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Scritto Giovedì 22 settembre 2022 alle 15:19

Retesalute, avv. Annoni difensore di Ronchi: accusata di un reato che per la qualifica neppure potrebbe aver commesso

L'avvocato Laura Annoni
Dopo l'avvocato Fortunato Riva, legale della dottoressa Simona Milani, ex direttore di Retesalute abbiamo sentito l'avvocato Laura Annoni, con studio a Monza, difensore della dottoressa Anna Ronchi, ex contabile dell'Azienda speciale pubblica. L'avvocato Annoni ha già ottenuto una prima vittoria nel procedimento avviato da Retesalute avanti la sezione lavoro del Tribunale di Lecco. Ora la dovrà difendere anche nel processo penale.


Avvocato Annoni, lei ha difeso Anna Ronchi nel procedimento avviato da Retesalute avanti la sezione Lavoro del Tribunale di Lecco. A suo avviso, quale è stata la ragione principale che il Giudice Federica Trovò ha posto alla base della decisione sfavorevole a Retesalute?


Il Tribunale ha evidenziato soprattutto come Retesalute fosse consapevole della situazione di inadeguatezza dei costi dei servizi offerti e che la perdita strutturale non sia stata conseguenza di anomalie nella gestione contabile. In più passaggi della sentenza è illustrato che la consapevolezza della sottocapitalizzazione dell'azienda e dell'inadeguatezza delle tariffe applicate implica che il danno lamentato da Retesalute non sia stato prodotto a causa delle condotte ascritte alla contabile, ma quale conseguenza delle scelte gestorie secondo la volontà dei soci stessi. Non si tratta di interpretare alcunché, ma di guardare semplicemente i dati oggettivi. E sono tali la situazione di crisi finanziaria dell'azienda e l'assoluta inadeguatezza delle tariffe applicate da Retesalute ai propri soci e la mancanza di volontà di questi ultimi di procedere al loro adeguamento, come si evince dal contenuto del Piano di Rilancio Aziendale sottoposto alla Assemblea dei Comuni in data 8/10/2018, da questi non approvato. Del resto, altri Giudici dello stesso Tribunale, che si sono precedentemente espressi in relazione alla richiesta di sequestro dei beni della mia assistita e della Direttrice Generale Responsabile dell'area amministrativa Simona Milani, avevano ritenuto che Retesalute non avesse neppure fornito adeguata prova sull'apparenza dell'esistenza del diritto in termini di probabilità e di verosimiglianza, con ciò facendo comprendere a Retesalute quale fosse il rischio di coltivare nel merito la causa di lavoro. Si capisce perciò anche la condanna di Retesalute per responsabilità aggravata contenuta nella sentenza che stiamo commentando. Faccio notare come a favore della dottoressa Anna Ronchi la pronuncia di condanna al risarcimento dei danni per lite temeraria ex art. 96, 3° co. c.p.c., sia stata pronunciata d'ufficio dal Giudice all'esito della causa
La dittiressa Abba Ronchi
e in considerazione delle modalità dell'azione giudiziaria proposta: osserva il Tribunale che "l'avere intrapreso l'azione soltanto nei confronti delle odierne convenute - nonostante che le condotte individuate come pregiudizievoli implicassero il coinvolgimento di diversi altri soggetti (nella specie i membri del CdA fino al 2019, il Revisore Legale pro-tempore, il Consulente esterno, i componenti dell'OdV, tutti effettivamente destinatari di una diffida di Retesalute, della cui esistenza si apprende dalla Relazione della Guardia di Finanza)- e senza che tale selezione dei soggetti convenuti sia motivata in alcun modo dalla parte ricorrente, integra una condotta che appare contraria alle regole generali di correttezza e buona fede, che devono invece presiedere l'uso dello strumento processuale".



Avvocato Annoni, ora, però, la dottoressa Anna Ronchi deve difendersi anche nel processo penale.


A metà ottobre si celebrerà l'udienza penale, ove la mia assistita è chiamata a difendersi di un reato che non solo non ha commesso come stabilito dal Giudice del Lavoro, ma che neppure potrebbe avere commesso, difettando in lei la qualifica che la legge richiede per poter contestare il Reato di False Comunicazioni Sociali.
C.B.
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