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Scritto Martedì 06 settembre 2011 alle 19:28

Lecco: 6000 lavoratori in piazza a scioperare e protestare per dire no ad una ''manovra iniqua, vergognosa e irresponsabile''

Un appuntamento importante a cui in numerosi hanno risposto non solo a Lecco ma in centinaia di piazze di tutto il Paese. Un'occasione per fare sentire, per farsi sentire. Un tripudio di bandiere rosse, striscioni, messaggi, fischi, applausi e tanto entusiasmo: così è apparsa stamattina Piazza Garibaldi, in centro città, ultima tappa del corteo partito alle 9.30 dalla sede della Cgil che ha visto oltre 6000 partecipanti, tutti uniti da un solo obiettivo: dissentire profondamente dalla manovra finanziaria varata dal governo, che proprio in questi giorni sarà sottoposta a giudizio del Senato.

Uno sciopero indetto dal sindacato solo una decina di giorni fa, definito irresponsabile e prematuro da molti, ma che i cittadini, i sindaci e i segretari di Cgil hanno animato in maniera convinta ed argomentata. Una manovra definita iniqua, vergognosa, irresponsabile, maligna. Appena prima dell'inizio degli interventi, una scena di grande effetto: un piccolo corteo ha fatto ingresso nella Piazza, costituito da lavoratori travestiti. In testa il prete, seguito da quattro operai che trasportano una bara. Dietro tre giovani donne col velo in testa che piangono e pregano.

Sulla bara a grandi lettere bianche è scritto, in maniera molto provocatoria "Statuto dei Lavoratori 1970 " e sul lato "Qui giacciono i diritti e le speranze dei lavoratori."Messaggio più eloquente non poteva essere portato in piazza: ci si riferisce all'articolo 8 della manovra finanziaria che in un colpo solo cancella lo statuto dei lavoratori, un accordo intoccabile per Cgil. "C'è chi ha dovuto pagare per avere questo statuto" ha ricordato in apertura di interventi una delegata della cooperativa sociale "La Vecchia Quercia" di Merate. Il momento degli interventi ha visto protagonisti in primo luogo lavoratori precari e delegati, che hanno dato voce alle migliaia di persone riunite in ascolto: una lavoratrice della Bessel Candy di Santa Maria Hoè che ha rischiato di chiudere perchè la sede generale intendeva trasferire l'intera produzione in Cina: un esempio vincente di come lavora il sindacato assieme agli operai.

Beatrice Milani ha ripercorso l'intera vicenda e la mobilitazione pacifica dei lavoratori, riportando l'attenzione sull'importanza del perseverare in situazioni come queste. "Insieme ed uniti vinceremo" è l'altro grande motto della manifestazione, sostenuto anche da Saverio Catalano, insegnante precario delle scuole superiori che ha definito la precarietà "all'ordine del giorno nelle scuole pubbliche" e si è chiesto come sia possibile che il Governo mortifichi di continuo un'istituzione così importante come la scuola, secolare centro di aggregazione e integrazione, martoriato e reso improduttivo dai continui tagli e divieti. Tra gli applausi e le urla della folla è intervenuto poi il segretario generale della Cgil di Lecco Wolfango Pirelli: "Siamo ancora qui, a ribadire la nostra posizione, a sostenere che un'alternativa a questa manovra c'è, esiste ed è attuabile. Ringrazio i sindaci che hanno voluto partecipare alla nostra iniziativa, rendendola di certo ancora più significativa. Diciamo no agli attacchi sulle pensioni, a quello sullo statuto dei lavoratori, al tassare sempre i soliti noti. Chiediamo una vera equità fiscale, che faccia pagare di più a chi ha di più. La nostra città sta pagando pesantemente i costi della crisi in termini di disoccupazione e precarietà. Penso ai nostri giovani, al dramma di crescerli al dramma di garantire loro un futuro. Con queste premesse gli sarà tutto precluso, noi diciamo no all'esclusione di precari e giovani da queste questioni. Cgil non molla e nonostante Cisl e Uil non siano al nostro fianco oggi ringrazio di cuore i numerosi lavoratori iscritti a questi sindacati presenti in piazza."

Portavoce della protesta dell'ANCI contro i decreti della manovra è stato il Sindaco di Lecco Virginio Brivio, che ha illustrato la convergenza tra lotta dei lavoratori e lotta degli enti sociali. Enti sociali che non possono garantire servizi efficienti e altre necessità ai Comuni per via dei pesanti tagli imposti dal governo e dalla nuova finanziaria tramite la quale il patto di stabilità vigente non consente al Comune di spendere i soldi che ha per fare investimenti utili.
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"Questa è già la quarta finanziaria che riguarda gli enti locali
- ha detto il primo cittadino - siamo fortemente preoccupati. Per quanto riguarda il nostro Comune, se le cose vanno avanti così, nel 2012 i minori trasferimenti porteranno il Comune ad avere 2 milioni e mezzo in meno di disponibilità e a rimetterci com'è ovvio sono proprio i servizi e il benessere dei nostri cittadini."

Il Sindaco si è detto contrario agli obiettivi fuorvianti imposti dalla manovra finanziaria e deciso a lavorare in sinergia con gli altri comuni della Provincia, purchè sia garantita la pari dignità. Ha concluso gli interventi Stefano Landini, Segretario regionale Cgil Lombardia: "Il nostro Paese paga il prezzo di un governo indeciso sostenuto da una maggioranza divisa e litigiosa. Ma noi abbiamo a cuore questa Italia ed essere qui in piazza così numerosi lo dimostra. Non strumentalizziamo la presenza dei sindaci ma sosteniamola, perchè sono qui come noi a protestare contro queste continue ingiustizie ed iniquità". Lo sciopero della Cgil ha richiamato numerosi lavoratori e cittadini, scesi nelle varia piazze d'Italia a protestare: segno che qualcosa si muove e che la voglia di cambiare è tanta.
C.F.
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