• Sei il visitatore n° 476.432.414
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 19 luglio 2010 alle 18:22

Olgiate: il sindaco scrive a Rfi e Todini sul caso Perego Strade

Una lettera per chiedere chiarimenti in merito a presunti depositi di materiali pericolosi sul proprio territorio comunale. Il sindaco di Olgiate Molgora Alessandro Brambilla, preoccupato per il coinvolgimento della società "Perego Strade" in affari a stampo mafioso che avrebbero portato allo stoccaggio di sostanze inquinanti come l'amianto in alcuni cantieri, ha scritto a Rfi e Todini per avere informazioni in merito. "Durante i lavori di realizzazione del raddoppio ferroviario è stata la società a occuparsi dello sgombero dei detriti derivanti dai lavori" ha spiegato il primo cittadino. "Le notizie emerse negli ultimi giorni mi hanno preoccupato non poco, è necessario sapere se esistono sostanze nocive sul territorio di Olgiate per intervenire il prima possibile in caso di rischio per la popolazione". I primi interrogatori delle persone arrestate dalle forze dell'ordine nel maxiblitz contro la 'ndrangheta, che ha portato in carcere oltre 300 persone, sono iniziati nel corso della scorsa settimana a Milano e hanno visto il coinvolgimento dell'imprenditore di Cassago Ivano Perego, responsabile della Perego General Contractor. L'accusa, per lui, è di associazione mafiosa per essersi messo in affari con il boss della 'ndrangheta Salvatore Strangio il quale, attraverso la Perego , mirava ad infiltrarsi negli appalti in vista dell'Expo 2015. Solo il fallimento della società, avvenuto lo scorso dicembre, avrebbe mandato all'aria i loro piani.
In un'ordinanza firmata dal gip di Milano Giuseppe Gennari si legge inoltre della presunta esistenza di sostanze inquinanti e pericolose nei cantieri in cui ha lavorato la Perego , segnalata da parte di un ex dipendente della società sentito dagli inquirenti. L'operaio ha portato come esempio proprio i lavori per il rifacimento del tratto ferroviario Airuno-Carnate, durante i quali sarebbe stato utilizzato materiale non conforme e nocivo per la salute umana. Il particolare confermerebbe l'ipotesi sulla quale stava lavorando la Procura di Como nel corso di un'inchiesta partita da un controllo effettuato dalla Polizia stradale nell'aprile 2008 a un camion dell'azienda cassaghese. Tra la documentazione, l'autista aveva con sé anche alcune informazioni relative a conferimenti di materiale da sbancamento e rifiuti diretti ad una discarica di Novara e provenienti da un cantiere di Canzo e dalla ex Lechler di Como. La conferma che tra quei materiali ci fosse anche amianto è arrivata poco dopo, in seguito ai prelievi effettuati sull'area dell'ex industria comasca, ora dismessa, da cui provenivano i materiali intercettati. Da allora gli inquirenti hanno ricostruito un giro di conferimento di materiale da scavo e di altra natura che secondo l'accusa sarebbe stato destinato ad essere macinato nello stabilimento di Cassago, rimasto di proprietà della Perego anche dopo la cessione della cementeria di Merone alla Holcim. L'ipotesi è che fossero utilizzati per realizzare i fondi stradali sotto l'asfaltatura. Invece di smaltirlo secondo le normative, l'amianto sarebbe stato triturato in modo artigianale e riutilizzato solo per risparmiare sui costi.
Il sindaco di Olgiate aspetta ora risposte in merito al cantiere del raddoppio ferroviario, che ha interessato in gran parte il proprio territorio. 

Per visionare la lettera scritta dal sindaco clicca qui.
R.R.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco