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Scritto Giovedì 10 marzo 2022 alle 19:20

Robbiate: la vittima non si presenta, dopo nove anni il presunto rapinatore è assolto

L'intervento dei cc


A 9 anni dal fatto il processo si è chiuso con un'assoluzione. Per non aver commesso il fatto. Questo quanto sancito del collegio giudicante del Tribunale di Lecco - presidente Paolo Salvatore, a latere i colleghi Martina Beggio e Gianluca Piantadosi - nella mattinata odierna, sollevando da ogni responsabilità un cittadino marocchino, al momento in carcere per altra causa. Rapina aggravata e lesioni le ipotesi di reato a lui ascritte per un episodio verificatosi il 14 marzo 2013 a Robbiate. In via Indipendenza un soggetto poi ricondotto all'imputato avrebbe, in concorso con altra persona mai identificata, sottratto la bicicletta e un giubbino ad un connazionale, con tanto di telefono cellulare e portafogli nelle tasche. L'avrebbe poi rincorso fino alla farmacia, dove, un volta varcato l'uscio in maniera concitata, gli avrebbe lanciato contro il borsellino, svuotato dei soldi. Una ricostruzione questa tracciata esclusivamente sulla base della denuncia sporta dalle persona offesa. Una versione però non entrata nel processo: l'aggredito - soccorso sanguinante dalla farmacista, come ricordato dall'esercente stessa sentita nel corso dell'udienza dello scorso 11 febbraio 2021 - si è sottratto infatti alla comparizione in Aula, non facendosi trovare nonostante le ricerche disposte in Italia e nel suo Paese d'origine dal Tribunale. E' venuto meno al dibattimento, dunque, il "fulcro", per usare l'espressione scelta, rassegnando le proprio conclusioni, dal pubblico ministero Giulia Angeleri, sottolineando come nessuno dagli altri testimoni escussi in Aula - la dottoressa e gli operanti - abbia potuto aggiungere elementi utili per addossare responsabilità all'imputato, non avendo avuto modo di vedere in faccia l'aggressore. Da qui la richiesta di assoluzione, quantomeno con la formula della "vecchia" insufficienza di prove. Dello stesso avviso, ovviamente, anche il difensore: l'avvocato Giuseppe Visconti, addentrandosi anche nel merito dell'accaduto, ha sostenuto come per come narrata in denuncia, con l'aggressore che avrebbe rincorso l'aggredito per poi ridargli il portafogli, abbia "dell'incredibile", evidenziando altresì come siano andati persi anche i filmati delle telecamere di sicurezza che, visti nell'immediatezza del fatto, non avevano però contribuito a chiarire l'identità del rapinatore. E assoluzione è stata. Senza nemmeno la camera di consiglio.

 

A.M.
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