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Scritto Venerdì 09 dicembre 2011 alle 18:16

Monica Pezzella poteva costruire un comando di Polizia locale per tutto il circondario meratese. Ma ha preferito la carriera al territorio in cui vive. Un peccato. Davvero!

La notizia ha colto tutti di sorpresa. Suscitando sconcerto e amarezza. A sei mesi dall'insediamento al vertice della polizia locale associata fra i comuni di Merate, Robbiate, Paderno, Verderio Superiore e Inferiore la comandante Monica Pezzella ha rassegnato le dimissioni per assumere il ruolo di vice comandante della PL di Bergamo. Un salto di carriera, indubitabilmente. Un voltafaccia clamoroso verso tutti coloro che per oltre un anno si erano adoperati per allargare a Merate il piccolo consorzio già esistente fra i quattro comuni con la prospettiva di ulteriori aggregazioni. Non sono note le reazioni di Andrea Robbiani e Alessandro Salvioni, i sindaci di Merate e Robbiate che maggiormente hanno contribuito alla realizzazione del "consorzio". Ma certo la delusione è grande. Così come i problemi che la dottoressa Pezzella lascerà già dal 1° gennaio del prossimo anno, quando prenderà servizio a Bergamo. Impossibile, ma anche inutile, qui andare alla ricerca delle ragioni di questa scelta. L'ambizione, certo. La dottoressa Pezzella ha frequentato settimanalmente un corso superiore di specializzazione, un'accademia, che pur sottraendola al servizio quasi ogni martedì le ha certamente consentito di incrementare ancor più il già notevole bagaglio di competenza tecnica. Giusto quindi cogliere ogni occasione per metterla a profitto. Può essere anche che Robbiani non le abbia assicurato quell'appoggio necessario a rendere almeno presentabile in tempi rapidi il corpo di polizia locale di Merate acciaccato da disorganizzazione cronica e problemi personali di alcuni agenti. Non si può neppure escludere un certo sconforto per le ingiustificate polemiche di commercianti e associazioni che l'hanno accusata di voler applicare con troppo puntiglio le regole. Quali siano le cause, la dottoressa Pezzella non ha certo sprecato tempo nel decidere e del resto l'occasione era di quelle che o la prendi al volo o la perdi in un istante. Che succederà ora? Sicuramente si dovrà mettere in conto un periodo di notevoli disagi. L'ex comandante Donato Alfiniti è tuttora in malattia e tra certificati medici e ferie è assente dal servizio da oltre sei mesi. Due agenti sembra abbiano già chiesto la mobilità. Il vice Belloli ha scelto di restare a Lecco ancora un anno distaccato nell'ufficio del giudice di pace. A Merate, dunque , la situazione è a dir poco problematica. Non si esclude quindi che riprenda vigore la tesi sostenuta da Valter Motta di Paderno che a rimetterci con l'ingresso di Merate nel consorzio sarebbero stati i piccoli comuni e che quindi, chiuso anzitempo l'esperimento, sia conveniente sciogliere l'associazione. Un'ipotesi da scongiurare. La strada dell'associazionismo è l'unica che consente oggi e consentirà ancor più domani di mantenere una discreta qualità del servizio in presenza di risorse sempre minori. La prova è la firma prevista per il 20 dicembre della nuova associazione di PL tra Cernusco, Osnago, Lomagna e Montevecchia. Restare soli significa andare contro corrente, è anacronistico. Al contrario occorre allargare ancor più la struttura associata e la dottoressa Pezzella avrebbe potuto operare proficuamente nella direzione di ulteriori aggregazioni al consorzio che vede Merate al centro fino ad arrivare a creare un unico corpo di polizia associato per i 17 paesi del circondario meratese. Un lavoro lungo e difficile ma certo esaltante e di estrema utilità per tutti i Comuni. Monica Pezzella poteva sviluppare un programma di altissimo spessore che indubitabilmente nel tempo le avrebbe garantito la gratitudine di amministratori e cittadini. Invece ha scelto di usare il consorzio di Merate come un taxi da cui scendere alla prima occasione buona. E' un suo diritto. Ma certo di sé non lascia un buon ricordo.
Claudio Brambilla
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