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Scritto Sabato 26 novembre 2011 alle 16:34

Lecco: un incontro per parlare di oncologia. 14.400 donne sottoposte a screening mammografico. Ottima l’azione del DIPO

Mauro Marinari, Antonina Ilardo, una volontaria-moderatrice e Barbara Scola

Un'ulteriore occasione di informare e sensibilizzare i cittadini su una tematica delicata come quella delle patologie oncologiche: così è stata definita da Roberto Pinardi, direttore amministrativo dell'Azienda Ospedaliera Lecchese, la serata organizzata dal DIPO (Dipartimento Internazionale Provinciale Oncologico), durante la quale cittadini e medici si sono ritrovati per dare uno sguardo a quello che di concreto è stato fatto (e si continuerà a fare) nella nostra Provincia per il trattamento delle malattie neoplastiche, purtroppo in continuo aumento, anche in pazienti sempre più giovani (è il caso del cancro alla mammella). Parallelamente a questo aumento di incidenza, il dato che più rincuora gli specialisti è constatare la sempre migliore rispondenza della malattia alle terapie proposte: dunque le cure progrediscono e questo permette di dare la possibilità al paziente di avere una qualità di vita migliore, se non addirittura di essere curato. Alla base di questi consistenti passi in avanti compiuti dalla medicina in ambito oncologico c'è innanzitutto la collaborazione tra i medici dei vari dipartimenti, che convogliano tutti i loro (diversi) sforzi nel medesimo obiettivo: curare il malato. Ruolo primario in ambito di prevenzione è quello dell'attività di Screening, avviata in Provincia di Lecco nel 1999.

L'esibizione degli Alpini coro Grigna

E proprio dal nostro territorio vengono i dati migliori a livello regionale, per quanto riguarda l'aderenza al programma. Lo screening è un esame preventivo che permette di individuare la neoplasia in stadio ancora precoce, dunque di intervenire tempestivamente al fine di sconfiggerla. E' chiaro che l'efficacia della prevenzione sta nella collaborazione dei cittadini: per quanto riguarda lo screening mammografico, ogni anno sono “invitate” dall’ASL a sottoporvisi circa 20.000 donne in fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Di queste, nel 2010 ha risposto un buon 72%. Se tali dati vengono paragonati agli standard richiesti dalla Regione Lombardia è facile notare come la Provincia di Lecco sia ben oltre il target proposto: per la Regione infatti le Associazioni Sanitarie dovrebbero invitare almeno il 95% della popolazione allo screening (a Lecco è stato invitato il 100%); la rispondenza, nel caso del tumore alla mammella, dev'essere uguale o maggiore al 60% (a Lecco il 72% delle donne ha effettuato l'esame). Dati davvero positivi che dimostrano sia l'impegno dell’ASL nel portare avanti questa fondamentale attività, sia l'impegno dei cittadini che con la loro partecipazione fanno del programma di Screening un vero cavallo di battaglia nella prevenzione oncologica.


Ma, oltre agli ottimi risultati nello Screening, cos'è stato fatto durante il 2011 dal DIPO? A illustrare i risultati il Dott. Ardizzoia, oncologo e direttore del Dipartimento: lo sviluppo di percorsi terapeutici comuni, l'istituzione di GOM (Gruppi Oncologi Multidisciplinari) che seguono la prevenzione, la diagnosi, la stadiazione e il trattamento della malattia neoplastica con un'attenzione a 360° per il paziente, i notevoli progressi nella ricerca clinica e l'attivazione del servizio Hospice e del Dipartimento di fragilità che permette di continuare a seguire il paziente oncologico dimesso. Questi alcuni dei traguardi più importanti raggiunti, tutti possibili grazie al cosiddetto “terzo braccio” dell'Azienda Ospedalieria: le associazioni di volontariato. Ben 12 sono quelle che sostengono il DIPO e ognuna di esse offre un contributo davvero notevole ai progressi in ambito medico, soprattutto per quanto riguarda i rapporti coi pazienti (in questo caso malati di cancro).


Tra i progetti avviati grazie ai volontari è stato ricordato “Un raggio di sole”, attivo da un anno, nato per aiutare le donne ad affrontare più serenamente il percorso terapeutico, che comporta disagi estetici (perdita di capelli durante chemioterapia), e a riscoprirsi, nonostante tutto, ancora belle: alcuni volontari e 7 parrucchieri si mettono a disposizione delle donne per scegliere il tipo di parrucca più adatto e il successivo taglio. Il servizio è assolutamente gratuito: dal 29 settembre dello scorso anno sono state circa 200 le richieste di aderenza al progetto. Ha concluso la serata con alcuni canti tipici il coro Grigna degli Alpini diretto dal maestro Scaiola. Tra gli obiettivi informativi della serata si è voluto ricordare come la provincia di Lecco sia ben “equipaggiata” per affrontare la sfida oncologica, a livello di strutture e personale di qualità. Ma anche il ruolo dei cittadini, attivi e partecipi delle iniziative proposte, è da premiare, in quanto stimolo per gli specialisti a proseguire la ricerca e migliorarsi sempre di più.
C.F.
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