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Scritto Venerdì 21 ottobre 2011 alle 17:30

Lecco: nuovo progetto operativo del soccorso. Tre centrali per la Lombardia e nuovi mezzi

La nuova organizzazione degli interventi di soccorso sul territorio inizierà dal prossimo anno e si concluderà entro la fine del 2013 ed sarà incentrata su tre punti fondamentali: la razionalizzazione delle centrali operative, le maggiori risorse per i mezzi di soccorso e una revisione normativa.

Antonio Gattinoni, direttore del dipartimento di prevenzione medica ASL di Lecco, Alberto Zoli direttore generale dell'AREU
e Mauro Lovisari, direttore generale dell'azienda ospedaliera provinciale


Questo progetto operativo dell'AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza, specializzata nel il soccorso sanitario di emergenza, trasporto di organi, tessuti e pazienti candidati a trapianto e attività trasfusionali) è stato presentato nella mattinata di venerdì 21 ottobre dal Direttore Generale dell'azienda ospedaliera Mauro Lovisari, dal direttore del dipartimento di prevenzione medica dell'ASL di Lecco Antonio Gattinoni e dal direttore generale di AREU Alberto Zoli.
Le ricadute sulla città di Lecco riguarderanno, in primis, i mezzi impiegati per il soccorso. In città, ad oggi, c'è un solo MSI (mezzo di soccorso intermedio con a bordo un autista, un soccorritore, un infermiere) ed è prevista l'introduzione di una nuova unità a Bellano. L'aumento delle dotazioni di mezzi riguarda anche le ambulanze, spina dorsale del sistema di emergenza- urgenza, che dalle attuali 8 unità diventeranno 10: ne verrà aggiunta una sull'area del meratese attiva sulle 24 ore e una sull'area metropolitana di Lecco. Inoltre le ambulanze, tecnicamente chiamate MSB (mezzi di soccorso di base) diventeranno operative sulle 24 ore e non solo nelle dodici ore diurne.
Il mezzo di soccorso avanzato (in sigla MSA, provvisto di autista, soccorritore, medico e infermiere) di Bellano, una volta introdotta la nuova autoinfermieristica, verrà riallocato nella zona del trivio di Fuentes, in un'area interprovinciale tra Lecco e Sondrio e con un raggio d'intervento molto ampio, che spazierà dalla bassa Valtellina a metà del lago.
"Non cambiano solo i numeri mettendo a disposizione più risorse, cambia il modo di operare sul territorio" ha precisato il dottor Zoli "Il territorio è stato studiato e diviso in aree omogenee (aggregati di comuni) e per ogni area si è analizzata l'orografia, la viabilistica, la densità di popolazione. Avvalendoci dei dati riguardanti il trasferimento dei pazienti negli ospedali negli ultimi cinque anni, abbiamo stabilito quante risorse mobilitare per dare efficacemente risposte alle esigenze della popolazione".
Il sistema di intervento è reso tanto più capillare ed efficiente grazie anche alla riduzione delle centrali operative. Il progetto è quello di creare una rete, responsabile della telefonia, della gestione dei dati, delle registrazioni e delle scelte del tipo di mezzo nonché dei professionisti da inviare sul posto, costituita da due grandi centrali collegate a sale operative sovraprovinciali.
Nel 2012 ci sarà la fusione tra la centrale operativa di Lecco e quella di Como. Nascerà un sistema con tre centrali per le chiamate di soccorso (che risponderanno al numero 112 o, in alternativa, al solito 118) a Milano, Varese, Brescia. E Lecco cadrà sotto la centrale di Varese.
Saranno quattro le sale operative nel resto della regione: a Como, Milano, una nel sud della Regione (A Pavia o Lodi o Cremona o Mantova) e la quarta presumibilmente a Bergamo.
Non meno importante è il fatto che sarà garantita la presenza continuativa del medico nelle sale operative.
Prende corpo un progetto importante che fa dell' AREU un'azienda per molti versi simile a una holding, capace di pensare su base regionale e di monitorare quanto accade sul territorio, grazie alla visualizzazione delle chiamate e della tipologia di intervento, ventiquattr'ore su ventiquattro.
Veronica Melesi
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