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Scritto Mercoledì 05 ottobre 2022 alle 17:36

Merate: a San Rocco di nuovo tutto fermo. L’incompetenza è dannosa per la comunità

La competenza o l'incompetenza si misura sui risultati ottenuti nell'incarico ricevuto.

Il 2 maggio scorso il sindaco Massimo Augusto Panzeri revoca le deleghe a Ambiente, ecologia, innovazione, all'assessore Andrea Robbiani, già sindaco con Panzeri assessore ai lavori pubblici.

 

L'11 maggio viene firmato l'atto notarile di cessione in comodato per 40 anni dello stagno di San Rocco, trattativa in atto dal lontano 2016.

Il 16 maggio le deleghe di Robbiani vengono affidate al consigliere Fabio Tamandi che assume così la carica di assessore a Ambiente e Ecologia.

Dal giorno successivo ci si aspetta che il neo promosso assessore prenda subito in mano il dossier ricco lasciato in eredità da Robbiani per attuare almeno la parte più semplice: la bonifica di San Rocco. Basta una chiatta, una piccola impresa che asporti le piante acquatiche invasive, in quanto non autoctone, riportando lo specchio d'acqua alle sue primitive condizioni. Dopodiché sempre con un'impresa dotata di mezzi con braccio meccanico iniziare l'opera di asportazione del sedimento, profondo ormai circa 1,5 metri rispetto ai 30-40 centimetri di acqua. Quindi una situazione che, oltre ad essere una pessima cartolina per la città è anche assai pericolosa.

E invece ecco qua quello che il prestinaio di via Verdi è stato in grado di fare in cinque mesi: asportare una metà di piante acquatiche lasciando tutto il resto inalterato.

Anni di trattative per poi ritrovarsi al punto di partenza ma con la responsabilità di chi ha in possesso un bene.

L'incompetenza di Fabio Tamandi è evidente così come la sottrazione delle deleghe a Robbiani ha procurato un altrettanto evidente danno al buon funzionamento delle procedure pubbliche che, come noto, debbono essere seguite - anche premendo sugli uffici - al fine di ottenere il miglior risultato nel minor tempo possibile.

 

Il sospetto - privo di prove ovviamente - è che Fabio Tamandi si stesse pericolosamente avvicinando ad un gruppo di persone intenzionate a seguire da vicino la vita amministrativa di Merate. Forse con un orizzonte al 2024. La nomina a assessore ha gratificato l'ambizione del panificatore, presumibilmente allontanandolo da detto gruppo. Una ipotesi, ovviamente. Tra le tante.

In ogni caso per Merate è stato un pessimo affare.

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