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Scritto Venerdì 14 ottobre 2011 alle 18:10

Merate: al Viganò martedì 18 incontro sul tumore del colon

Si terrà martedì 18 ottobre, alle 20.30 presso l'Aula Magna dell'Istituto Superiore "Francesco Viganò", in via dei Lodovichi 2 il secondo incontro di cultura della salute, a Merate, dedicato al tumore del colon. È prevista la partecipazione degli gli specialisti più interessati e coinvolti nei passaggi diagnostico-terapeutici del tumore: dal radiologo al chirurgo, dall'oncologo allo psicologo. "Negli ultimi anni - ricorda Fabrizio Parente , Direttore dell'Endoscopia dell'Azienda Ospedaliera- si è assistito ad un aumento del numero di tumori del colon-retto diagnosticati, a fronte di una riduzione della mortalità. In Lombardia è in corso la valutazione della ricerca del sangue occulto fecale sulla popolazione generale : l'indagine può identificare circa il 25% dei tumori colorettali. Se si associa la colonscopia , effettuata ogni 10 anni dopo i 50 anni, la valutazione è in grado di diagnosticare il 70-75% delle neoplasie".
"Importanti passi sono stati effettuati per quanto riguarda la terapia medica oncologica - spiega per parte sua Antonio Ardizzoia, Direttore della struttura di Oncologia. "La chemioterapia ha, negli ultimi anni, modificato significativamente la prognosi dei malati di tumore dell'intestino, aumentando sia le possibilità di guarigione che di sopravvivenza. Inoltre sono stati scoperti numerosi nuovi farmaci, più efficaci, spesso meno tossici. In alcuni casi, questi farmaci possono essere assunti per via orale. Ma la grande novità è l'impiego di farmaci biologici: sono i cosiddetti farmaci intelligenti , farmaci cioè mirati contro le cellule tumorali, con determinate caratteristiche biologiche".
La chirurgia è solitamente il primo atto terapeutico nella cura delle patologie neoplastiche del colon-retto. Alla metodica tradizionale si è aggiunta, negli ultimi anni, anche la tecnica laparoscopica, "un approccio chirurgico alternativo - dice Pierluigi Carzaniga, Direttore della Chirurgia dell'Ospedale di Merate - meno invasivo e meno traumatico per il paziente".
"La tecnica laparoscopica - continua Carzaniga - prevede l'utilizzo di una telecamera e di strumenti dedicati che vengono introdotti nella cavità addominale attraverso piccole incisioni cutanee , evitando così il grande taglio addominale. Le tecniche di chirurgia laparoscopica del tumore del colon-retto sono ormai standardizzate, consentono cioè di conseguire gli stessi risultati dell'intervento tradizionale, usufruendo dei vantaggi delle tecniche mini-invasive: riduzione dello stress chirurgico e della necessità di trasfusioni di sangue; una ripresa della funzione intestinale più rapida rispetto a quanto prevede la chirurgia tradizionale; un miglioramento degli scambi respiratori dopo l'intervento, per minor dolore addominale; la riduzione del dolore postoperatorio, del tempo di degenza, del rischio di laparocele, cioè di ernia della ferita chirurgica; un miglioramento estetico e la possibilità di iniziare precocemente l'eventuale chemioterapia"
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