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Scritto Venerdì 22 luglio 2011 alle 16:52

Lecco: assemblea degli operai della ''Leuci''. ''Si torni a parlare di cittadella della luce''



Giancarlo Papini, Germano Bosisio e Maurizio Esposito

Sono decisi e vogliono chiarezza gli operai della Leuci, riuniti oggi in un’assemblea aperta di fronte alla storica azienda di via XI febbraio. “La Leuci è diventata un simbolo”, scrivono gli operai, Rsu e Fulc in un volantino, “un esempio di non rassegnazione ma di caparbia lotta per non subire scelte di drastiche riduzioni occupazionali, ricorrendo ai soli ammortizzatori sociali”.



Lorena Panzeri, Giancarlo Papini, Germano Bosisio

Sono circa un centinaio attualmente gli addetti in forza, 45 gli effettivi, in un momento definito di “impasse” e di “ping pong” tra l’imprenditore Giuliano Pisati, patron della Leuci e le istituzioni.

A Pisati viene chiesto di mantenere la parola data sulla disponibilità di individuare e mettere a disposizione una quota dell’area Leuci per muovere i primi passi nella Cittadella della Luce.

“Fino ad ora siamo stati noi i veri imprenditori, facendo sempre nuove proposte
– ha spiegato Germano Bosisio, Rsu – La questione ora non riguarda più soltanto noi ma la città e il territorio”. All’azienda si chiede che non venga vanificato il lavoro che da anni è stato fatto coinvolgendo la società civile.

“L’ipotesi concreta della Cittadella della Luce permetterebbe una riconversione dell’azienda, consolidando quei valori ancora troppo deboli”. Si attende ancora una presa di posizione chiara e sottoscritta, per riconvertire quelle quote di produzioni tradizionali che prevedono la modifica di alcune linee produttive e per avviare lo sviluppo del primo troncone della Cittadella della Luce.

Chiedono praticità e concretezza, per dare un futuro all’azienda e al territorio, cercando l’aiuto anche delle istituzioni affinchè si facciano promotrici e applichino una sorta di “pressing” sull’azienda. Attendono anche risposte e danno un ultimatum: la prima decade del mese di settembre, dopodiché, dichiarano gli operai, saranno pronti a riprendere una serrata azione di lotta pacifica.

Sfidano pubblicamente l’imprenditoria a dimostrare sul campo la propria responsabilità sociale, non lasciando però le istituzioni in disparte. “Se ha un piano industriale, lo esibisca. Ad oggi non abbiamo visto risposta positiva – ha continuato Bosisio – Dietro la battaglia della Leuci c’è tutto un modello che cerca di fermare questo dissanguamento di forze di lavoro, rilanciando la produzione con forme intelligenti che diano futuro. E’ molto di più di una battaglia arcaica questa; è basata su cose concrete e proposte precise”.

Non vengono ancora rese note le ‘carte’ che saranno usate nei prossimi mesi ma l’obiettivo sembra essere quello di puntare sui meccanismi mediatici “e sarà Pisati allora a decidere se sarà vero imprenditore. Non escludiamo un dialogo diretto, né di andare direttamente a Buccinasco per parlare con lui”.

Intanto si continua a ragionare sul progetto della cittadella, nella speranza, in autunno, di veder realizzato almeno la prima parte del filone delle apparecchiature led, elaborato dal Politecnico e costato alcune migliaia di euro.
C.C.
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