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Scritto Lunedì 17 gennaio 2022 alle 17:59

Osnago: ex coniugi in aula si accusano a vicenda. Il giudice li assolve

È stata riassunta oggi, attraverso la discussione fra le parti, la vicenda avvenuta nel luglio 2015 proprio davanti agli uffici comunali di Osnago che ha portato due (ormai ex) coniugi reciprocamente coimputati nello stesso processo. L'uno accusato di minacce, l'altra di lesioni personali aggravate (perchè commesse contro il marito). Entrambi si sono costituiti parte civile.
Come ripercorso dalla Vpo Caterina Scarselli, i due, in fase di separazione, si sarebbero trovati quella mattina per trasferire la proprietà dell'auto dall'uomo alla donna. Una volta entrati in municipio l'odierno imputato avrebbe cercato di far firmare alla ex moglie un documento scritto a mano ma, innervosito dal suo rifiuto, avrebbe girato i tacchi e se ne sarebbe andato. Fin qui le versioni dei due coimputati combacerebbero, ma quanto successo immediatamente dopo al di fuori del comune di Osnago non è dato sapersi: l'uomo ha affermato di essere stato colpito con un marsupio, di aver ricevuto uno schiaffo e di essere stato strattonato per la maglia, mentre la donna ha dichiarato che l'ex le avrebbe giurato "te la faccio pagare, ti rovino".
"Ha cercato di recuperare l'atto avvicinandosi all'ex marito con l'unica mano libera: c'è stato un contatto, ma finalizzato a recuperare il documento, non certo a percuoterlo né a procurargli lesioni" ha sintetizzato l'avvocato Elena Barra per chiarire la posizione della propria assistita, chiedendone l'assoluzione.
Secondo la difesa della controparte rappresentata dall'avvocato Simona Garavaglia, l'aggressione al proprio cliente sarebbe avvenuta con graffi e strattoni (tali da procurargli ecchimosi sul braccio, con una prognosi di 3 giorni), ma la "minaccia" da lui proferita non si sarebbe dovuta ritenere tale: "Quel "ti rovino" deve essere inteso dal punto di vista legale, non come un'aggressione fisica: tant'è che subito dopo il signore si è recato dai carabinieri per sporgere denuncia".
Entrambi assolti "perchè il fatto non sussiste" è stato il verdetto del giudice Giulia Barazzetta.
F. F.
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