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Scritto Sabato 31 luglio 2010 alle 18:16

Interrogazione dell'Idv in consiglio regionale sullo sportello anti-stalking

"Un'iniziativa apparentemente lodevole, ma che mette in discussione le realtà locali che da anni svolgono un'attività meritoria e a titolo gratuito".
Questo il commento del consigliere regionale, Gabriele Sola, primo firmatario dell'interrogazione presentata dal gruppo di Italia dei valori martedì 27 luglio in merito allo sportello anti-stalking di Lecco. L'interrogazione, con obbligo di risposta scritta, è rivolta al Presidente Formigoni e all'assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli.
Questi i fatti: con delibera VIII/11265 del 12/02/2010 la Regione Lombardia ha erogato un finanziamento di 160.000 euro per attivare due sportelli antistalking, uno presso l'Ospedale milanese di Niguarda e l'altro presso l'Ospedale di Lecco, entrambi affidati alla gestione dell'associazione Telefono Donna di Milano.
Il tutto senza tenere in alcun conto la realtà di Telefono Donna di Lecco, che nella nostra provincia opera da oltre vent'anni con grande professionalità, impegno e a titolo gratuito in quanto si avvale dell'opera di professionisti volontari quali psicologi, assistenti sociali e avvocati.
Non solo. Telefono Donna è inserita in una rete provinciale, di cui fa parte anche l'Asl, e nella rete dei Centri Antiviolenza della Lombardia. Una realtà quindi ben radicata sul territorio e che opera con la dovuta discrezione, trattandosi di problematiche molto delicate e gravide di rischi per le donne come anche i recenti fatti di cronaca testimoniano.
Nell'interrogazione, infatti, oltre all'aspetto economico (perché spendere soldi pubblici quando esiste già un servizio svolto da volontari?) si sottolinea anche l'infelice scelta logistica. Non sembra infatti opportuno che per questo genere di servizio ci si debba rivolgere a uno sportello pubblico come per qualsiasi altra visita o esame.
Nel sottolineare come il fenomeno stalking costituisca "solo una parte del più complesso e variegato mondo che riguarda la violenza sulle donne" i firmatari chiedono quindi di sapere quali siano i criteri su cui l'assessore e la Giunta si sono basati per la scelta del soggetto assegnatario del contributo economico e perché, per la realtà lecchese non si sia optato per la già operante associazione Telefono Donna di Lecco.

Per visualizzare l'interrogazione clicca qui

Coordinamento provinciale Italia Dei Valori
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