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Scritto Venerdì 04 giugno 2010 alle 20:33

Tagliati i fondi sociali. Ma solo Osnago protesta

A dar fuoco alle polveri ha provveduto Cristina Brusadelli, assessore di Cremella. "Sono veramente stanca di continuare a parlare di tagli ai servizi sociali. Prima o poi dovremo rinunciare a qualche prestazione assistenziale e dire alla regione che ci pensi lei. Scusate lo sfogo ma non se ne può più. Ogni anno la stessa minestra. Dovrebbero vergognarsi di ridurre così i comuni". Già, i tagli. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani, ripetono. Forse è così ma fanno di peggio: tagliano i trasferimenti ai comuni e addossano loro nuove competenze. Col risultato che a parità di imposizione fiscale complessiva si hanno meno servizi e a costi maggiori per le famiglie. Giovedì sera l'assemblea distrettuale presieduta da Felice Baio ha concordato su questa tesi ma non ha poi saputo trasformare la protesta in una proposta concreta.

Alessandro Origo e Paolo Strina

La seduta si è aperta con l'approvazione dei criteri di riparto del fondo sociale regionale che passa da 931mila euro del 2009 a 907mila del 2010. Ampia discussione soprattutto sui nidi con Zardi di Casatenovo a lamentare l'inserimento del proprio asilo tra i semipubblici e non i pubblici, ottenendo così un minor contributo (125,50 mese presenza, anziché i 153 di Merate e Cassago). La quota a bilancio è di 148mila euro mentre per le strutture private viene accantonata la somma di 56mila euro. Il riequilibrio tra pubblico e privato avverrà nel triennio, con il Piano Nidi della Regione Lombardia che assegna al distretto 470mila euro da destinare ai privati. Al termine dei 3 anni saranno superiori i contributi ai nidi privati rispetto ai nidi pubblici. Assicurato a Zardi una revisione prima dell'approvazione definitiva l'assemblea poi ha preso in mano il bilancio di previsione attività sociali 2010 che nell'insieme denuncia un taglio sull'anno precedente di ben 492mila euro. Per sopperire ai minori trasferimenti i comuni devono aumentare il Fondo di Solidarietà che passa da 6 a 8,20 euro per abitante. Occorrono infatti 2,15 euro/ab. in più nel 2010 per coprire il disavanzo di 254mila euro. Uno sforzo notevole per quanto il dottor Martinelli, direttore sociale Asl abbia blandito l'assemblea dicendo che la stessa quota la pagano i cittadini del distretto di Lecco mentre quelli del distretto di Bellano pagano addirittura 12 euro ciascuno. Tra le voci principali di spesa, i minori in comunità su disposizione dell'Autorità giudiziaria (accantonamento di 220mila euro sul totale di 907mila). A parte il caso di Airuno, con cinque minori da seguire, nell'insieme ciascun comune ha servizi che sforano la media di sistema. Ma arrivare dappertutto ormai è impossibile. Né l'Asl, che prima gestiva i servizi in delega, può farsi carico di contributi e nemmeno di intermediazioni con la Regione. La verticalizzazione del sistema socio-sanitario è impressionante: il centralismo regionale fa diretta concorrenza all'ex centralismo sovietico. I comuni sono nell'angolo e, come ha suggerito Origo di Verderio Inferiore, si può solo, anzi si deve, parlare chiaro ai cittadini e spiegare loro che se i servizi socio-assistenziali si riducono è per colpa della Regione non certo del comune.
Come dicevamo, a dar fuoco alle polveri è stato lo sfogo dell'assessore di Cremella. Raccolto da Origo che ha spiegato di aver sottoposto al Consiglio comunale qualche sera prima un documento di protesta sul tema, da inviare al Pirellone. Documento che potrebbe essere allegato al bilancio previsionale, il cui termine massimo di approvazione è slittato al 18 giugno. Baio si è detto d'accordo sul "cappello politico" ma mancano i tempi per farlo approvare da tutti i Consigli comunali del distretto. Una proposta è quella di chiedere alla Regione che si faccia carico almeno del problema dei minori in comunità in modo da trovare anche un accordo con i tribunali per sistemazioni di pari livello e uguale costo. Più incisivo Paolo Strina: "La lettera alla Regione si ferma al protocollo. Non serve a nulla. Invece rifiutiamoci di approvare il bilancio". A parte il pallore di Baio l'aula ha risposto con un brusio interessato.
E la prima ad iscriversi tra i falchi della notte (data l'ora) è stata Franca Colombo di Barzanò che ha aderito alla proposta di Strina. "Sono d'accordo, poi vedremo che cosa ci dirà la Regione. Abbiamo tempo fino alla sera del 17, aspettiamo e vediamo se arriveranno fondi incrementativi che possano ridurre il contributo di solidarietà a carico dei comuni". Baio ha replicato che si rischia di mettere in crisi il sistema dei servizi, in particolare quello gestito da Retesalute perché senza bilancio approvato la Regione potrebbe non erogare i contributi. D'accordo con lui Renato Ghezzi (Viganò) membro dell'esecutivo. Origo ha suggerito di approvare il bilancio con la postilla "provvisorio". Dello stesso parere Emilio Zanmarchi di Merate che poi ha rivolto un vero e proprio appello al voto, iscrivendosi d'ufficio tra le colombe guidate da Baio. Concorde con Origo anche Gatti di Airuno, anch'ella esponente dell'Esecutivo. Strina però non è arretrato di un passo: l'astensione non è un voto contro, un comune approvi il bilancio gli altri si astengano. Se non mandiamo segnali forti in regione continuerà così anche in futuro. O sarà ancora peggio. Niente da fare. Mantovani di Lomagna ha dichiarato di non voler rischiare di perdere i contributi, Zanmarchi ha invocato comprensione e buon senso, Baio ha richiamato Origo affinché ripetesse la formula magica del votiamo ma con riserva. E alla fine il bilancio preventivo 2010 è stato approvato con la sola astensione di Osnago.

E si è capito, una volta di più, perché questo territorio paga moltissimo per ricevere pochissimo. Lo diceva già Giovanni Maldini, prima che arrivasse la Lega : paga e taci somaro lombardo.

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