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Scritto Sabato 01 gennaio 2022 alle 18:10

Vimercate, Desio, Carate: parti in calo nei tre punti nascita. Ecco gli ultimi arrivati del 2021 e i primi del 2022

Anche l'ASST Brianza celebra il Capodanno in dolcezza, tirando le somme dell'andamento delle sale parto da gennaio a dicembre.
E' Gabriel il primo nato all'ospedale di Vimercate. E' venuto al mondo mentre ancora esplodevano i botti per salutare l'arrivo del 2022. Il piccolino ha visto infatti la luce alle 00.49 per la gioia di mamma Gloria Picono e papà Andrea Arosio, di Vimodrone.

Gabriel con la mamma. Sotto Wisal con i genitori

Rosa, invece, l'ultimo fiocco appeso in reparto nel 2021. Il parto è avvenuto alle ore 22.09, assistito dall'ostetrica Francesca Caccia: mamma Fatima Zahra Lakmlifi e papà Yassine Ouahibi, residenti a Cambiago, hanno chiamato la loro piccina Wisal. Con lei il reparto chiude l'anno a quota 1.190 nascite per complessivi 1.178 parti, numeri in leggero calo rispetto al 2020 quando la cicogna aveva portato 1.272 pargoli compiendo 1.267 viaggi. Se nel corso del 2021 l'andamento medio ha visto 100 lieti eventi al mese, dicembre è stato il periodo della ripresa con 130 nascite.

All'Ospedale di Desio, invece, l’ultimo nato del 2021, alle 6.45, è stato Mattia. Il peso? Oltre tre chili e mezzo. L’ha dato alla luce Veronica Perrotta di 35 anni; il papà è Giuseppe Di Gioia di 38 anni. Sono residenti a Lentate Sul Seveso. Il parto è stato assistito dall’ostetrica Luigia Pirola, dalla ginecologa Loredana Giacomantonio e dalla pediatra Alessia Villa. A casa, ad aspettare, la sorellina Matilde di 5 anni.

Mattia e Suleiman con lo staff del reparto

Primo nato del 2022, alle ore 7.01, è invece Suleiman, quasi tre chili di dolcezza per la gioia di mamma Zekraoui Fatima Ezzahra, anni 27 e papà Amine Fadli, anni 30, residenti a Lissone. Il parto è stato assistito dall’ostetrica Stefania Pelucchi, dalla ginecologa Chiara Comito e dalla pediatra Simona Rossi.
Suleiman ha reso "fratello maggiore" Moad, 4 anni.
Anche a Desio nell'arco del 2021 si è registrata una flessione delle nascite. Ci sono stati 87 arrivi in meno, rispetto al 2020 (- 7,6 %), in tendenza rispetto al dato nazionale. L'asticella si è fermata dunque a 1.055 piccini (6 i gemelli) per 1.049 parti. I maschi vincono sulle femmine, 556 a 499.
“La denatalità contenuta in tutti questi ultimi anni del nostro punto nascita – spiega Tiziana Varisco, direttore della Struttura di Pediatria – è dovuta anche a tutto il lavoro di integrazione con il territorio, in particolare con i Consultori, nell'ambito dei diversi progetti del Percorso Nascita, e di implementazione dei percorsi di assistenza in autonomia da parte delle ostetriche per le gravidanze a basso rischio”.
Da segnalare che negli ultimi due mesi di quest’ano i parti sono stati ben 188 (nel 2020 erano stati, nello stesso periodo 155). Un segno di speranza e ripresa.

Da ultimo l'ospedale di Carate. Per il momento non si sono registrate nascite nel 2022. Nella giornata del 31 dicembre però ben 5 bambini hanno voluto salutare il 2021 venendo alla luce.
Penultimo nato: Gabriele (secondogenito), di oltre 3 chili, è nato alle ore 20:31 da mamma Elisa e papà Stefano Fiorin, residenti a Seveso.
Ultimissimo: Michele (primogenito), di quasi tre chili e mezzo. Ha emesso il suo primo vagito alle ore 23:13 da mamma Alice e papà Andrea Bonfanti, residenti a Torre De' Busi, in provincia di Bergamo.

Gabriele e Michele in braccio alle mamme, tra il personale del reparto

Nella sala parto dell'Ospedale di Carate nel 2021 sono nati 1.125 bambini, di cui 12 gemelli. 572 maschi e 552 femmine. Nel 2020 ne erano nati 1.221.
“Pochissimi i neonati, circa 8 (pari allo 0,7%) che hanno avuto bisogno dell’assistenza intensiva e trasferiti presso la Terapia Intensiva del San Gerardo – spiega Anna Locatelli, Primario della struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale, nonché direttore del Dipartimento Materno Infantile di ASST Brianza- Vale la pena ricordare che i neonati con patologia di piccola e media intensità sono assistiti presso il nostro reparto, con il grande vantaggio di evitare la separazione mamma-neonato che anche se breve può influire negativamente sull’allattamento e il benessere del piccolo”.
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