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Scritto Lunedì 29 agosto 2011 alle 08:33

Dopo 20 anni di proclami il federalismo fiscale introdotto nel 2011 toglie ai 90 comuni lecchesi 5,8 milioni di euro (- 8,6%). Ma i tagli ai fondi a città come Lecco e Merate arrivano al 15%

-5.791.567,57 pari all'8,6% in meno. Si tratta del primo risultato della parziale applicazione del federalismo fiscale sui 90 comuni della provincia di Lecco. Questa fase di transizione, negativa e iniqua come è stata definita da più parti, porterà lunedì mattina a Milano centinaia di sindaci, di tutti i colori politici, stanchi di dover fare i conti con casse sempre più povere o comunque sottoposte a vincoli, prelievi sempre più pressanti e oneri a carico degli enti locali ormai insopportabili.
I dati si evincono estrapolando i 90 comuni lecchesi dal confronto sui trasferimenti erariali 2010/2011, pubblicato sul sito del ministero. Una forbice che ha riguardato tutti indistintamente, a parte alcune rarissime eccezioni (5) di comuni della Valsassina (tra cui paesi che andrebbero incontro alla soppressione di giunte e consigli, stando alla nuova manovra) che si sono visti recapitare qualche centinaio di euro in più.
Il filo conduttore di questa manovra è che le risorse entranti non risultano essere sufficienti a sostituire i vecchi trasferimenti erariali poiché, come ci ha spiegato l'on. Antonio Misiani, tesoriere del partito democratico, vero conoscitore della materia, la sostituzione di queste due voci è avvenuta al netto dei tagli disposti dalla manovra finanziaria del 2010, DL 78 convertito nella legge 122.
Nelle pieghe di questa legge il governo aveva "promesso" che, nella successiva manovra, il ricalcolo non avrebbe tenuto conto dei tagli. Così non è stato, i tagli sono stati confermati e se ne sono aggiunti degli altri.

(Per scaricare la tabella in formato pdf clicca qui).

Prima di passare ad analizzare alcuni casi, è però bene fare delle specifiche.
Come detto questo non è ancora  il federalismo puro e completo, ma una fase di transizione e la prima applicazione di esso. L'importo "assegnazione da federalismo municipale" è composto da diverse voci che ora andremo a spiegare, mentre ve ne sono alcune ancora non chiare.
- C'è la compartecipazione all'Iva, basata sull'Iva regionale suddivisa per il numero degli abitanti di ciascun comune (in fase di prima applicazione doveva essere quella della provincia per poi a regime essere in relazione al gettito prodotto nel comune)
- Si parla di fondo sperimentale di riequilibrio, in vigore per tre anni (2011-2013), che dovrà essere sostituito dal fondo perequativo. Di fatto tale fondo tiene sostanzialmente conto per il 2011 dei trasferimenti in essere nel 2010, dunque basandosi ancora sulla spesa storica e non invece sugli auspicati fabbisogni standard (è ancora in corso la mappatura dei fabbisogni standard tramite i questionari SOSE e IFEL)
- Come si vedrà dalla tabella, sia i trasferimenti erariali 2010 che le risorse 2011 sono state depurate dal valore della voce "contributo per gli interventi dei comuni e delle province, ex sviluppo e investimenti". Non si tratta infatti di una riduzione (come si potrebbe erroneamente pensare guardando la tabella sul sito del Ministero) quanto di un contributo che si va naturalmente ad estinguere poiché legato all'ammortamento dei mutui accesi dai comuni e che, dunque, man mano che passano gli anni va estinguendosi. Il contributo, assegnato dallo Stato, non è invece più erogato per i mutui rinegoziati dopo la scadenza originariamente prevista
- Non è stata fiscalizzata la quota parte dell'ex contributo ordinario investimenti riguardante l'incremento dei contributi ai comuni inferiori di 3mila abitanti (art.2, com.23, L191/09 che proroga le disposizioni di cui all'art.1, com. 703, L296 del 27/12/2006
- Non è chiara, perché non specificata con i relativi estremi di legge o normativa, la voce "contributo personale aspettativa sindacale"
- Non è chiaro l'aumento previsto dall'effetto della normativa DL 262/2006 (ex case rurali). Per questi immobili lo Stato aveva chiesto ai comuni una certificazione con relativa stima da cui poi far derivare il taglio sui trasferimenti in base all'ammontare previsto di introiti ICI. In realtà la decurtazione inserita nelle tabelle appare più elevata rispetto al valore certificato, stimato e inviato in sede centrale dall'ente locale
Insomma tante e tali voci che si sono riversate sulle scrivanie degli enti locali e dunque dei rispettivi amministratori senza grandi chiarimenti. A parte una certezza: i tagli. I trasferimenti si sarebbero comunque ridotti seguendo il naturale trend di questi anni. Ma è proprio la presenza del federalismo o i benefici tanto sbandierati a far sorgere qualche perplessità visti i numeri. E vista anche la protesta dei sindaci che si sta facendo ogni giorno più forte e massiccia. Senza colore politico.

