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Scritto Mercoledì 27 luglio 2011 alle 19:17

Verderio I: Natalia Burbello tra gli allevatori in piazza Affari per protestare contro i rincari

Natalia Burbello
Da decenni la sua famiglia gestisce l'azienda agricola di Cascina Canova a Verderio Inferiore, con un allevamento di suini per una macellazione di 50 capi l'anno. Ieri Natalia Burbello, 43 anni, ex assessore ai servizi sociali, di professione veterinaria, è scesa in piazza con una rappresentanza della Coldiretti per protestare contro i prezzi record dei mangimi, la speculazione sui prodotti, il "falso" made in Italia, la concorrenza, il costo della materia prima che ormai schiaccia sempre più i ricavi rosicati all'osso.
Ieri mattina in piazza Affari a Milano, davanti alla Borsa, hanno protestato allevatori e...maiali, provenienti da diverse regioni, sostenuti dalla Coldiretti che ha parlato di una "delle peggiori crisi della storia". A mettere in difficoltà la categoria c'è il rialzo dei prezzi dei mangimi, l'importazioni di capi non "doc" e poi spacciati come tali, una pressione fiscale che si fa sempre più asfissiante, imposizioni sanitarie senza distinzione tra allevamento di piccola o grande dimensione che mette in ginocchio le realtà locali.
A Milano c'era anche una rappresentanza meratese: Natalia Burbello di Verderio Inferiore, i Ghezzi di Pagnano, i Maggioni di Osnago e poi qualcuno da Calolziocorte. Partiti al mattino, sono giunti poco prima delle 10 davanti alla Borsa dove poi si è svolta la manifestazione.
"Siamo in una zona, quella della Brianza lecchese dove ci sono grandi salumifici industriali. Noi resistiamo perché ci siamo strutturati con un piccolo allevamento, con un macello a marchio Cee e con i locali dove trasformiamo la carne suina in insaccati che vendiamo direttamente ai consumatori" ha spiegato Natalia, la cui principale professione è però quella di medico veterinario, a differenza del fratello che invece fa l'allevatore "Dopo gli investimenti che abbiamo affrontato, se vuoi resistere non c'è alternativa. L'aumento delle materie prime provocato dalle speculazioni finanziarie lo stiamo sentendo eccome, ma andiamo avanti grazi alle innovazioni introdotte. Certo spiace che non ci sia ancora l'origine in etichetta mentre ogni giorno Tir provenienti da tutta Europa  vanno verso gli stabilimenti della zona con cosce che poi diventano ad insaputa dei consumatori prodotti Made in Italy. Il momento è critico per tutte le categorie, ne siamo consapevoli ma chi fa l'agricoltore lo fa per passione anzitutto perchè si tratta di una vita di sacrifici, dove non esistono sabato e domenica, senza feste né ricorrenze".
Tra i problemi che Natalia Burbello ha tenuto a focalizzare ci sono il costo delle materie prime con ricadute sull'industria, l'aumento dei costi di gestione, la pressione dovuta ai continui controlli sanitari, gli investimenti dai quali si fatica a rientrare, direttive sempre più stringenti e che male si applicano alle realtà locali. "Quando l'agricoltore va a vendere il suo prodotto se lo vede svalutato perchè non è riconosciuto il valor proprio e il lavoro che l'agricoltore ci ha messo, il prezzo lo fanno gli altri e spesso non si è nelle condizioni di farlo valere a sufficienza. Ci sono tanti giovani che pensavano di fare di questo mestiere la loro professione per la vita, ma ci si deve chiedere se questa scelta ha futuro. Io e mio fratello che ha 29 anni siamo cresciuti così ma ci stiamo seriamente chiedendo se non sia il caso di cambiare davvero".
S.V.
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