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Scritto Mercoledì 16 novembre 2011 alle 15:41

Le tante associazioni spontanee che nascono a sostegno dell’attività del Mandic sono l’orgoglio del meratese

Ci sono buone ragioni per essere orgogliosi di vivere nel meratese. Una di queste è indubbiamente lo straordinario affetto che circonda l'ospedale cittadino e che si manifesta in continue iniziative di volontariato a sostegno dell'attività di un reparto e di quanti hanno un bisogno che il "pubblico" non è in grado di soddisfare. Mauro Lovisari, attento top manager dell'azienda lecchese, deve tenere ben presente questo rifiorire di iniziative, questa partecipazione di massa quando assume decisioni che riguardano il San Leopoldo Mandic. Lunedì è nata l'ultima associazione in ordine di tempo, a sostegno della chirurgia pediatrica che ha come punta di diamante Marco Bernardi. Bernardi è un bergamasco, tosto, originale, molto, molto quotato nel suo campo (non certo per giudizio nostro, privi come siamo di competenza), che ha fatto del Mandic la sua seconda casa. L'hanno voluto Pietro Caltagirone e Alberto Zoli, quando guidavano la nostra Azienda. E già questo è una garanzia. Il primo dirige il San Matteo di Pavia, il secondo l'azienda regionale di emergenza-urgenza. Gli hanno affidato una struttura semplice con l'obiettivo che diventasse complessa. La differenza è fondamentale: nella struttura complessa ci sono più operatori, posti letto dedicati, un'attività contrattualizzata dall'Asl, investimenti e così via. Marco Bernardi e la sua equipe hanno in lista d'attesa 500 bambini e del resto sono meno di dieci gli ospedali lombardi che possono vantare una chirurgia pediatrica. E uno l'abbiamo proprio sotto casa. Forse Lovisari dovrebbe ripensare, in sede di Pofa, all'ipotesi della struttura complessa.

A sinistra il dr. Marco Bernardi. Accanto la presentazione dell'associazione

Il 4 novembre era stata costituita l'associazione  "L'arte ostetrica nel percorso nascita" per sostenere l'attività del reparto di Ostetricia-Ginecologia diretto dal dottor Gregorio Del Boca. Un'altra iniziativa, come quella della chirurgia pediatrica nata dal basso, spontaneamente. In quel caso da genitori di bimbi operati al Mandic, in questo, da mamme e donne che hanno avuto assistenza dai medici di Del Boca. Con una citazione particolare per Anna Biffi, anche lei come Bernardi più in ospedale che a casa propria.

Il primario dr. Gregorio Del Boca, la dottoressa Anna Biffi e il reparto di ostetricia ginecologia

C'è poi "Faresalute" un'autentica macchina per alleviare le sofferenze di malati e parenti di malati capitanata dall'infaticabile medico-chirurgo Carla Magni e che ha in Daniela Rossi, psicologa, una delle due punte di eccellenza. L'associazione nata nel dicembre del 2009 conta circa 300 iscritti e sta svolgendo un lavoro, soprattutto in campo oncologico, davvero straordinario.

Carla Magni e Daniela Rossi

Ci si potrebbe soffermare a lungo su queste tre associazioni e altre che da tempo operano all'interno del San Leopoldo Mandic ma per ciascuna ci sarà tempo e spazio. Qui è l'iniziativa spontanea, quella che nasce dalla gente comune, l'aspetto da sottolineare. Iniziativa che denota volontà di partecipare, attaccamento al proprio presidio, necessità di trovare soddisfazione di bisogni reali mediante l'impegno diretto. Qualcosa che rende se non unico, certo eccezionale questo territorio. Come lo è stato sin dagli anni ottanta con l'organizzazione dell'assistenza domiciliare per assicurare la continuità assistenziale e le cure palliative sempre a domicilio per garantire al paziente terminale un'assistenza completa.
Ecco perché toccare una qualsiasi delle "tessere" che compongono la struttura del San Leopoldo Mandic è operazione delicata. Entro il 28 febbraio si dovranno nominare i primari di Ortopedia e Pronto soccorso, ruoli concessi in deroga dalla Regione. Ruoli già egregiamente coperti da Giuseppe Minnici e Giovanni Buonocore. Pur nel rispetto delle procedure auspichiamo che giungano puntuali conferme. Sono due "tessere" importanti del mosaico Mandic. Sostituirle creerebbe più di un problema. Anche perché in questi settori la "continuità" è un autentico valore aggiunto.
Claudio Brambilla
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