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Scritto Martedì 20 settembre 2011 alle 13:19

Brivio: sul palo della cuccagna nonostante la tracheotomia. La forza di Fausto Panzeri

È un vero e proprio “veterano” di quella che a Brivio è una tradizione che è parte integrante della storia del paese, la Cuccagna del lunedì della festa sull’Adda. Anche quest’anno Fausto Panzeri (per tutti Fungo) ha fatto parte della squadra che nel pomeriggio di lunedì 19 settembre ha affrontato le prime temperature autunnali e i chili di grasso spalmati sul palo di 11 metri cercando di raggiungere la bandierina sospesa sulla superficie del fiume.

Fausto (a destra) con lo "speaker" della manifestazione, il signor Alfredo

Ha iniziato a 15 anni Fausto a partecipare alla Cuccagna, e l’intervento di laringectomia (asportazione della laringe) cui è stato sottoposto 2 anni fa non è riuscito a fermare la sua vitalità, che lo fa sembrare molto più giovane dei suoi 40 anni, e la passione per l’acqua. “Ho il brevetto di sub, è sempre stata la mia passione” ci ha spiegato nel suo modo di esprimersi, senza voce ma scandendo perfettamente le parole. “Quando mi hanno operato dicevo al personale sanitario e agli amici che avrei fatto ancora immersioni, mi prendevano per matto”. E invece Fausto sott’acqua ci è andato davvero, come ha recuperato la possibilità di esprimersi grazie alla scuola Ailar di Rita Ferri all’ospedale di Merate. “L’estate dell’intervento ho dovuto saltare la Cuccagna, ma l’anno dopo ero ancora sul palo. Ero al mare quando ho provato i primi esperimenti per immergermi anche nella mia nuova condizione”.

"Fungo" mentre afferra la bandierina

Fausto infatti presenta sul collo una apertura permanente, che generalmente tiene chi ha subito questi interventi molto lontano dall’acqua. “Ho provato a immergermi con un tappo di plastica sulla gola, poi ho provato con quello di una pepiera e piano piano, grazie all’aiuto del mio grande amico Marco Scaccabarozzi, abbiamo realizzato una muta che mi permette di immergermi senza problemi e una specie di “boccaglio” adatto a me”. Questo gli ha ridato la libertà di vivere la sua vita come prima. “La cosa più brutta quando affronti questa operazione sono i limiti che ti impongono, ma non c’è nulla che non possa essere superato”. Guardandolo mentre si prepara a sfidare sul palo della Cuccagna due dei suoi 4 figli, 20 e 16 anni, pronto a cadere nel fiume con indosso la sua muta “speciale”, tutto in effetti sembra possibile. Per lui, ma in futuro forse grazie a lui anche per tutti coloro che non hanno più la laringe, alla ricerca di una vita “normale”.
R.R.
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