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Scritto Giovedì 17 novembre 2011 alle 15:27

Confindustria: rallenta l’attività produttiva. Insoluti in aumento tensioni con le banche

Giovanni Maggi
Prosegue la fase di rallentamento per le aziende dei due territori rispetto alla situazione già rilevata in settembre.
Nel dettaglio, la maggior parte dei giudizi espressi indica una contrazione delle attività, sia sul fronte interno che verso l’estero, principale elemento propulsivo per la crescita nei primi 9 mesi dell’anno.
Criticità sono riscontrabili anche per quanto riguarda i casi di insolvenza da parte dei clienti delle aziende del campione e i rapporti con gli istituti di credito.
Tale scenario influisce inoltre sull’occupazione, in contrazione, e sulle previsioni per i prossimi mesi che indicano scarsa fiducia.
“Un dato che mi preme sottolineare è che, nonostante le difficoltà – afferma il Presidente di Confindustria Lecco, Giovanni Maggi - le aziende segnalano di non restare immobili ma, al contrario, di concentrarsi sulle azioni necessarie al recupero della competitività”.

GLI ORDINI
Le aziende dei due territori registrano una contrazione degli ordini.
Circa due imprese su tre hanno indicato una diminuzione degli ordini (62%) nel mese di ottobre, mentre si attestano al 12,4% i giudizi che esprimono un aumento; la parte rimanente (25,6%) segnala invece stabilità.
In questa ultima rilevazione si registra un rallentamento anche sul fronte delle esportazioni.
La domanda dall’estero risulta in diminuzione nel 45,6% dei casi, mentre il 34% del campione indica stabilità. I giudizi che segnalano un aumento dell’export sono invece pari al 20,4%.
Per quanto riguarda gli ordinativi dal mercato interno emergono giudizi indicanti diminuzione nel 59% dei casi e un aumento nel 7,4%. Il restante 33,6% del campione evidenzia una situazione di stabilità.
I dati relativi alla sola provincia di Lecco mostrano giudizi negativi nel 71,3% dei casi. Il territorio risente particolarmente del rallentamento della domanda nazionale che è segnalata in contrazione nel 63,4% dei casi e in aumento nel 7,3%.
Per quanto riguarda i mercati esteri le aziende lecchesi evidenziano giudizi al ribasso per il 54,1% del campione, una stabilità per il 28,4% e una crescita per il 17,5% dei casi.
“In questo ultimo periodo – afferma il Presidente di Confindustria Lecco, Giovanni Maggi - anche i mercati esteri, Germania e Francia in primis, stanno attraversando un periodo di forte tensione. Tale situazione si ripercuote anche sulle nostre imprese che operano attivamente in questi territori. Noi imprenditori comprendiamo però che il processo di internazionalizzazione va perseguito soprattutto in questo periodo e siamo pronti a raccogliere la sfida lanciata dai mercati finanziari di tutto il mondo”.
 
LA PRODUZIONE
L’attività produttiva delle imprese di entrambe le province mostra un segnale di rallentamento. Il 43,9% dei giudizi, infatti, indica una contrazione della produzione, mentre l’aumento delle attività è attribuibile solo al 14,6%. Nel restante 41,5% dei casi la situazione si rivela stabile.
Il livello di utilizzo medio della capacità produttiva installata si attesta a quota 71%, contro il 72,5% registrato in settembre.
“Gli indicatori riferiti alla provincia di Lecco confermano quanto esaminato a livello congiunto e sono in linea con la tendenza che emerge dai dati nazionali – commenta il Direttore di Confindustria Lecco, Giulio Sirtori.
 
LE PREVISIONI
Le imprese complessivamente considerate, ma lo stesso è valido a livello di territorio lecchese, segnalano incertezza per le ultime settimane dell’anno. Sale infatti al 43% il numero di aziende che rivelano di attendersi un peggioramento della situazione economica, mentre solo l’8% risulta fiducioso in un miglioramento delle attività.
Per il restante 49% del campione le previsioni formulate esprimono un mantenimento dell’attuale scenario.
L’orizzonte temporale di visibilità subisce gli effetti dell’incertezza descritta. Considerando gli ordini in portafoglio, il 52% delle imprese indica una visibilità sufficiente a garantire l’attività di poche settimane, mentre il 31,7% raggiunge il trimestre. Si attestano invece al 16,3% i casi in cui la programmazione copre un periodo superiore ai tre mesi.
Per quanto riguarda la provincia lecchese, invece, oltre un quinto delle imprese comunica di avere un orizzonte temporale superiore al trimestre, segnalando un dato sulla visibilità degli ordini meno sfavorevole.
“Nonostante la crisi, anche per avere stabilità nella conduzione dell’attività, risulta fondamentale inserirsi e operare in mercati esteri, più attivi e che possono consentire un futuro sviluppo del nostro settore manifatturiero – commenta il Presidente Giovanni Maggi. Comprendere gli scenari all’interno dei quali le imprese sono chiamate a muoversi è, in questo senso, di fondamentale importanza. L’appuntamento con la sedicesima edizione dei Convegni Internazionali di Confindustria Lecco che si terrà il 29 novembre e dedicato al tema LA SFIDA DELLA CRESCITA. CONFRONTO FRA LE “LECCO D’EUROPA”, offrirà certamente anche molti spunti per approfondire l’andamento dei mercati internazionali”.
 
