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Scritto Martedì 18 ottobre 2011 alle 19:44

Novate: il 18 ottobre 1961 moriva Monsignor Palazzi, primo tra i vescovi in Cina, perseguitato, imprigionato e mandato in esilio


Il 18 ottobre 1961 moriva a Novate Mons. Raffaelangelo Palazzi, primo vescovo di Hengyang. Sepolto nella cappella dei sacerdoti del piccolo cimitero meratese, il prelato fu una figura carismatica e importante nella Chiesa cinese di allora, precorrendo i tempi anzitutto con l'apprendimento della difficile lingua che gli permise di insegnare ed educare generazioni di seminaristi. La missione asiatica gli fece conoscere il carcere duro e disumano che terminò solo con la liberazione da parte degli americani nel 1945. Le minacce di terribili punizioni per l'aiuto alle religiose a seguito dell'occupazione della sua diocesi non lo fecero desistere e arretrare di un passo tanto che riuscì a salvare tutte le suore della sua congregazione (attiva tutt'ora in terra cinese) e a portarle in salvo in America.

La salma di Mons. Palazzi circondata dalla gente di Novate

Al momento della proclamazione della repubblica popolare cinese, la sua missione che sembrava ripartita con slancio e vigore, tornò nel clima del terrore e Mons. Palazzi venne imprigionato finendo sotto processo e subendo persecuzioni pesantissime e violente fino a quando l'1 giugno del 1950 fu costretto a lasciare la diocesi scalzo e denutrito, mettendosi al riparo ad Hong Kong da dove poi partì per l'Italia facendo rientro nella sua Novate, terra che aveva dato i natali alla mamma e dove lui era cresciuto da piccolo, una volta rimasto orfano. Una permanenza che per lui fu come una vera prigionia, lontano dalla sua Cina e dalla sua gente, che si concluse il 18 ottobre del 1961.

Ecco il ricordo della sua storia nelle parole di un parrocchiano.
Mons. Raffaelangelo Palazzi, primo vescovo di Hengyang.
Figlio di Giuseppina Albani di Novate, andata in sposa di un Palazzi di Genova, Mons. Palazzi nacque in quella città il 18 agosto 1886. All'età di 4 anni, a seguito della morte della mamma, il fanciullo ritornò a Novate presso la famiglia materna. In questa permanenza tra parenti, nasce in lui la vocazione religiosa e il 16 ottobre 1901 entra come novizio nella provincia di Genova dei Frati minori e compie gli studi teologici in Roma. Nel 1906 ancora seminarista parte per la Cine dove nel seminario di Hukang-shavan terminerà gli studi e nel 1907 verrà ordinato sacerdote e rettore del seminario. Profondo conoscitore del latino egli apprese egregiamente la lingua cinese parlata e scritta: insegnò ed educò generazioni di seminaristi essendo un profondo conoscitore di teologia morale. Durante tutto questo periodo esercitò attività missionaria nella sottoprefettura di Heng-shan. Con Breve pontificio del 14 giugno 1928 viene nominato coadiutore del Vicario Apostolico di Chang-sha con diritto di successione e la nomina a Vescovo. Con un altro Breve pontificio del 15 giugno 1928 viene nominato vescovo titolare di Nare e l'11 novembre dello stesso anno avviene la sua consacrazione e la nomina a vicario apostolico di Chang-sha. Negli anni successivi egli visita l'immenso vicariato (30.000 kmq) distrutto da una guerra civile tra il governo centrale e un governo comunista della regione di Canton, ricostruisce seminari, orfanotrofi e ospedali.
Con Breve Pontificio del 23 luglio 2930 nasce il Vicariato Apostolico di Hengyang e Mons. Palazzi ne diviene il primo vescovo; successivamente il vicariato sarà proclamato diocesi di Hengyang. La sua attività missionaria lo spinge a istituire la congregazione missionaria francescana delle figlie dell'addolorata, che nata nel 1934 verrà ufficialmente riconosciuta dal Vaticano nel 1938. Questa congregazione sarà il maggior supporto alle attività sociali, educative e spirituali dei missionari; quando i giapponesi prima e i comunisti poi occuperanno la sua diocesi, Mons. Palazzi metterà in salvo tutte le religiose prima a Macao, poi a Hong Kong e infine negli Stati Uniti. Attualmente la congregazione ha la casa madre negli Stati Uniti e attività missionarie a Hong Kong e Taiwan. Durante la guerra cino-giapponese (1936-1945) Mons. Palazzi subisce il carcere e un trattamento dei più disumani; verrà liberato dagli americani il 2 settembre del 1945.
Terminato il secondo conflitto mondiale le attività missionarie riprendono con vigore ma il 1° maggio 1949 viene proclamata dai comunisti la Repubblica popolare cinese.
Mons. Palazzi viene imprigionato, subisce processi, persecuzioni e l'1 giugno 1950 lascia la sua diocesi. Scalzo e denutrito ripara ad Hong Kong da dove per l'ultima volta partirà per l'Italia. Durante la sua lontananza dall'Italia non aveva mai dimenticato la sua Novate, i suoi parrocchiani, gli amici di infanzia ed in particolare i suoi parenti (le famiglie Albani, Ravasi, Viscardi). Il rientro in Italia che chiamerà esilio sarà per Mons. Palazzi un continuo calvario, per le notizie provenienti dalla Cina che incideranno negativamente sulla sua salute. Egli trascorse a Novate gli ultimi anni della sua esistenza, confortato e assistito dai parenti. Si spense il 18 ottobre 1961.
Le esequie furono tenute nella chiesa prepositurale di Merate con grande e commovente concorso delle popolazioni del meratese. La salma di questo illustre missionario che da piccolo, da giovane e dopo il ritorno dalla Cina ha percorso le nostre contrade, condividendo le ansie e le speranze della nostra gente, riposa nella cappella del Clero del cimitero di Novate.
S.V.
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