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Scritto Sabato 04 giugno 2022 alle 16:10

Duemila km in 7 giorni per portare farmaci e alimenti a Chernihiv. Il grazie del Sindaco


C'è voluta una settimana ma alla fine il camion partito dal magazzino dell'associazione "Cassago chiama Chernobyl" a Olgiate Molgora, è arrivato a destinazione: a Chernihiv, a pochi chilometri dal confine con la Bielorussia. Un viaggio di circa duemila chilometri di cui la metà in territorio di guerra. E' stata grande la gioia di tutti quando il presidente dell'associazione di Cassago Armando Crippa, che è rimasto in collegamento con gli autisti per tutta la durata del viaggio, ha ricevuto le immagini dell'autocarro arrivato a destinazione.

L'autocarro, con a bordo quindici tonnellate di aiuti di ogni genere, una volta giunto al confine tra l'Ungheria e l'Ucraina è stato intercettato dai rappresentanti dell'associazione Pro Infanzia, che collabora da anni con gli amici di Cassago chiama Chernobyl, che lo hanno scortato per tutto il tragitto dalla frontiera fino a Chernihiv. Dopo un viaggio durato alcuni giorni attraverso il Paese devastato dal conflitto, il prezioso carico è giunto a destinazione.

Il camion è stato quindi scaricato e la merce stoccata in un deposito messo a disposizione da un imprenditore del posto, per essere poi distribuita alla popolazione. Inutile dire che l'arrivo del mezzo è stato accolto con grande gioia dal sindaco di Chernihiv, che coordinerà la distribuzione degli aiuti e dal direttore generale dell'Ospedale Andrii Zhidenko. Il sindaco e il direttore dell'ospedale regionale hanno inviato una lettera di ringraziamento all'associazione "Cassago chiama Chernobyl", in particolare per gli aiuti di carattere sanitario.

"La direzione dell'ospedale regionale di Chernihiv, esprime la sua sincera gratitudine per l'aiuto umanitario. Siamo molto grati per il vostro sostegno e il vostro impegno, nel fornire al popolo ucraino per superare la crisi umanitaria. Grazie per la vostra bontà".

Particolarmente gradite e utili sono risultate le sette sedie e rotelle inviate dai coniugi Milena e Aleandro Bonanomi, che sono state subito assegnate ad altrettanti cittadini ucraini con gravi problemi di deambulazione.

Intanto i volontari dell'associazione sono al lavoro per organizzare una nuova spedizione di aiuti nei prossimi giorni, tenuto conto che per ora - a differenza del passato quando gli materiale veniva scaricato in Ungheria - è possibile, seppur tra mille difficoltà, far giungere il materiale direttamente nella città di Chernihiv.

 

A. Bai
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