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Scritto Giovedì 02 dicembre 2021 alle 20:04

Paderno: vertice in regione sul san Michele, confermati i due viadotti. Torchio: soluzione non accettabile per la viabilità

Un nuovo incontro in Regione, avvenuto l'altro ieri, ha portato ulteriori svolte nella intricata vicenda che vede al centro il ponte di Paderno. È ormai chiaro e deciso che il San Michele verrà sostituito e a farlo saranno due nuovi viadotti: uno ferroviario e uno viario. 
Se non vi è alcun dubbio sul fatto che il nuovo ponte ferroviario debba sorgere nelle immediate vicinanze del San Michele, al contrario, la questione su dove posizionare il ponte viario aveva sollevato posizioni differenti, in particolar modo Paderno d'Adda e i comuni limitrofi chiedevano di valutare un altro collocamento che prendesse in considerazione anche l'area lecchese e monzese. Calusco invece chiedeva di mantenerlo a Sud, accanto all'attuale ponte di Paderno. L'impatto ambientale e il riversamento di un grande quantitativo di traffico nei comuni limitrofi, in particolare, Paderno, Verderio e Robbiate, avevano spinto i tre Sindaci meratesi a mettere un "alt" e a commissionare un nuovo studio sul traffico, rispetto al primo condotto a fine giugno e presentato lo scorso 3 agosto, che tenesse conto di altre variabili. Proprio questo è stato il motivo del nuovo vertice in Regione (al quale erano presenti Rfi, l'assessore regionale alle Infrastrutture, trasporti e mobilità, Claudia Terzi, i presidenti della provincia di Lecco, Claudio Usuelli e di Bergamo, Pasquale Gandolfi, il sindaco di Calusco Michele Pellegrini e l'assessore dell'omonimo comune, Massimo Cocchi, e i sindaci di Paderno, Gianpaolo Torchio e Verderio, Robertino Manega): presentare i dati emersi dal nuovo studio sul traffico. 
I risultati non si discosterebbero di molto dallo studio condotto a giugno, dunque per i tecnici di Rfi il posizionamento del nuovo condotto stradale è da confermarsi a sud. Dal lato padernese, il nuovo viadotto si collegherà a via Ugo Festini. Vi è però in programma una variante, ossia una "mezza tangenziale" che permetterà di evitare la porzione tra il Platano e la Sernovella a Verderio. 

Non è felice il commento del sindaco di Paderno, Torchio, il quale ha ribadito che oltre all'impatto diretto su via Festini "Il traffico rimane importante e significativo. È stato stimato il transito nelle due direzioni di circa 500 veicoli in più nell'ora di punta e di 140 mezzi pesanti" ha precisato. Un aumento che ha definito "insostenibile". Amareggiato anche sulla scelta di posizionare il ponte lì. "Per noi è una posizione tutt'altro che ottimale per motivi ambientali e perché scarichiamo tutto il traffico sui centri urbani di Paderno Robbiate e Verderio. Non è una scelta risolutiva per noi". Alla domanda quali sono i prossimi passaggi? "Meglio chiederlo a Regione Lombardia" ha risposto piccato, "nel mentre faremo le nostre considerazioni". 
Faticava a trattenere l'entusiasmo invece il consigliere provinciale e assessore con delega ai lavori pubblici del comune caluschese, Massimo Cocchi, che ha riferito soddisfatto il permanere tale e quale dei risultati sullo studio del traffico. Una conferma, a suo dire, che il ponte debba essere fatto lì, a sud. Ha definito l'impatto del traffico "perfettamente sopportabile con opere di mitigazione" ossia quegli interventi di cui si era già discusso nel vertice di agosto: il "salto" dei due passaggi a livello a Verderio, i semafori intelligenti a Robbiate e altri interventi che parimenti richiederà la provincia di Bergamo per mitigare il traffico soprattutto a Calusco e Carvico.  Cocchi ha infatti riferito che entro fine anno arriveranno le osservazioni, in dettaglio, delle due Province in merito alle opere di mitigazione da realizzarsi nei diversi comuni. Lo step successivo sarà bussare a Roma, e presentare il "pacchetto" da finanziare, sfruttando i fondi liberati dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). "È indispensabile procedere in contemporanea con entrambi i ponti - ha incalzato l'assessore - se non prendiamo questo treno e andiamo a bussare insieme i fondi europei ce li scordiamo e va a finire che attraversiamo l'Adda a nuoto".  Il tutto, ha tenuto a precisare l'assessore, dovrà essere realizzato "nel miglior modo possibile dal punto di vista paesaggistico, strutturale, e di tutto quello che ne concerne". 
F.Fu.
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