse oggi, la telefonata dell'amica Mariuccia Buttironi che mi annunciava il decesso di Elena. Ho provato un dolore incredibile, come poche volte mi era successo in passato. Si spegneva una delle persone che maggiormente ho ammirato in vita mia.
Una donna che non temeva il confronto con nessuno, decisa, determinata e sensibile, forte e autorevole, attenta e capace.
Laica, cattolica, politicamente trasversale, ma soprattutto Elena era una donna libera e indipendente che amava affermare le proprie idee misurandosi con amici e avversari senza reticenze e condizionamenti.
I progetti di cultura e solidarietà che abbiamo condiviso assieme, venivano realizzati dopo discussioni animate, analisi che potevano durare anche per giornate intere, con l'obiettivo di promuovere iniziative concrete che in qualche modo lasciassero un segno tangibile all'interno della comunità lecchese.
Elena fu l'unico personaggio politico e istituzionale dei primi anni novanta che comprese subito e sostenne immediatamente con convinzione il messaggio di interculturalità di Les Cultures.
Sapeva perfettamente dove stava andando il mondo e non chiudeva gli occhi davanti alle grandi novità e sfide che si aprivano con la fine del millenio.
Quando il Presidente del Consiglio Romano Prodi nel 1996 venne in visita all'associazione, che aveva sede in via Ghislanzoni, fu l'unica figura istituzionale che invitai a partecipare e prendere la parola.
Era, allora, l'unica personalità politica che si era meritata sul campo la nostra stima e gratitudine.
Mi piace ricordare Elena sui banchi del consiglio comunale, provinciale e regionale, mi piace ricordarla nella lettura dei suoi libri e delle sue prefazioni, immaginarla adesso a ragionare e litigare ancora con Padre Turoldo.
Perseguire l'utopia, non rassegnarsi, cercare sempre la via per cambiare il " mondo" o perlomeno migliorarlo era la sua forza.
Spesso non veniva compresa da politici che abituati ad amministrare la quotidianità non avevano il dono di avere una " vision " di prospettiva, di volare alto, di crederci e questo provocava in Elena sovente amarezza e frustrazione.
Credo che in occasione dei riconoscimenti di San Nicolò sia giusto e doveroso che l'amministrazione comunale trovi il modo più idoneo di ricordarsi di Elena Gandolfi e rimettere al centro per un giorno la sua opera e la sua esperienza all'interno del mondo istituzionale.
In questi anni è calato il silenzio sull'importante contributo e disponibilità che Elena ha sempre dato al nostro territorio, ritengo opportuno che le istituzioni di cui ha fatto parte si ricordino di una persona che con la sua energia e passione ha rappresentato con entusiasmo per tanti anni le nostre comunità.
Una energia politica, umana e morale che a me e credo a tutti coloro che l'hanno amata manca molto, soprattutto nel contesto attuale.
Corrado Valsecchi
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