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Scritto Lunedì 19 luglio 2010 alle 19:23

Lecco: lo sportello antistalking tra Regione, Asl e Telefono Donna non parte, Spreafico interroga

Il progetto era stato annunciato dall'assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale Giulio Boscagli a febbraio 2010 e prevedeva l'attivazione di due sportelli presso l'ospedale Niguarda di Milano e il Manzoni di Lecco per offrire assistenza alle vittime di molestie da parte di conoscenti, colleghi di lavoro, familiari o ex partner. Ad oggi dello "sportello anti-stalking" di Lecco non si è saputo più nulla e ciò ha spinto il consigliere segretario dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Carlo Spreafico (PD) a firmare un'interrogazione a risposta scritta depositata in questi giorni in merito al mancato avviamento del servizio.
Lo stalking è un fenomeno in preoccupante e grave aumento che richiede interventi immediati. La violenza sulle donne, che troppo spesso sfocia in omicidio, avrebbe dovuto avere nell'ospedale di Lecco e in quello di Milano una sorta di progetto pilota per la Lombardia , ma la sua realizzazione e i fondi promessi dalla Regione non sono ancora partiti.
Nel documento Spreafico ricorda che "lo scorso febbraio l'assessore alla Famiglia e solidarietà sociale Giulio Boscagli aveva annunciato alla stampa che Regione Lombardia aveva aderito al progetto anti-stalking delle Asl di Lecco e di Milano con un contributo di 160.000 euro, rispetto al costo totale del progetto di 240.000. Il progetto prevedeva l'attivazione, presso l'Ospedale di Lecco e l'Ospedale Niguarda di Milano, di un servizio di assistenza alle vittime, aperto dalle 9.00 alle 17.00 da lunedì a venerdì, sul piano medico, legale, psicologico e assistenziale, oltre che un servizio di supporto telefonico e consulenziale fornito da Telefono Donna".
"Qualche mese fa abbiamo avuto un incontro in Provincia con l'assessore Antonio Conrater e abbiamo presentato presso l'Asl un progetto in merito ad uno sportello per fornire assistenza a livello psicologico e legale alle vittime di stalking" ha spiegato Amalia Bonfanti di "L'altra metà del cielo - Telefono Donna" di Merate. "Il progetto prevedeva l'apertura di uno spazio, gestito da alcuni dei nostri volontari, che servisse il territorio del meratese e del casatese. Non era indicato un luogo preciso per la sua realizzazione, tra le possibilità si paventava uno dei consultori del distretto, l'ospedale di Merate o la nostra sede in Via S. Ambrogio, aperto su appuntamento o con orari ancora da valutare. Il tutto era stato sottoposto all'attenzione della dottoressa Margherita Pozza (responsabile del Settore Famiglia dell'Asl di Lecco), e siamo tuttora in attesa di una risposta in merito. Sembra che l'Asl di Milano abbia firmato una convenzione con il Telefono Donna locale per contattare le associazioni del settore, ma non ho conferme ufficiali in merito. Attendiamo informazioni su un servizio che dovrebbe essere già avviato da tempo sul nostro territorio".
Il consigliere regionale Carlo Spreafico ha interrogato la Giunta e l'assessore Boscagli per sapere "se il progetto pilota degli ospedali di Lecco e Niguarda sia stato attivato e, in caso affermativo, con quali modalità e quali tempistiche; con quali criteri sono stati individuati i soggetti realizzatori del progetto in oggetto; se intendono attivarsi affinché, anche in Lombardia, i diversi servizi ed interventi volti a combattere il fenomeno della violenza contro le donne vengano messi in rete e resi ancora più efficaci attraverso un sostegno regionale normativo e finanziario".

Per visualizzare l'interrogazione clicca qui

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