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Scritto Mercoledì 28 luglio 2010 alle 09:25

Consiglio provinciale: ''salta'' il difensore civico. Nava vuole Pesenti ex assessore

Il presidente Daniele Nava
Il difensore civico non s'ha da fare. O almeno per ora, nella speranza che almeno a settembre, al prossimo consiglio, venga  preso un accordo. La nomina prevista dall'ordine del giorno ha fatto scaldare gli animi in un consiglio provinciale iniziato in tutta tranquillità con l'approvazione di un verbale e  con la comunicazione riguardante l'utilizzo del fondo di riserva di 17.000 euro ripartiti tra il Festival Cori giovanili Zelioli (10.000) e il progetto di posta elettronica che riguarderà le aree di Merate e Lecco (7.000). I toni sono diventati più accesi durante la risposta del presidente Daniele Nava all'intervento del consigliere Italo Bruseghini (Pd), spingendo più volte Chiara Bonfanti (Pd) ad uscire dalla sala, desistendo solo perché, a sua detta, "trattenuta". L'oggetto della questione è stato proprio  il candidato difensore civico proposto dalla maggioranza, che vedeva nella figura di Dario Pesenti la persona più adatta a ricoprire il ruolo. Non concorde la minoranza, che ha proposto di ritirare la candidatura o comunque di rivalutarla a motivo del "ruolo svolto all'interno della città dall'ex assessore comunale". Dieci le candidature presentate, solo uno il nome consigliato, che ha scatenato dubbi e perplessità da parte della minoranza, che più volte si è domandata come fosse possibile non trovare un'intesa riguardo agli altri candidati e successivamente accusata dal presidente Nava di non prendere parte alla votazione "soltanto per motivi politici". La 'colpa' di Pesenti? Essere stato assessore comunale, avere una tessera di partito ed aver esercitato la sua professione in uno studio a Lecco. "Ritengo l'intervento del consigliere Bruseghini vergognoso per la politica ipocrita, per aver riportato dati parziali spacciati per oggettivi e per aver rivolto domande che personalmente non ho compreso - ha risposto Nava - E' un razzismo politico, mi auguro si sarebbe comportato nello stesso modo se il candidato fosse stato del Pd" .

Frasi che il consigliere Bonfanti ha definito "molto pretestuose", accompagnate da "toni grezzi" e da un commento che risponde al 'non buonismo' del presidente, come lui stesso si definisce precisando di parlare sempre chiaramente ed effettuando solo considerazioni ma mai insulti. "Mi sembra proprio che la Provincia non sia altro che la dependance del Comune di Lecco, che non rinuncia a trovare posto a persone che non hanno più un ruolo" ha continuato Bonfanti. La votazione si è conclusa con 18 voti a favore di Dario Pesenti, 5 schede nulle e 4 bianche, non raggiungendo così il quorum necessario per la nomina ufficiale del difensore che rimane quindi ancora in sospeso.

I toni si sono alleggeriti (così come i consiglieri che sembravano essersi volatilizzati nella sala) al proseguo dei punti in programma, con l'approvazione del contratto di servizio ed il piano di programma dell'Apaf, agenzia provinciale per le attività formative che ha sostituito l'ex Lecco Lavoro. Più oggetto di riflessione invece l'interrogazione presentata dalla minoranza riguardante il futuro di Villa Monastero, per la quale l'assessore alla cultura Marco Benedetti ha ammesso incomprensioni con il C.d.A., nonostante la Provincia fosse proprietaria della struttura. A seguito di una breve riunione fra i capogruppo, sono stati così presentati due emendamenti, che, al momento della votazione separata, hanno riscosso l'unanimità per quanto riguarda la parte deliberata e solo 14 voti favorevoli per le premesse presentate.
Clarissa Colasanti
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