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Scritto Giovedì 20 ottobre 2011 alle 14:48

Protesi all’anca: si controllano i 116 pazienti ma sinora nessuna anomalia. Minnici, se necessario interverremo ma è improbabile

Sono già una cinquantina i pazienti sottoposti a intervento di protesi all'anca presso l'ospedale di Merate dal 2005 ad oggi che hanno risposto alla "chiamata" dell'Azienda ospedaliera sottoponendosi ad una prima visita gratuita per verificare che l'operazione subita non abbia avuto conseguenze dannose per il loro organismo. In totale 116 persone, operate con un particolare tipo di protesi all'anca in quegli anni, hanno ricevuto nel mese di settembre una raccomandata in cui sono stati invitati a concordare presso i Poliambulatori del  Mandic la data dei controlli, che vengono effettuati il sabato a partire dalle ore 8.00 per un totale di 15 pazienti a giornata.
Facciamo un passo indietro. Nell'agosto 2010 la ditta fornitrice delle protesi ha diramato in tutto il Mondo, presso le strutture ospedaliere che hanno utilizzato quel particolare modello compreso l'ospedale meratese, un avviso di sicurezza comunicando che si sono verificati in alcuni pazienti, in Inghilterra e Australia, problemi quali allentamento della componente, disallineazione, dislocazione, infezione, frattura, sensibilizzazione al metallo. Nei mesi successivi è stato indicato alle strutture sanitarie interessate un preciso protocollo di intervento da seguire per accertare che nei pazienti operati presso di loro non si fossero verificate tali problematiche.
"Abbiamo avviato il follow up per 116 pazienti" ha spiegato il direttore amministrativo del Mandic Giacomo Molteni. "Dopo aver individuato gli interessati abbiamo inviato loro una raccomandata invitandoli presso uno sportello dedicato predisposto ad hoc per prenotare la prima visita ed essere informati in merito ai controlli da effettuare qui o dovunque vogliano, con la possibilità di ottenere un rimborso spese da parte dei produttori delle protesi, rimborso dovuto anche alla nostra azienda. Qualsiasi altra azione personale può essere intrapresa dai privati nei confronti della stessa ditta, che è la migliore nel settore e ha predisposto tale procedura di controllo a scopo prettamente preventivo".
Il follow up prevede una prima visita ortopedica con l'effettuazione di esami radiologici e di un prelievo del sangue per la valutazione dei livelli di ioni metallo disciolti in esso, che viene poi inviato agli ospedali inglesi Charing Cross Hospital o Southampton General Hospital. Una volta ottenuti i risultati, dopo un paio di mesi, si esegue una seconda visita con una ulteriore valutazione radiologica. Per i pazienti che presentano un quadro clinico regolare viene impostato un programma di monitoraggio annuale per 5 anni. I quadri clinici "dubbi" presuppongono la ripetizione degli esami ematici o l'ecografia, in base alle scelte che l'equipe sceglierà di adottare. In base agli ulteriori accertamenti diagnostici, potrà essere necessario un intervento di revisione della protesi secondo i protocolli dell'ospedale.
"Durante gli esami radiologici effettuati finora non è emersa alcuna anomalia"
ha spiegato il dottor Giuseppe Minnici, direttore dell'Ortopedia e Traumatologia meratese. "Per la concentrazione di cromo e cobalto nel sangue dovremo attendere, ma è molto improbabile che le protesi impiantate abbiano creato qualche problema ai pazienti. È giusto effettuare i controlli dovuti, casi di scollamento tra le parti della protesi o di sprigionamento di ioni metallici nell'organismo possono capitare, ma sono rari e la ditta in questione è all'avanguardia nella realizzazione di questo genere di presidi. La protesi all'anca viene inserita attraverso un taglio di 10- 12 cm , dopo aver effettuato la resezione della testa del femore. È un intervento di una certa complessità, effettuato nei casi di artrosi negli anziani o in caso di brutte fratture del femore nei più giovani. Se si riscontreranno problemi effettivi sarà necessario intervenire nuovamente, ma è improbabile che accada. I pazienti operati devono comunque sottoporsi a periodici controlli della protesi". Il follow up continuerà nel corso delle prossime settimane.

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R.R.
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