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Scritto Martedì 04 gennaio 2022 alle 18:23

Paderno: il Comitato Ponti va avanti con la raccolta firme.Risposte a dubbi,e soluzioni

Procede l'attività del gruppo di cittadini di Paderno d'Adda che hanno dato vita al "Comitato Ponti" dopo aver appreso l'intenzione di RFI e Regione Lombardia di voler costruire due viadotti, uno stradale e l'altro ferroviario, presumibilmente a poche centinaia di metri dall'attuale San Michele, nella valle dell'Adda, il cui destino si sa essere ormai segnato: otto sono gli anni che restano prima di "andare in pensione" e venire sostituito.

A fine dicembre il Comitato, presente in piazza Vittoria durante i mercatini natalizi, ha mosso i primi passi nella raccolta firme che ad oggi sono circa 200, soprattutto di cittadini padernesi.
Per permettere alle persone di conoscere a fondo la questione e siglare in modo consapevole e informato, il Comitato ha sottoscritto un comunicato nel quale sono racchiuse le risposte a tutte le perplessità finora registrare dalla cittadinanza e alle quali è stata fornita una risposta.

Sul modulo della raccolta firme (CLICCA QUI) la prima richiesta fa riferimento al ponte ferroviario, tutto sommato la questione meno spinosa. Il comitato chiede che il viadotto in questione "venga progettato e realizzato tenendo conto del valore storico dello stesso e ricercando il minore impatto paesaggistico nella Valle dell'Adda padernese."

 

 

CLICCA QUI per scaricare il documento

Più complicato è l'aspetto invece del terzo ponte, quello viario, che accoglierà il passaggio anche dei mezzi pesanti. Tra i vari "botta e risposta" viene spiegato che il Comitato non intende impedire lo scorrimento delle auto tra le due rive dell'Adda e la soluzione che propone al traffico intenso - causato da il senso di marcia alternato e la semaforizzazione molto lunga - "è la realizzazione di un nuovo ponte molto più a Sud", che "permetterebbe uno scorrimento più veloce del traffico, pur tenendo conto di un certo allungamento chilometrico". Si individuano poi i soggetti incaricati di farsi carico della costruzione "molto dipende soprattutto dalla Regione, dal Ministero e dal Parco Adda", facendo poi riferimento alla lettera presentata l'estate scorsa da tutti i Sindaci del Meratese in cui si chiedeva che ad essere preservato fosse in primis la qualità della vista dei cittadini.
Chi vuole fortemente questo terzo ponte? La risposta del Comitato punta il dito sulle autorità Caluschesi e Bergamasche le quali "insistono fortemente per dare il via alle realizzazione di questa opera". Si legge sullo stesso punto, "hanno l'esigenza di collegare alla rete viaria la cementeria Italcementi ed il nuovo insediamento metallurgico Com STEEL, recentemente sorto al suo fianco, che necessitano di forti flussi di trasporto pesante su gomma".

Il "Comitato ponti" durante i mercatini di Natale

Anche sulle opere di mitigazione del traffico si nutrono forti dubbi. La tangenzialina a Verderio ("dal Cimitero alla Sernovella") andrebbe a penalizzare gli abitanti più in periferia e quelli di Paderno "lambiti dalla nuova strada"; l'eliminazione dei passaggi a livello e la semaforizzazione intelligente a Robbiate e Verderio, scrivono, "sono interventi che avrebbero dovuto essere realizzati da decenni, se ci fosse una cura e una programmazione seria della rete viaria".
Nel documento viene ribadito che l'intenzione non è quella di opporsi allo studio e alla realizzazione del nuovo viadotto ma alla modalità in cui viene proposta che sarebbe foriera di "indubbi danni ambientali, formazione di ulteriori importanti rallentamenti e code e danni turistici ed economici".

In ultimo il comitato si rivolge alle Autorità incaricate di prendere decisioni e progettare, invitandole a tenere ben presenti le indicazioni dei Sindaci del Lecchese, a non ascoltare le spinte provenienti da grandi e potenti lobby industriali, e a considerare la proposta di un attraversamento "decisamente più a Sud dell'attuale San Michele".

Tornando al secondo punto del modulo della raccolta firme, si chiede dunque che il progetto del terzo ponte viario "venga abbandonato, ricercando contemporaneamente un diverso posizionamento che meglio soddisfi le esigenze viabilistiche e ambientali, e tuteli quelle paesaggistiche, storiche e turistiche dell'intero territorio."

F.Fu.
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