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Scritto Venerdì 18 novembre 2011 alle 15:33

Valgreghentino: in tanti ad ascoltare Don Angelo e Demetrio sul tema ''spiritualità''

Il senso della vita, il rapporto tra religioni diverse tra loro e la "spiritualità" nella quotidianità di ognuno di noi, un sentimento che può essere "condiviso" e che caratterizza chi crede in Dio tanto quanto coloro che si definiscono "atei". L'auditorium del polo scolastico di Valgreghentino ha accolto nella serata di mercoledì 16 novembre moltissimi cittadini venuti ad ascoltare un "sacerdote poeta" e un "filosofo scrittore" a confronto su una tematica, quella della spiritualità, analizzata da punti di vista inevitabilmente differenti, ma caratterizzati da rispetto reciproco e da una risposta comune. Che cioè l'unico dato certo è la vita che abbiamo con la sua ricerca di felicità, giustizia e libertà, con il suo mistero, i dubbi e lo stupore che dobbiamo ricercare ogni giorno, e condividere con chi ci circonda.

Da sinistra Don Angelo Casati e Duccio Demetrio


Il professore universitario di Filosofia e "non credente" Duccio Demetrio e il sacerdote e scrittore, nonché ex parroco lecchese, Don Angelo Casati si sono incontrati per la prima volta a Valgreghentino, ma si conoscevano da tempo attraverso i loro scritti. Citando l'uno quelli dell'altro, hanno dato vita ad un dialogo ascoltato in grande silenzio e fortemente applaudito dal folto pubblico presente in sala. "Leggendo i libri di Don Angelo si percepisce la sua grande passione, in merito ad alcune parole non posso ritenermi non cristiano" ha spiegato Demetrio.


"Nella domanda di Gesù nel Vangelo di Giovanni "Che cosa cercate?" c'è infatti tutto il senso della vita, che è una ricerca continua mai conclusa, perché l'inspiegabile è sempre presente. In quanto filosofo e non credente sono sempre alla ricerca di risposte, e sono convinto che indispensabile in questo senso sia l'incontro con gli altri esseri umani, al di là delle idee e i dogmi legati alle diverse religiosità. Oggi invece si tende a non guardarsi in faccia, nemmeno quando si cammina per la strada, e il dialogo tra religioni diverse non avviene perché ci si nasconde dietro dogmi che impediscono il confronto. L'importanza data all'apparenza e allo spettacolo ci distoglie inoltre dalla riflessione sulla nostra condizione personale, dobbiamo ritrovare una maggiore sobrietà".

A sinistra il sindaco Ernesto Longhi


L'ultimo libro del filosofo, "La religiosità degli increduli", è l'autobiografia dell'autore - uomo non credente di fronte a Dio. "La domanda che Egli pose ad Adamo, "Dove sei?", ci riguarda tutti, dobbiamo chiederci in quale punto della nostra esistenza ci siamo accorti di essere vivi, e sentirci tali ogni giorno, cercando di stupirci sempre. È un esercizio ascetico non facile, ma la spiritualità condivisa inizia da qui: andare oltre il giardino delle fedi, nudi verso la nuda natura dell'essere".
Don Angelo Casati ha sottolineato la "sincerità profonda" di Duccio Demetrio, che descrive credenti e non come "increduli insoddisfatti". "Mi fa arrabbiare chi cerca di annettersi i non credenti, lui invece parla di loro come di qualcuno che continuerà a guardare al mistero presente in questo Mondo, a dubitare proprio come dovrebbe fare ogni fedele per non cadere in un Dio facile, ovvio, che ha tutte le risposte e che non mi interroga più. Mi sono ritrovato nelle sue parole, quando dice che gli è indispensabile ritrovarsi vivo ogni mattina, nel prodigioso rito del risveglio, non cercando la preghiera o una chiesa ma una solitaria liturgia personale". Nel suo libro (Le paure che ci abitano) Don Angelo fa alcune riflessioni su questo tema. "Non bisogna insegnare a non fare le cose perché siamo sempre più spiati da telecamere, ma a fare il giusto perché ci fa stare bene con gli altri. Demetrio ci invita a riscoprire le cose belle, come gli alberi di questi giorni infiammati di stupore quando il sole li ha colpiti dopo giorni di pioggia". Parole cariche di poesia quelle che il filosofo e il religioso hanno regalato al pubblico di Valgreghentino, capaci di fare riflettere su un tema che mai come oggi sembra essersi perso, tre le piccole e grandi difficoltà di ogni giorno.
R.R.
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