Ma andiamo ora nel dettaglio della PROVINCIA DI LECCO.


Nel 2010 i trasferimenti erariali, depurati dal contributo sviluppo investimenti, sono ammontati per l'intera provincia di Lecco a poco meno di 67.500.000 di euro. La prima e parziale applicazione del federalismo fiscale porterà nelle stesse casse la somma di 61.110.000 di euro. Una serie di ricalcoli in base a voci ben precise (basate anche sul numero degli abitanti del comune) ha fatto stimare risorse per il 2011 pari a quasi 61.700.000 euro. Con una differenza di - 5.791.567 euro, pari all'8,6% in meno.
Prendiamo ora alcuni comuni e vediamo la loro situazione.

MERATE
La prima città del sud della provincia a maggioranza centrodestra con sindaco leghista, nel 2010 aveva ricevuto dall'Erario 2.7 milioni. Adesso dovrà fare i conti con una diminuzione pari al 15,8%. Le risorse che arriveranno nella città saranno infatti ben diverse da quelle che ci si auspicava.


Mancano infatti all'appello quasi mezzo milione di euro. Le somme da federalismo stanziate (2.291.565 euro) non sono state infatti in grado di coprire i vecchi trasferimenti.

LECCO
«Il Governo - ha spiegato il sindaco Virginio Brivio, annunciando la sua presenza alla manifestazione di Milano - pensa di risolvere i problemi tagliando in modo indiscriminato in periferia, ma ignora le fonti reali degli sprechi. Non solo i Comuni avranno meno soldi da spendere per garantire i servizi ai cittadini e assicurare una buona gestione delle nostre città, ma si aggiunge il fatto che il Patto di Stabilità continua a bloccare le risorse, con pesanti ripercussioni anche sul mondo economico, che resta fermo. Non è dunque un problema che riguarda solo gli Enti locali, ma tutto il sistema territoriale e del lavoro».


E per la città capoluogo di Provincia il taglio è pesante: -14% che significa un ammanco di oltre un milione e mezzo di euro su trasferimenti che nel 2010 erano stati pari a 11.112.082 euro, ridottisi nel 2011 a 9.553.407.

CASATENOVO
Anche Antonio Colombo aveva tuonato contro questa manovra chiedendosi che fine avrebbero fatto i servizi sociali in un quadro di drastica riduzione in tutti i settori e quale senso avrebbe avuto presentarsi nuovamente agli elettori con un "programma ingessato e commissariato nelle entrate e nelle spese da rigide norme finanziarie e dal patto di stabilità".


Per il suo comune il taglio sarà una sforbiciata dell'11% con risorse che scenderanno dai 2.3 milioni del 2010 ai 2.1 milioni di quest'anno.

OGGIONO


Il sindaco del Carroccio, Roberto Ferrari, anche lui a Milano, per Oggiono dovrà fare i conti con l'8,4% in meno delle risorse. Dal 1.305.418 euro del 2010 il suo comune ne riceverà 1.195.049, con una differenza di 110mila euro in meno.

CALCO


Chi sta peggio è Calco. Qui l'ammanco sarà del 20%. Degli 880mila euro di trasferimenti del 2010, il comune di Gilberto Fumagalli ne riceverà 175.833 in meno per un totale di risorse 2011 pari a poco più di 700mila.

BARZANO'


Non se la passa di certo meglio il neo sindaco Giancarlo Aldeghi per il quale i tagli sono nell'ordine del 16%. Dal milione di euro del 2010 si è scesi agli 884mila del 2011, con 177mila euro di risorse in meno.
Le riduzioni sono poi distribuite, con varie entità e misure, in tutti i comuni.

-5,5% a Cernusco dove Giovanna De Capitani si troverà a reperire 40mila euro o, come tutti, a ridurre servizi.

Non va meglio alla collega casatese, Egidia Beretta che per la sua Bulciago si trova con un taglio del 6% pari a 30mila euro scomparsi.


Un "disastro" per la sindachessa di Olgiate, Dorina Zucchi. Qui la sforbiciata è nell'ordine del 19% in meno. Dal milione e 136mila euro del 2010, le risorse del 2011 sono scese a 925mila con un ammanco di 211mila euro.

Come dicevamo sono solo 5 i comuni che hanno avuto un leggero beneficio. Cassina Valsassina che riceverà 80 euro in più (dai 114.127 euro di trasferimenti del 2010 si salirà ai 114.208 del 2011). Ci sono poi Esino Lario con un + 0,1% pari a 179,38 euro in più, Margno con un +0,5% pari a 543,80 euro. Quello che sta meglio è Moggio con ben 5.597 euro in attivo e un bilancio passato da 135.906 a 141.504 euro. Il comune più piccolo d'Italia è in attivo grazie a 120 euro in più, anche se il suo sindaco sull'edizione del Corriere di domenica 28 agosto dichiarava che per salvare i bilanci si punterà sulla produzione del formaggio.
Saba Viscardi
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