LE MATERIE PRIME
In leggero miglioramento la situazione sul versante materie prime per le aziende delle province di Lecco e Como, con giudizi che evidenziano una diminuzione dei costi di approvvigionamento nel 25% dei casi, superando quelli che invece segnalano un aumento (14,5%). Quasi i due terzi delle aziende del campione (60,5%) ha invece indicato una situazione di stabilità.
A livello lecchese non si registrano particolari scostamenti dai dati appena analizzati.
 
LA SOLVIBILITA’
Per le imprese dei due territori l’aumento dei casi di insolvenza da parte dei clienti rappresenta un fattore critico. Oltre i due terzi del campione (il 68,3%), infatti, ha dichiarato di subire ritardi sui pagamenti. Nel 34,6% dei casi tali situazioni di insolvenza si sono aggravate, a fronte di un 60,7% dove il fenomeno è rimasto stabile e di un più limitato 4,7% in cui si è registrato un miglioramento.
Per quanto riguarda la solvibilità delle aziende lecchesi si delinea un quadro simile, anche se con criticità meno accentuate. Ammonta infatti al 62% il numero di aziende che segnala la presenza di casi di insolvenza tra i propri clienti e, tra di esse, il 31,9% comunica di aver assistito ad un peggioramento nello scorso mese.
 
I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
Anche per il mese di ottobre le aziende del campione evidenziano un peggioramento nei rapporti con gli istituti di credito. Oltre un terzo del campione (35,7%) ha infatti registrato una situazione di maggiore criticità nei rapporti con le banche. I giudizi indicanti stabilità sono invece pari al 62,7%, mentre si registrano miglioramenti per una ristretta parte delle aziende del campione (1,6%).
“Il tavolo di confronto con gli istituti di credito del territorio che abbiamo attivato già da tempo - precisa il Direttore, Giulio Sirtori – è utile per monitorare ciò che accade tra i nostri Associati e il mondo del credito e per favorirne il dialogo. La difficile situazione internazionale, che in Italia ha avuto effetti ancora più dirompenti, ha sicuramente obbligato le banche ad attuare pesanti azioni soprattutto per quanto riguarda l’accesso al credito, con un deciso aumento degli spread e un incremento delle richieste di garanzia”.
 
AZIONI E STRATEGIE PER LA CRESCITA
Sia a livello delle due province, che a livello lecchese, le imprese hanno segnalato di aver intrapreso azioni mirate per supportare le strategie aziendali e fronteggiare l’instabilità economica degli ultimi mesi.
I principali interventi attuati hanno riguardato il contenimento e la riduzione dei costi (23,9%) e i processi per la riorganizzazione e l’aumento dell’efficienza (16,9%).
A fianco di tali azioni le imprese del campione hanno implementato innovazioni di prodotto e di processo (19,7%) e diversificato la propria gamma di prodotto/servizio (15%), interventi per la crescita e la formazione del capitale umano (8,3%) e investimenti in marketing (10,8%).
 
L’OCCUPAZIONE
Per le aziende delle due province, nonostante la maggior parte dei giudizi indichino un mantenimento dei livelli nel mese di ottobre (78,9%) aumenta il divario tra le aziende che segnalano una diminuzione (15,6%) e quelle che indicano, al contrario, un aumento (5,5%).
Nei prossimi mesi la situazione non sembra destinata a migliorare, con giudizi negativi pari al 26,5% del totale e previsioni di crescita al 5,5%. Lo scenario dovrebbe tuttavia rimanere stabile per oltre due terzi delle aziende del campione (68%).
Anche per Lecco si riscontra un quadro del tutto simile.
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