• Sei il visitatore n° 474.825.510
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 12 novembre 2011 alle 17:03

UN PRESIDENTE ''INADEGUATO''

Questa sera o domani il signor Silvio Berlusconi uscirà definitivamente dalla vita politica italiana per inadeguatezza funzionale sua e del suo governo. Questo signore è stato definito "inadeguato" al suo compito da tutta la società civile. Lo hanno così etichettato i sindacati dei lavoratori, le confederazioni dei datori di lavoro, le alte sfere ecclesiastiche. Glielo ha fatto capire a chiare lettere il Presidente della Repubblica che, per tagliargli i ponti alle spalle,  ha ritenuto di formalizzare con una nota ufficiale il giorno e persino l'ora in cui il cavaliere sarebbe salito al Colle per restituire la patente di guida del Paese.
Io non ricordo che sia mai accaduto dal 1946 ad oggi che un capo di governo si veda costretto a dimettersi per conclamata inadeguatezza. Inadeguato significa inadatto, insufficiente rispetto a quel che servirebbe o sarebbe giusto. Dicesi  "inadeguato" di persona che non è all'altezza.
Nell'anno del signore 2011 siamo di fronte a un Presidente della Repubblica di anni 86 che pone sotto tutela fino alla porta  un Capo del Governo di anni 75. E' un caso di tutoraggio che, fatta salva l'età, rimanda all'istituto dell' apprendistato.
Pensate: il primo Capo dello Stato comunista che licenzia il re del "ghe pensi mi"! perché "l'è minga bun de pensà".
Mettetevi nei panni di colui che riceve simile definizione. Ci ho provato io e ho immaginato di sentirmi dire dal Presidente del mio Ordine professionale " ragionier Fumagalli lei è inadeguato al suo ruolo di consulente del lavoro e tributario. Ne tragga la conclusione".
Guardate che è dura. Non è solo uno schiaffo, è uno sferzante e umiliante  epitaffio. E se oltre al Presidente te lo dicono i clienti e i partners di Studio è perché sei andato, sei cotto o semplicemente ti sei talmente sopravvalutato da avere perso il senso delle cose e delle persone del tuo emisfero privato quotidiano. E se in luogo delle cose e delle persone c'è un Paese che è l'universalità di persone e cose significa che ai guai che hai combinato bisogna porre fine con un punto grosso così.
Berlusconi dice che è lui l'eletto dal popolo e solo lui ha il diritto di governare o di scegliere chi lo farà al posto suo. Non è così. E' la storia del Paese a smentirlo. Colui che viene eletto riceve un mandato fiduciario che deve trovare riscontro nei fatti e non nelle barzellette. Il diritto di governare deve tramutarsi in dovere. L'unico "traditore" è questo signore incapace di autocritica che ha tradito la fiducia che una maggioranza molto relativa di italiani aveva riposto in lui. Quindi misuri i termini e ricalcoli le cifre.
La Costituzione della Repubblica ha previsto un sistema di pesi e contrappesi per assicurare la libertà  privata e  il governo pubblico a fronte di qualunque tipo di emergenza. Qualche sera fa a Ballarò un docente universitario ha detto che  l'Italia ha bisogno di governanti che non siano vecchi imbroglioni, ma persone normali. Oggi, complice il sistema di attrazione al governo del Paese di ex dipendenti, amici, legali di fiducia, consulenti fiscali, omuncoli, quaquaraqua e belle signore diversamente ambite, sono pochissime le persone adeguate ad assumere ruoli di responsabilità nell'interesse dell'Italia. Governare è complicatissimo, ma se non si è adeguati diventa impossibile.
Non mi piacciono i governi imposti, ma quando un fiume in piena tracima e travolge o si fugge o si innalzano argini. Se stai perdendo la guerra cambi il generale e rinforzi la truppa.
Di unti del Signore non si ha traccia su questa terra, quindi il signor Mario Monti non farà miracoli, ma certamente non racconterà barzellette, di notte dormirà e di giorno sarà sveglio. Pretenda conoscenza, intelligenza e trasparenza.  Voglio sperare che metta nel suo governo pochissime ( meglio nessuna )  delle facce che hanno composto i governi degli ultimi 17 anni. Oltre a funzionari di valore scelga fra qualche seconda linea della politica italiana. Diciamo che il suo sarà un governo di protezione civile. Terminata l'alluvione, ripulite dal fango case e strade sarà un altro governo eletto dal popolo  a prevenire altri disastri.
La mia unica preoccupazione è che, tutto teso a fronteggiare la speculazione finanziaria internazionale e gli sbandamenti dell'Unione Europea, Mario Monti dedichi poca attenzione al tessuto nazionale che è a brandelli. La gente è demoralizzata e  insicura.  Quando ci si sente così si ragiona poco e male. Se crolla quella grande fetta di società composta da singoli individui che hanno  tra i cinquanta e i sessant'anni di età e che reggono l'impianto delle piccola e media industria, del commercio e dei servizi avremo un vulcano in più in Italia. L'ho detto, lo ripeto e sono in condizione di fare precisi e dettagliati esempi: se non si mette mano alla riforma  in senso rivoluzionario delle leggi su Fisco, lavoro e giustizia anche Mario Monti sarà una meteora. n'ultima chiosa: la liberalizzazione delle attività e delle professioni esige un presupposto di partenza che si fondi sulla chiarezza e semplicità delle legge e sull'autocertificazione penalmente sanzionabile dei cittadini. Se pur di fronte a una legge chiara tu dichiari il falso vai in galera, non ai domiciliari, in galera.
Ma non siamo pronti a cambiare mentalità.  Troppi cattivi esempi. La burocrazia pubblica, ovvero i milioni di dipendenti che occupano gli uffici comunali, provinciali, regionali, ministeriali e degli enti del parastato è infetta. Accanto a funzionari seri, equilibrati e competenti, gente che ha  mente aperta e conoscenza della legge, vi sono divisioni di incompetenti,  di ignoranti e di prepotenti.  Il guaio è che sono questi ultimi che assurgono a modello. Quindi si devono introdurre norme sul lavoro di impianto privatistico.  Ma siccome tra il dire e il fare c'è di mezzo l'allevare ecco  che il nostro  "Presidente inadeguato" propone come suo delfino Angelino Alfano e il suo degno compare Umberto Bossi riesuma addirittura Lamberto Dini di anni 80. Dalle barzellette alla comiche il passo è breve e l'editore è sempre il medesimo. Rimango pessimista, ma da oggi respiro meglio.
Alberico Fumagalli
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco